L'Italia dia il giusto riconoscimento a traduttori ed interpreti qualificati

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In Italia esistono Scuole per Interpreti e Traduttori (SSLMIT) come quelle di Trieste e Forlì, riconosciute a livello europeo, che sfornano traduttori ed interpreti che hanno superato una rigidissima selezione e due anni di formazione intensa e di alto livello, ma lo Stato italiano fa finta di ignorarlo.

Ho deciso di lanciare questa petizione dopo aver scoperto, da un annuncio di lavoro pubblicato di recente dall'Ambasciata Italiana a Londra, che un'assurda legge italiana (Decreto Ministeriale 16 marzo 2001, n.032/655) pone come condizioni nella selezione di traduttori ed interpreti non, come vorrebbe la logica, il possesso della Laurea Magistrale rilasciata dalla Scuola Interpreti (necessaria ad esempio per lavorare presso le Istituzioni Europee) ma la residenza nel paese per almeno due anni e il semplice diploma di scuola superiore.

Non più rosea la situazione nei Tribunali, dove vengono chiamati ad interpretare e tradurre non i professionisti ma persone note nell'ambiente che si suppone conoscano la lingua (e che spesso sono causa di errori giudiziari).

Il compenso infine, deterrente per ogni professionista, è di appena 5 Euro l'ora.

Con la presente petizione chiediamo al Parlamento e al Presidente del Consiglio la modifica del Decreto Ministeriale di cui sopra prevedendo, che per l'assunzione di Traduttori e Interpreti, venga previsto come requisito il possesso della Laurea Magistrale in Traduzione/Interpretazione rilasciate dalle Scuole per Interpreti riconosciute a livello europeo.

Chiediamo inoltre che nei Tribunali si faccia ricorso esclusivamente ad interpreti e traduttori qualificati, con l'istituzione di un registro nazionale di traduttori ed interpreti professionisti (come richiesto dalla Direttiva Europea 2010/64/UE) e l'aumento del compenso ad un livello dignitoso pari a quello degli altri paesi europei.



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