Sono un malato oncologico e la mia aspettativa di vita non può essere decisa per legge


Sono un malato oncologico e la mia aspettativa di vita non può essere decisa per legge
Il problema
Nell’ottobre del 2015 mi hanno diagnosticato un carcinoma gastrico situato tra l’esofago e lo stomaco.
Ho effettuato tre cicli di chemioterapia sino all’operazione di asportazione dello stomaco e di parte dell’esofago avvenuta a febbraio del 2016.
Nel contempo ho continuato la mia attività lavorativa assentandomi solamente le due settimane di ricovero e degenza postoperatoria.
Ad oggi sono sotto controllo medico e sembrerebbe, che la malattia (il cancro) sia stato debellato.
Durante il primo periodo, dopo la diagnosi, mi sono informato sulle conseguenze della mia situazione e sulle eventuali prospettive di sopravvivenza (secondo dati statistici il 40% a cinque anni dalla diagnosi) e sulle eventuali possibilità di assentarmi dal lavoro per le cure e possibili aiuti da parte delle istituzioni: ho scoperto che esiste una legge, non cancellata dalla Sig.a Fornero, che prevede il prepensionamento se il grado di invalidità, determinato dalla apposita commissione e superiore al 80%, a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne oltre all’aggiunta dell’aspettativa di vita!
Sono rimasto indignato per due motivi: che differenza adotta il cancro, come malattia, tra uomo e donna? Quale aspettativa di vita può avere un malato oncologico?
Ad oggi vorrei perorare la possibilità di variare tale legge e di rendere accessibile il prepensionamento alla stessa età tra donna e uomo e togliere la clausola dell’aspettativa vita.
Sono ancora incredulo che nessuno ,tra associazioni che richiedono donazioni e politici che si rendono paladini della giustizia, finora, abbiano mai affrontato tale problema.
Ringrazio anticipatamente per il vostro interesse.
Roberto Mondini

Il problema
Nell’ottobre del 2015 mi hanno diagnosticato un carcinoma gastrico situato tra l’esofago e lo stomaco.
Ho effettuato tre cicli di chemioterapia sino all’operazione di asportazione dello stomaco e di parte dell’esofago avvenuta a febbraio del 2016.
Nel contempo ho continuato la mia attività lavorativa assentandomi solamente le due settimane di ricovero e degenza postoperatoria.
Ad oggi sono sotto controllo medico e sembrerebbe, che la malattia (il cancro) sia stato debellato.
Durante il primo periodo, dopo la diagnosi, mi sono informato sulle conseguenze della mia situazione e sulle eventuali prospettive di sopravvivenza (secondo dati statistici il 40% a cinque anni dalla diagnosi) e sulle eventuali possibilità di assentarmi dal lavoro per le cure e possibili aiuti da parte delle istituzioni: ho scoperto che esiste una legge, non cancellata dalla Sig.a Fornero, che prevede il prepensionamento se il grado di invalidità, determinato dalla apposita commissione e superiore al 80%, a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne oltre all’aggiunta dell’aspettativa di vita!
Sono rimasto indignato per due motivi: che differenza adotta il cancro, come malattia, tra uomo e donna? Quale aspettativa di vita può avere un malato oncologico?
Ad oggi vorrei perorare la possibilità di variare tale legge e di rendere accessibile il prepensionamento alla stessa età tra donna e uomo e togliere la clausola dell’aspettativa vita.
Sono ancora incredulo che nessuno ,tra associazioni che richiedono donazioni e politici che si rendono paladini della giustizia, finora, abbiano mai affrontato tale problema.
Ringrazio anticipatamente per il vostro interesse.
Roberto Mondini

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 23 novembre 2016

