Un’ala del San Filippo Neri a Luciano Quaglieri, infermiere stroncato dal Covid

0 hanno firmato. Arriviamo a 35.000.


Migliaia di lavoratori della Sanità Pubblica si prodigano, spesso volontariamente, a curare i pazienti colpiti dal coronavirus. 
Spesso operano in condizioni estreme. Troppo di frequente arrivano a sacrificare la propria vita.

Non c’è indennità nè premio sufficienti a rendere onore a questi eroi.

Luciano Quaglieri, infermiere del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma, è morto a quarantasette anni, dopo decine di giorni di atroce agonia, stroncato dal Covid.

Lascia le sue figlie e una moglie, infermiera, anch’essa impegnata nella cura dei pazienti affetti dal virus.

Era un eroe come e più di tanti altri suoi colleghi.

L’unico modo per legare per sempre il suo nome all’Ospedale per il quale ha lavorato, è quello di intitolargli ufficialmente un’ala del complesso ospedaliero.

Luciano Quaglieri rimarrà nel cuore di tutti i suoi colleghi. Ma è necessario che il suo sacrificio sia reso noto a tutte le persone che entrano al San Filippo Neri.

Non dimenticare chi, quotidianamente si sacrifica in silenzio per noi, vuol dire rompere quel silenzio e dimostrare la propria riconoscenza trasformando il luogo del sacrificio in un monumento.