Incentiviamo realmente la raccolta differenziata togliendo i "casonetti intelligenti"

41

Raggiungiamo 50 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!
Firmatari recenti
fulvio e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

I “cassonetti intelligenti” a Trieste sono stati introdotti grazie a un progetto congiunto tra il Comune di Trieste e AcegasApsAmga (società privata controllata dal gruppo HERA), con un'iniziativa avviata sulla base di una specifica proposta di gestione dei rifiuti approvata nel dicembre 2021 e sostenuta dai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Dal 2026 il servizio è stato attivano solo nelle frazioni dell’Altipiano Ovest suscitando non poche polemiche. 

 

Qua sotto alcuni punti critici emersi dal confronto tra cittadine e cittadini triestini.

 

Diritto al gettare un rifiuto nel "scovazon"

Il primo quesito sull’utilità di questo nuovo servizio è rivolto alla fruibilità: quali benefici all'ambiente porta l'impossibilità di garantire a tutti di poter gettare l'indifferenziata nel cassonetto? Per esempio chi non può avere la tessera o app perché residente in altro comune, dopo aver mangiato un gelato in copetta sull'Altipiano, facendosi una passeggiata si ritrova a non poter gettare via il residuo. Oppure ancora, una famiglia di turisti con bambini piccolinon può gettare immediatamente i pannolini sporchi. In entrambi i casi si arreca disagio. Va evidenziato che già ora nei giorni di ferie è stato avvistato un aumento di rifiuti in prossimità dei cassonetti. Con la stagione turistica estiva il fenomeno non potrà che peggiorare.

 

Inciviltà

La popolazione del Carso ha riscontrato un peggioramento legato ai rifiuti buttati per strada/a terra (quelli che non sono già stati presi da operatori in servizio straordinario) o legato alla qualità nei cassonetti della differenziata (quindi indifferenziata nella differenziata). La gente maleducata purtroppo c'è e ci sarà, per questo è meglio avere i cassonetti aperti a tutti, altrimenti i rifiuti vanno per strada o ancora peggio in bosco. Un cassonetto aperto è sempre un incentivo per chi non vuole gettare le cose nella natura. Non dimentichiamoci che ci sono anche casi di chi va a fare una passeggiata in bosco e molte volte raccoglie sporcizia che non può lavare sul momento e mettere nella differenziata, quindi un libero accesso ai cassonetti in questo caso è molto utile a chi vuole tenere pulita la natura.

 

Problemi tecnici

Tecnologia: come succede per tutti i macchinari elettronici, qualche volta può darsi che il cassonetto non funzioni, creando disagi superiori alla situazione precedente. Ci sono stati già casi di cassonetti difettosi, in tal caso difficilmente riparabili/utilizzabili dai cittadini sul momento, vista la tecnologia complessa.

Burocrazia: il mancato recapito di tessere ha creato già disagi a numerose famiglie che sono state impossibilitate a buttare un semplice sacco di immondizia. Poi, se la tessera viene smarrita e non si ha smartphone (o sul posto o affatto) si è potenzialmente penalizzati per giorni, visto che gli uffici pubblici hanno orari sempre meno accessibili.

Dimensioni fori: per chi accumula tanta immondizia nel tempo perché lontano dai cassonetti per non fare il tragitto più volte, già prima era difficile inserire i sacchi neri grandi, ora diventa pressoché impossibile. Sull'altipiano molte volte i cassonetti non sono vicini alle abitazioni e quindi molte persone usano i sacchi grandi e una volta alla settimana lo caricano in macchina e lo trasportano.

Utilizzabilità da persone anziane: ricordiamoci che Trieste è una delle città più "anziane" dell'Italia, pedali e maniglie risultano ora più rigide di prima per un loro utilizzo senza problemi.

 

Metodologia ed efficacia

Nell'educazione premiare i comportamenti positivi è generalmente più efficace della punizione, poiché incentiva la motivazione intrinseca e la fiducia, mentre le punizioni spesso generano paura e risentimento. Invece che calare dall'alto soluzioni di ipercontrollo e repressione andrebbe semplicemente aumentata la responsabilità di comunità e sociale con premi. Un esempio virtuoso è il cosiddetto "Cash for Trash" che funziona già molto bene perché premia direttamente i cittadini e in alcuni casi virtuosi pure gli animali!

La metodologia dei cassonetti intelligenti non porta necessariamente a un incremento della differenziata rispetto all'indifferenziata. In alcune città c'è stato proprio questo scenario (Taranto, Roma, Genova, Livorno, Verona, Alessandria, Palermo ...), e a Trieste stiamo vedendo con i nostri occhi i risultati non soddisfacenti.

È stato visto quindi che Puntando sulla sola tecnologia e senza un ben intrapreso coinvolgimento reale dei cittadini - con tutte le necissità e criticità - si rischia di fare passi indietro.

 

Rifiuti: il problema va affrontato alla base

La società vuole che compriamo e consumiamo ma ci nega un accesso libero al rifiuto. Un nonsense. Una cosa utile sarebbe incentivare i produttori a usare materiali facilmente separabili, oltre che riciclabili. Argomenti che non abbiamo mai sentito da parte di nessuna amministrazione né società che fa utili, non dimentichiamoci che le società che gestiscono rifiuti guadagnano dalla nostra bravura di smistamento a mano con la successiva vendita di materiale per riutilizzo all'industria.

Quindi sicuramente aiuterebbe produrre meno rifiuto. E per produrre meno rifiuti bisogna pensare al riuso: a partire da confezioni riutilizzabili/riempibili. Ma anche consentire a chi vuolo sbarazzarsi di cose ancora funzionanti di portarle in un luogo adibito (non discarica) per essere prese da chiunque lo voglia, una sorta di angolo fisso del dono/scambio, ancora meglio senza l’utilizzo del denaro.

 

Discriminazione nello stesso comune e poca trasparenza

Non siamo d’accordo che ci siano differenze nella raccolta tra Circoscrizioni (attualmente i cassonetti intelligenti sono adottati solamente sull’Altipiano), che non si siano tenuti gli incontri informativi promessi nei borghi dell’Altipiano — e se sì, mal e poco pubblicizzati. Tra l’altro, a confermare la poca trasparenza istituzionale, durante una seduta pubblica della I Circoscrizione (Altipiano Ovest) sono stati chiesti dei chiarimenti da parte di alcune cittadine sulla gestione dei rifiuti, ma il Consiglio ha risposto con un freddo “l’abbiamo detto già a uno degli incontri”, negando così il diritto all’informazione, cosa molto grave.

Inoltre i numeri: Leggiamo dal sito di HERA "Trieste rimane ad una percentuale di raccolta differenziata bassa, attestandosi al 46% [...] l’obiettivo è quello di superare il 60%.". Considerando che la I Circoscrizione ha 3.643 abitanti e la II Circoscrizione ne conta 10.473 (somma 14.080), con la popolazione di Trieste di 198.652 abitanti la percentuale di persone coinvolte in questo progetto è solamente 7% - come si spera di aumentare la raccolta differenziata con questi numeri a Trieste? La domanda è retorica.

 

L'igiene

Se prima si poteva aprire il cassonetto solamente con l'uso dei piedi, ora bisogna a priori premere un bottone. Una scelta sbagliata se guardiamo all'igiene.

 

Ecologia, veramente?

I cassonetti intelligenti funzionano grazie a delle batterie (generalmente al litio), e si sa che le batterie sono tutt'altro che ecologiche, dalla loro produzione (depauperamento di ambienti interi) al loro smaltimento. Le batterie al litio inoltre possono esplodere o prendere fuoco se esposte al sole diretto o a fonti di calore elevato.

 

Raccolta dati

Da un volantino di HERA si evince che al conferimento di rifiuto indifferenziato non si registra né peso dell'immondizia, né quantità di volte che lo si fa. Ma a questo punto ci si chiede: e allora a cosa serve bloccare i cassonetti, se una persona munita di tessera può buttare quello che vuole e quante volte vuole? In caso contrario però si solleverebbero dei dubbi sul gestimento dei nostri dati, che dovrebbe passare perlomeno con un consenso informato e firmato, trattandosi probabilmente di privacy.

 

 

Per tutti questi motivi sopra elencati chiediamo al comune di Trieste e alla società privata AcegasApsAmga che i cassonetti cosiddetti "intelligenti" vengano rimossi, ripristinando i precedenti, e sia fatto, sì, qualcosa per migliorare la raccolta differenziata, ma in modo virtuoso e sostenibile/duraturo, con un programma condiviso dalla popolazione e non calato dall'alto come sempre accade in progetti finanziati da enti esterni (in questo caso fondi PNRR).

avatar of the starter
Jakob JugovicPromotore della petizione

Aggiornamenti sulla petizione