Impedire la costruzione di un data center a Cesate

Movimento:No Data Center

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Il problema

Sono cresciuto a Cesate, un paese che incarna perfettamente l'essenza della nostra bella regione, la Lombardia. Un luogo dove la bellezza dei campi agricoli e la tranquillità delle abitazioni convivono in armonia con la biodiversità e il delicato equilibrio ecologico del Parco Regionale delle Groane.

 

Ora, questo equilibrio è minacciato dalla proposta di costruzione di un data center della potenza di 100 MW qui, proprio accanto a terreni agricoli fondamentali e vicinissimo alle abitazioni. Una struttura che avrà 63 impianti di raffreddamento e 48 generatori ausiliari da 300 MWtermici.

La nostra comunità sta già affrontando gravi carenze idriche ed energetiche, e un'infrastruttura così massiccia, alta come un edificio di 6 piani lungo 300 mt, non farebbe altro che esacerbare questa crisi. 

I data center sono noti per il loro impatto sull'ambiente e sulla vita delle persone.

Rumore 24h su 24h, emissioni atmosferiche dai gruppi ausiliari, creazione di isole di calore, possibile consumo ingente di acque per il raffreddamento, rischi di incendio dovuto al deposito di combustibili.

Oltre a Cesate nella sola città metropolitana potrebbero insediarsene 70.

Bollate, Rho, Settimo Mil.se, Pregnana Mil.se, Cornaredo solo quelli più vicini. 

E nessuno pensa agli effetti cumulativi di questi mostri energivori sulla nostra zona già martoriata.

 

Rischiamo di sacrificare la qualità della vita dei residenti e la salute dell'ambiente per gli interessi economici di pochi. 

È fondamentale opporci a questa costruzione che minaccia il nostro territorio. Dobbiamo tutelare le nostre risorse naturali e la salute dei cittadini, con soluzioni che siano sostenibili e rispettose dell'ambiente e della comunità. In alternativa, propongo di sviluppare un piano infrastrutturale che non metta a rischio risorse tanto preziose per il nostro futuro.

 

Invito tutti coloro che vivono o hanno a cuore Cesate e i suoi splendidi paesaggi di unire la propria voce alla mia. Firma questa petizione affinché le autorità locali possano prendere in considerazione queste preoccupazioni legittime e possano lavorare attivamente per proteggere il nostro amato paese dalle speculazioni industriali

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simona maccabelliPromotore della petizione

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