Immediata sospensione in autotutela dei permessi rilasciati alla Cerere a Castagnole Lanze


Immediata sospensione in autotutela dei permessi rilasciati alla Cerere a Castagnole Lanze
Il problema
Premesso che:
- Il territorio di Langhe, Roero e Monferrato è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO per i suoi paesaggi viticoli unici, frutto di secoli di lavoro umano e integrazione armoniosa tra uomo e natura.
- L’area denominata Valle Tanaro, nel comune di Castagnole delle Lanze (AT), ricade all’interno della cosiddetta Buffer Zone UNESCO, ossia una zona cuscinetto volta a proteggere il nucleo centrale del sito patrimonio mondiale.
- Con atto deliberativo del 28 gennaio 2025, il Comune di Castagnole delle Lanze ha rilasciato il permesso di costruire a favore della Cerere SpA per un edificio industriale alto ben 39 metri lineari, chiaramente in contrasto con le normative vigenti e con il PRGC comunale, che prevede un’altezza massima edificabile pari a soli 10,50 metri.
- Tale decisione si pone in palese contraddizione con le Linee Guida regionali per la tutela del Sito UNESCO, che invitano a salvaguardare l’integrità e l’autenticità del paesaggio culturale vitivinicolo.
- La Commissione Locale del Paesaggio, già il 9 maggio 2023, aveva espresso parere negativo sull’intervento, ritenendolo non mitigabile per l’impatto visivo significativo su tutto il contesto circostante, comprese le Residenze Reali Sabaude, in particolare il Castello di Govone.
- Anche la Regione Piemonte, in data 19 gennaio 2024, aveva esortato il Comune a valutare attentamente la compatibilità dell’intervento con gli obiettivi delle Linee Guida UNESCO e con il Piano Paesaggistico Regionale.
- Nonostante ciò, il progetto è stato autorizzato sulla base di una Relazione Tecnica redatta da geometri, senza la firma di un professionista iscritto all’Ordine degli Architetti o Ingegneri, sollevando dubbi anche di carattere procedurale.
Considerato che:
- L’edificazione di un fabbricato di 39 metri di altezza rappresenta un grave sfregio al paesaggio protetto, compromettendo irreversibilmente la visuale panoramica delle colline vitate e alterando l’immagine storica del territorio.
- Si tratterebbe di un pericoloso precedente per l’intero ambito UNESCO, aprendo la strada ad altre opere industriali di grande impatto in aree sensibili.
- Esiste una consolidata giurisprudenza del TAR e del Consiglio di Stato che annulla simili autorizzazioni quando non rispettano i vincoli paesaggistici e urbanistici.
- Il Comune potrebbe procedere con una sospensione in autotutela dell’autorizzazione edilizia, per evitare danni irreparabili al bene collettivo.
Chiediamo ufficialmente:
1. L’immediata sospensione in autotutela del permesso di costruire rilasciato alla Cerere SpA;
2. La revoca del titolo abilitativo, in considerazione del forte impatto paesaggistico e della violazione delle norme urbanistiche locali e regionali;
3. Il riesame completo della pratica attraverso un’analisi approfondita e partecipata, coinvolgendo tutte le istituzioni competenti, inclusa la Soprintendenza e la Regione;
4. L’applicazione di uno Studio di Impatto sul Patrimonio UNESCO (HIA – Heritage Impact Assessment), previsto nelle linee guida internazionali;
5. L’adozione di ogni strumento legale e amministrativo utile a salvaguardare l’integrità del paesaggio UNESCO e a impedire ulteriori interventi speculativi o decontestualizzati.

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Il problema
Premesso che:
- Il territorio di Langhe, Roero e Monferrato è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO per i suoi paesaggi viticoli unici, frutto di secoli di lavoro umano e integrazione armoniosa tra uomo e natura.
- L’area denominata Valle Tanaro, nel comune di Castagnole delle Lanze (AT), ricade all’interno della cosiddetta Buffer Zone UNESCO, ossia una zona cuscinetto volta a proteggere il nucleo centrale del sito patrimonio mondiale.
- Con atto deliberativo del 28 gennaio 2025, il Comune di Castagnole delle Lanze ha rilasciato il permesso di costruire a favore della Cerere SpA per un edificio industriale alto ben 39 metri lineari, chiaramente in contrasto con le normative vigenti e con il PRGC comunale, che prevede un’altezza massima edificabile pari a soli 10,50 metri.
- Tale decisione si pone in palese contraddizione con le Linee Guida regionali per la tutela del Sito UNESCO, che invitano a salvaguardare l’integrità e l’autenticità del paesaggio culturale vitivinicolo.
- La Commissione Locale del Paesaggio, già il 9 maggio 2023, aveva espresso parere negativo sull’intervento, ritenendolo non mitigabile per l’impatto visivo significativo su tutto il contesto circostante, comprese le Residenze Reali Sabaude, in particolare il Castello di Govone.
- Anche la Regione Piemonte, in data 19 gennaio 2024, aveva esortato il Comune a valutare attentamente la compatibilità dell’intervento con gli obiettivi delle Linee Guida UNESCO e con il Piano Paesaggistico Regionale.
- Nonostante ciò, il progetto è stato autorizzato sulla base di una Relazione Tecnica redatta da geometri, senza la firma di un professionista iscritto all’Ordine degli Architetti o Ingegneri, sollevando dubbi anche di carattere procedurale.
Considerato che:
- L’edificazione di un fabbricato di 39 metri di altezza rappresenta un grave sfregio al paesaggio protetto, compromettendo irreversibilmente la visuale panoramica delle colline vitate e alterando l’immagine storica del territorio.
- Si tratterebbe di un pericoloso precedente per l’intero ambito UNESCO, aprendo la strada ad altre opere industriali di grande impatto in aree sensibili.
- Esiste una consolidata giurisprudenza del TAR e del Consiglio di Stato che annulla simili autorizzazioni quando non rispettano i vincoli paesaggistici e urbanistici.
- Il Comune potrebbe procedere con una sospensione in autotutela dell’autorizzazione edilizia, per evitare danni irreparabili al bene collettivo.
Chiediamo ufficialmente:
1. L’immediata sospensione in autotutela del permesso di costruire rilasciato alla Cerere SpA;
2. La revoca del titolo abilitativo, in considerazione del forte impatto paesaggistico e della violazione delle norme urbanistiche locali e regionali;
3. Il riesame completo della pratica attraverso un’analisi approfondita e partecipata, coinvolgendo tutte le istituzioni competenti, inclusa la Soprintendenza e la Regione;
4. L’applicazione di uno Studio di Impatto sul Patrimonio UNESCO (HIA – Heritage Impact Assessment), previsto nelle linee guida internazionali;
5. L’adozione di ogni strumento legale e amministrativo utile a salvaguardare l’integrità del paesaggio UNESCO e a impedire ulteriori interventi speculativi o decontestualizzati.

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Petizione creata in data 26 maggio 2025