STOP ALLA RIFORMA ORLANDO CHE PRECARIZZA IL GIUDICE DI PACE E LA MAGISTRATURA ONORARIA

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Il Ministro Orlando con parere favorevole dell'ANM ha varato una riforma che lede i diritti costituzionali non solo dei Giudici di Pace e dei Magistrati onorari, ma dell' Avvocatura e soprattutto dei cittadini tutti. Una riforma che, come concepita, eliminerà LA DIGNITA' E L'AUTONOMIA DEL GIUDICE DI PACE E DEI GIUDICI ONORARI, facendola esercitare a non professionisti o comunque a dopolavoristi, un nuovo esercito di precari che dovrebbero fare, occasionalmente e senza una dignitosa retribuzione, il lavoro dei giudici professionali, relegandoli ad un ruolo ancillare e privo delle tutele minime che  la Costituzione garantisce a tutti i lavoratori quali la Maternità, la Malattia, la previdenza ed una dignitosa retribuzione. 

I CITTADINI DEVONO SAPERE che il risultato sarà un GIUDICE DEQUALIFICATO E NON AUTONOMO.

LA PROSPETTIVA CHE SI PROFILA È IL COLLASSO DELLA GIUSTIZIA E LA PRIVAZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI DEI CITTADINI

SENZA CONTARE CHE 5000 PERSONE, CHE HANNO LAVORATO A SERVIZIO DELLO STATO CON CONTRATTI ABUSIVAMENTE REITERATI, PRIVI DI GARANZIE, PRIVI DI DIRITTI “FONDAMENTALI”, COME QUELLI ALLA CONTINUITA” DEL SERVIZIO, ALLA PREVIDENZA, ALLA TUTELA DELLA MATERNITA” E DELLA SALUTE, ALLA PENSIONE, IN FUTURO NON AVRANNO UNO STIPENDIO DIGNITOSO, NE' UNA PENSIONE, NE' AVRANNO PIU' LA POSSIBILITA' DI RICOLLOCARSI NEL MONDO DEL LAVORO.

DENUNCIAMO, inoltre, che lo status giuridico dei giudici di pace e dei giudici onorari di tribunale è in contrasto con quanto statuito dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa (CEDS) in data 16 novembre 2016, dalla Commissione Europea (in relazione al caso EU PILOT 7779/15/EMPL, conclusosi con esito negativo per l’Italia) e dalla Commissione delle Petizioni del Parlamento europeo che, all’esito della riunione del 28.02.2017 (in cui sono state discusse le petizioni sullo statuto dei giudici di pace in Italia), con lettera del 23.03.2017 della Presidente, ha invitato il Ministro della Giustizia a trovare un equo compromesso sulla situazione lavorativa dei Giudici di Pace, per eliminare la «palese disparità di trattamento sul piano giuridico, economico e sociale tra Magistrati togati e onorari». 

Vi è, pertanto, la seria prospettiva che l'EUROPA CONDANNI L'ITALIA, e di conseguenza i CITTADINI ITALIANI, a PAGARE un’ELEVATA SANZIONE PECUNIARIA, proprio per aver REITERAMENTE ABUSATO del LAVORO PRECARIO dei 5000 MAGISTRATI ONORARI.

NOI NON LO VOGLIAMO!  

Noi vogliamo che il MINISTRO ORLANDO il Presidente della Repubblica, IL CSM, i politici che hanno realmente a cuore l’efficienza della giustizia e i diritti dei cittadini, intervengano adesso, immediatamente, riscrivendo questa riforma e contestualmente attuando la soluzione suggerita dal Consiglio di Stato (nel parere reso al Governo n. 854 del 7 aprile 2017) sulla falsariga della scelta che fu fatta con la L. 217/1974, STABILIZZANDO i Giudici di Pace e i Magistrati onorari che svolgono questa attività, consentendogli di svolgere il proprio lavoro a tempo pieno, secondo i principi di autonomia e indipendenza propri dell’ufficio del giudice di pace, e delle funzioni giurisdizionali e requirenti svolte all'interno dei tribunali e procure, con una retribuzione proporzionata e e adeguata al lavoro svolto, con i diritti che spettano a qualsiasi lavoratore, quali previdenza, assistenza, ferie retribuite, retribuzione in caso di collocamento a riposo per il raggiungimento dell'età pensionabile!

Noi crediamo che, come previsto dalla Raccomandazione Europea agli stati membri, l'indipendenza dei Giudici sia elemento connaturale di uno Stato di diritto e sia essenziale per l'imparzialità del Giudice e per il corretto funzionamento del sistema giudiziario, poiché l'indipendenza  della Magistratura tutta ( anche dei Giudici di Pace e dei Magistrati Onorari) garantisce ad ogni persona il diritto ad un equo processo, e quindi non è un privilegio dei magistrati, ma una garanzia di rispetto dei diritti dell’uomo che permette ad ogni persona di avere fiducia nel sistema giudiziario!



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