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Abbassate le imposte sui redditi da lavoro, subito!

Non c'è Governo che non parli di lotta all'evasione e non c'è iniziativa di lotta all'evasione che non affermi la riduzione delle tasse, se queste venissero pagate da tutti. Eppure, per raggiungere l'equità attraverso la lotta all'evasione, bisogna innanzi tutto riacquistare credibilità agli occhi dei cittadini, dopo decenni di promesse. E la credibilità non si ottiene più con semplici parole, ma si afferma con le scelte di Governo.
Oggi chiediamo al Governo di fare quello che nessuno è stato in grado di fare per oltre 30 anni: abbassare le imposte sui redditi da lavoro, subito, per guadagnare agli occhi dei contribuenti onesti – sui quali tutto il peso è gravato in questi anni - la credibilità necessaria a combattere l'evasione fiscale.


Una volta acquistata questa credibilità, non dovremo fermarci: impegniamoci fin da ora a restituire ai lavoratori – già a partire dall'anno seguente - tutti i proventi della lotta all'evasione, riducendo ancora l'imposizione fiscale. Non faremo un euro di debito pubblico in più, ma taglieremo le imposte sul lavoro con ciò che è stato recuperato dall’evasione.
Una nuova filosofia: premiare i contribuenti onesti, e non solo punire i disonesti. Solo così la lotta all’evasione sarà credibile, e cambierà questo paese per sempre.
Con quali risorse? Ad esempio, se esistono risorse addizionali che siano ricavabili dal bilancio corrente dello Stato, esse vanno destinate alla diminuzione del prelievo fiscale sui redditi da lavoro. Ma soprattutto, destinando alla riduzione dell’Irpef le risorse che questo Governo vorrebbe utilizzare per abolire l’Imu sulla prima casa a tutti, indiscriminatamente: non solo ai proprietari meno abbienti, come è auspicabile, ma anche a chi può permettersi di pagarla.
Ma: i contribuenti che pagano l'imposta sul reddito sono in media più poveri di quelli che pagano l'Imu sulla prima casa; l'aliquota sui redditi bassi è quasi il doppio di quanto era quando l'Irpef fu introdotta negli anni Settanta; l’abolizione dell’Imu aiuta i proprietari di casa, mentre un taglio delle imposte sul lavoro aiuta tutti i lavoratori, le imprese e i pensionati.
Se esistono le risorse per tagliare l'Imu sulla prima casa o per evitare l'aumento dell'Iva, allora esistono le risorse per tagliare le aliquote sull'imposta sui redditi. E la seconda soluzione è di gran lunga preferibile alla prima.

Oltre al dramma della disoccupazione, oggi moltissimi italiani faticano ad arrivare a fine mese malgrado lavorino regolarmente, per via di contratti incerti, compensi insufficienti e un carico fiscale che pesa su di loro in modo eccessivo: per questi motivi, dobbiamo iniziare dalla riduzione dell'aliquota sul primo scaglione, quello che coinvolge i redditi fino a 15.000 euro lordi. Così facendo sosterremo il reddito di tutte le famiglie italiane, e non solo di quelle proprietarie, e riusciremo a diminuire il cuneo fiscale che grava sul costo del lavoro per le imprese.

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  • Governo Italiano - Ufficio Stampa
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  • Presidente del Consiglio Enrico Letta
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  • Stefano Fassina
  • Roberto Speranza
  • Segreteria del Consiglio dei Ministri
  • Candidato Sindaco Roma
    Stefano Fassina


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