#TfaInRuolo Chiediamo che gli abilitati con Tirocinio Formativo Attivo rientrino di diritto tra i destinatari del prossimo piano di assunzioni straordinario previsto dalla bozza di decreto-legge La buona ScuolaSostienici diffondendo l'hashtag #TfaInRuolo


#TfaInRuolo Chiediamo che gli abilitati con Tirocinio Formativo Attivo rientrino di diritto tra i destinatari del prossimo piano di assunzioni straordinario previsto dalla bozza di decreto-legge La buona ScuolaSostienici diffondendo l'hashtag #TfaInRuolo
Il problema
All’attenzione del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Il Tirocinio Formativo Attivo (T.F.A.), ovvero il corso pubblico annuale che abilita alla professione di insegnante di scuola secondaria, è giunto ormai al suo secondo ciclo: entro la prossima estate più di ventimila nuovi abilitati si aggiungeranno agli undicimila dell’edizione 2012, anch’essi selezionati da ben tre prove selettive e da un esame finale.
All’uscita del Decreto 249/2010 che ha attivato il T. F. A., l’accesso a questo corso era presentato dal Ministero come un passaggio indispensabile per gli aspiranti insegnanti, come il requisito essenziale – l’unico – che avrebbe consentito loro di accedere al ruolo. Il testo del Decreto del resto si esprimeva in modo chiaro (art. 5, comma 2): “Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per l'accesso ai percorsi [di Tirocinio Formativo Attivo] è determinato sulla base della programmazione regionale degli organici e del conseguente fabbisogno di personale docente nelle scuole statali”. Avendo tali aspiranti docenti superato una selezione dura, sostenendo prove di accertamento delle conoscenze disciplinari del tutto simili a quelle proposte in sede concorsuale, e successivamente frequentato e superato con successo un percorso formativo intenso e specifico, sembrava che l’ingresso in ruolo fosse solo una questione di tempo e che le competenze maturate sarebbero presto state loro riconosciute.
Ora, a quasi cinque anni di distanza dall'annuncio dell'istituzione del T. F. A., la situazione si è capovolta: l’abilitazione faticosamente conseguita si è avviata verso un processo di progressiva devalorizzazione. E adesso il Consiglio di Stato, con la sentenza numero 105 del 2015, ha completato l’opera di demolizione del valore dell'abilitazione maturata riconoscendo anche ai laureati non abilitati il diritto di partecipare ai futuri concorsi a cattedra.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca è a conoscenza che undicimila abilitati, a cui presto se ne affiancheranno altri ventiduemila, che hanno investito le proprie risorse mentali e finanziarie in un percorso di alta formazione, vedono ora seriamente sminuito il valore del proprio titolo. Inoltre essi soprattutto sperimentano una deprivazione della possibilità concreta di accedere ai ruoli, sebbene la partecipazione al T. F. A. fosse al momento del bando l'unica opportunità per loro di promuovere le proprie competenze per sviluppare la propria professionalità.
Il T. F. A. non costituisce più l’unica via per l'abilitazione alla professione del docente e le abilitazioni non costituiscono l’unico titolo di accesso ai concorsi.
Inoltre il concorso aperto ai soli abilitati sponsorizzato dal MIUR e dal Governo come canale privilegiato di accesso al ruolo per i docenti di seconda fascia, inteso come unico canale di reclutamento, risulta, a nostro avviso, una soluzione inadeguata a risolvere la problematica situazione della precarietà dei docenti iscritti nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto, e nello specifico dei Tieffini. Infatti, con le spaccature già presenti tra i precari della Scuola, dovute alla disparità di trattamento riservata a persone in possesso di titoli abilitanti di diverso tipo, l’ipotesi del reclutamento di sessantamila persone con il prossimo concorso a fronte di una platea di aspiranti molto più numerosa, appare non sufficiente per tutelare tutti.
Tutto ciò alimenta la grave disillusione di chi ha investito sul T. F. A. In particolare, resta soprattutto l’assenza di tutele per coloro che, pur avendo superato delle specifiche e impegnative prove disciplinari di accesso al T. F. A., frequentato il corso comprensivo di tirocinio scolastico e superato con successo gli esami in itinere e la sua prova finale, sono tuttavia agli occhi di chi regge le fila del mondo scolastico privi dei diritti maturati. Poco importa che la loro selezione sia stata praticamente identica a quella degli abilitati delle vecchie SSIS, che nei prossimi mesi si apprestano ad essere immessi in massa nei ruoli con l’abolizione delle Graduatorie ad Esaurimento. Nei fatti, e paradossalmente, lo Stato si sente in debito verso tutti tranne verso coloro che sono stati selezionati “sulla base del fabbisogno”.
Per questi motivi A.D.A.M. (Associazione Docenti Abilitati per Merito) ritiene sia ingiusto che i docenti abilitati con T. F. A., vengano messi da parte da qualunque iniziativa intrapresa nell’ultimo anno dal MIUR. Si chiede all’opinione pubblica di non dimenticare l’esistenza della nostra categoria di aspiranti insegnanti selezionati attraverso procedure rigorose, che hanno individuato profili eccellenti per le loro competenze disciplinari e li hanno formati in maniera specifica per diventare professionisti dell’educazione, di cui la Scuola potesse avvalersi per accrescere il proprio valore formativo. Purtroppo questi docenti oggi pagano le spese di scelte sbagliate operate dai legislatori e dai Governi.
Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un intervento ad hoc che tuteli gli abilitati T. F. A. (attualmente la categoria più debole del precariato scolastico italiano) in vista delle prossime assunzioni e dei prossimi concorsi. Chiediamo di rientrare di diritto tra i destinatari del prossimo piano di assunzioni straordinario in virtù dell’alto valore selettivo del nostro percorso, in tutto e per tutto equiparabile alle precedenti scuole SSIS.
Sostienici e diffondi la petizione con l’hashtag #TfaInRuolo
Il Consiglio Direttivo di A.D.A.M.
Professori Alessandra Operamolla, Vito Leli, Antonella Mariani, Alessandro Vergari, Giuseppe Spalluto, Nicolò Spadavecchia, Antonio Florio
Per approfondimenti si veda il gruppo Facebook TFA- Associazione Nazionale ADAM
Pagina Facebook ADAM - Associazione Docenti Abilitati per Merito
Profilo Twitter @ADAM_tfa
Sito web ADAM
Il problema
All’attenzione del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Il Tirocinio Formativo Attivo (T.F.A.), ovvero il corso pubblico annuale che abilita alla professione di insegnante di scuola secondaria, è giunto ormai al suo secondo ciclo: entro la prossima estate più di ventimila nuovi abilitati si aggiungeranno agli undicimila dell’edizione 2012, anch’essi selezionati da ben tre prove selettive e da un esame finale.
All’uscita del Decreto 249/2010 che ha attivato il T. F. A., l’accesso a questo corso era presentato dal Ministero come un passaggio indispensabile per gli aspiranti insegnanti, come il requisito essenziale – l’unico – che avrebbe consentito loro di accedere al ruolo. Il testo del Decreto del resto si esprimeva in modo chiaro (art. 5, comma 2): “Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per l'accesso ai percorsi [di Tirocinio Formativo Attivo] è determinato sulla base della programmazione regionale degli organici e del conseguente fabbisogno di personale docente nelle scuole statali”. Avendo tali aspiranti docenti superato una selezione dura, sostenendo prove di accertamento delle conoscenze disciplinari del tutto simili a quelle proposte in sede concorsuale, e successivamente frequentato e superato con successo un percorso formativo intenso e specifico, sembrava che l’ingresso in ruolo fosse solo una questione di tempo e che le competenze maturate sarebbero presto state loro riconosciute.
Ora, a quasi cinque anni di distanza dall'annuncio dell'istituzione del T. F. A., la situazione si è capovolta: l’abilitazione faticosamente conseguita si è avviata verso un processo di progressiva devalorizzazione. E adesso il Consiglio di Stato, con la sentenza numero 105 del 2015, ha completato l’opera di demolizione del valore dell'abilitazione maturata riconoscendo anche ai laureati non abilitati il diritto di partecipare ai futuri concorsi a cattedra.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca è a conoscenza che undicimila abilitati, a cui presto se ne affiancheranno altri ventiduemila, che hanno investito le proprie risorse mentali e finanziarie in un percorso di alta formazione, vedono ora seriamente sminuito il valore del proprio titolo. Inoltre essi soprattutto sperimentano una deprivazione della possibilità concreta di accedere ai ruoli, sebbene la partecipazione al T. F. A. fosse al momento del bando l'unica opportunità per loro di promuovere le proprie competenze per sviluppare la propria professionalità.
Il T. F. A. non costituisce più l’unica via per l'abilitazione alla professione del docente e le abilitazioni non costituiscono l’unico titolo di accesso ai concorsi.
Inoltre il concorso aperto ai soli abilitati sponsorizzato dal MIUR e dal Governo come canale privilegiato di accesso al ruolo per i docenti di seconda fascia, inteso come unico canale di reclutamento, risulta, a nostro avviso, una soluzione inadeguata a risolvere la problematica situazione della precarietà dei docenti iscritti nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto, e nello specifico dei Tieffini. Infatti, con le spaccature già presenti tra i precari della Scuola, dovute alla disparità di trattamento riservata a persone in possesso di titoli abilitanti di diverso tipo, l’ipotesi del reclutamento di sessantamila persone con il prossimo concorso a fronte di una platea di aspiranti molto più numerosa, appare non sufficiente per tutelare tutti.
Tutto ciò alimenta la grave disillusione di chi ha investito sul T. F. A. In particolare, resta soprattutto l’assenza di tutele per coloro che, pur avendo superato delle specifiche e impegnative prove disciplinari di accesso al T. F. A., frequentato il corso comprensivo di tirocinio scolastico e superato con successo gli esami in itinere e la sua prova finale, sono tuttavia agli occhi di chi regge le fila del mondo scolastico privi dei diritti maturati. Poco importa che la loro selezione sia stata praticamente identica a quella degli abilitati delle vecchie SSIS, che nei prossimi mesi si apprestano ad essere immessi in massa nei ruoli con l’abolizione delle Graduatorie ad Esaurimento. Nei fatti, e paradossalmente, lo Stato si sente in debito verso tutti tranne verso coloro che sono stati selezionati “sulla base del fabbisogno”.
Per questi motivi A.D.A.M. (Associazione Docenti Abilitati per Merito) ritiene sia ingiusto che i docenti abilitati con T. F. A., vengano messi da parte da qualunque iniziativa intrapresa nell’ultimo anno dal MIUR. Si chiede all’opinione pubblica di non dimenticare l’esistenza della nostra categoria di aspiranti insegnanti selezionati attraverso procedure rigorose, che hanno individuato profili eccellenti per le loro competenze disciplinari e li hanno formati in maniera specifica per diventare professionisti dell’educazione, di cui la Scuola potesse avvalersi per accrescere il proprio valore formativo. Purtroppo questi docenti oggi pagano le spese di scelte sbagliate operate dai legislatori e dai Governi.
Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un intervento ad hoc che tuteli gli abilitati T. F. A. (attualmente la categoria più debole del precariato scolastico italiano) in vista delle prossime assunzioni e dei prossimi concorsi. Chiediamo di rientrare di diritto tra i destinatari del prossimo piano di assunzioni straordinario in virtù dell’alto valore selettivo del nostro percorso, in tutto e per tutto equiparabile alle precedenti scuole SSIS.
Sostienici e diffondi la petizione con l’hashtag #TfaInRuolo
Il Consiglio Direttivo di A.D.A.M.
Professori Alessandra Operamolla, Vito Leli, Antonella Mariani, Alessandro Vergari, Giuseppe Spalluto, Nicolò Spadavecchia, Antonio Florio
Per approfondimenti si veda il gruppo Facebook TFA- Associazione Nazionale ADAM
Pagina Facebook ADAM - Associazione Docenti Abilitati per Merito
Profilo Twitter @ADAM_tfa
Sito web ADAM
PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
I decisori


Petizione creata in data 12 marzo 2015