"Giustizia per i Docenti Precari Specializzati sul Sostegno"


"Giustizia per i Docenti Precari Specializzati sul Sostegno"
Il problema
Egregio Ministro,
in qualità di un gruppo di docenti precari specializzati sul sostegno ADSS, ci rivolgiamo a Lei per denunciare una situazione di grave disparità e ingiustizia che mina profondamente il principio di meritocrazia e le aspettative di migliaia di professionisti della scuola.
Noi, come molti altri colleghi in tutta Italia, abbiamo affrontato con determinazione un percorso formativo altamente selettivo e impegnativo, superando concorsi di accesso al TFA con tre prove e sostenendo oneri economici e personali non indifferenti. Ci è stato ripetutamente assicurato che il conseguimento della specializzazione avrebbe aperto le porte all’immissione in ruolo dalla prima fascia, garantendo finalmente una prospettiva di stabilità professionale.
Tuttavia, le recenti procedure di assunzione hanno rivelato una realtà ben diversa, caratterizzata da:
● Scarsi posti disponibili: nonostante l’elevata qualificazione dei docenti specializzati, ed un altrettanto numero di studenti con il diritto di essere accompagnati durante il percorso formativo, il numero di posti messi a disposizione è stato estremamente limitato, lasciandoci esclusi. Questo anno scolastico è stato assegnato un numero di posti al ruolo da GPS 1 fascia molto inferiore rispetto allo scorso anno, situazione che si riflette a livello nazionale. I posti che avrebbero potuto essere assegnati per il ruolo vengono adesso coperti soprattutto da precari. La mancata stabilizzazione dei docenti inficia sulla continuità didattica di studenti e studentesse che si vedono cambiare ogni anno insegnati e metodi di apprendimento diversi, per conoscere adeguatamente i propri studenti e studentesse ci vuole un attento e lungo periodo di osservazione sistematica, per poi stabilire gli obiettivi adatti al raggiungimento della autoideterminazione di ciascun discente.
● Mancanza di trasparenza: le modalità di assegnazione dei posti appaiono poco chiare e non sempre coerenti con i criteri di merito e anzianità.
● Discriminazione per età: l’apertura di riserve per percorsi formativi riservati a candidati di età inferiore ai 24 anni penalizza ingiustamente i docenti più esperti, che hanno maturato una maggiore esperienza professionale.
● Mancanza di risposte concrete: né il Ministero né le organizzazioni sindacali sono riusciti a fornire risposte esaustive e rassicurazioni concrete ai docenti precari specializzati.
Ci chiediamo come sia possibile che, dopo aver investito anni di carriera e di vita privata in un percorso formativo così impegnativo, ci troviamo ora in una situazione di stallo, con le nostre competenze e la nostra professionalità non adeguatamente valorizzate.
Riteniamo che questa situazione sia in palese contraddizione con i principi di equità e merito, sui quali si fonda il nostro sistema educativo.
Pertanto, con la presente, chiediamo a codesto Ministero di:
1. Indagare a fondo le cause delle gravi disparità riscontrate nelle procedure di assunzione dei docenti specializzati sul sostegno
2. Adottare misure urgenti per garantire l’immissione in ruolo di tutti i docenti specializzati, nel rispetto dei criteri di chi si trova in prima fascia, e non meno nel rispetto delle famiglie e dei nostri alunni
3. Garantire maggiore trasparenza nelle procedure di assunzione e comunicare tempestivamente ai docenti specializzati le modalità di accesso ai posti disponibili
Oggi, 24/08/2024, esigiamo un vostro intervento immediato! Non possiamo più accettare che i nostri nomi siano relegati in cima a graduatorie immobili, mentre le nostre competenze restano inutilizzate.
Confidiamo in un Suo pronto riscontro e in azioni concrete volte a risolvere questa grave ingiustizia.
In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo i più cordiali saluti.
3154
Il problema
Egregio Ministro,
in qualità di un gruppo di docenti precari specializzati sul sostegno ADSS, ci rivolgiamo a Lei per denunciare una situazione di grave disparità e ingiustizia che mina profondamente il principio di meritocrazia e le aspettative di migliaia di professionisti della scuola.
Noi, come molti altri colleghi in tutta Italia, abbiamo affrontato con determinazione un percorso formativo altamente selettivo e impegnativo, superando concorsi di accesso al TFA con tre prove e sostenendo oneri economici e personali non indifferenti. Ci è stato ripetutamente assicurato che il conseguimento della specializzazione avrebbe aperto le porte all’immissione in ruolo dalla prima fascia, garantendo finalmente una prospettiva di stabilità professionale.
Tuttavia, le recenti procedure di assunzione hanno rivelato una realtà ben diversa, caratterizzata da:
● Scarsi posti disponibili: nonostante l’elevata qualificazione dei docenti specializzati, ed un altrettanto numero di studenti con il diritto di essere accompagnati durante il percorso formativo, il numero di posti messi a disposizione è stato estremamente limitato, lasciandoci esclusi. Questo anno scolastico è stato assegnato un numero di posti al ruolo da GPS 1 fascia molto inferiore rispetto allo scorso anno, situazione che si riflette a livello nazionale. I posti che avrebbero potuto essere assegnati per il ruolo vengono adesso coperti soprattutto da precari. La mancata stabilizzazione dei docenti inficia sulla continuità didattica di studenti e studentesse che si vedono cambiare ogni anno insegnati e metodi di apprendimento diversi, per conoscere adeguatamente i propri studenti e studentesse ci vuole un attento e lungo periodo di osservazione sistematica, per poi stabilire gli obiettivi adatti al raggiungimento della autoideterminazione di ciascun discente.
● Mancanza di trasparenza: le modalità di assegnazione dei posti appaiono poco chiare e non sempre coerenti con i criteri di merito e anzianità.
● Discriminazione per età: l’apertura di riserve per percorsi formativi riservati a candidati di età inferiore ai 24 anni penalizza ingiustamente i docenti più esperti, che hanno maturato una maggiore esperienza professionale.
● Mancanza di risposte concrete: né il Ministero né le organizzazioni sindacali sono riusciti a fornire risposte esaustive e rassicurazioni concrete ai docenti precari specializzati.
Ci chiediamo come sia possibile che, dopo aver investito anni di carriera e di vita privata in un percorso formativo così impegnativo, ci troviamo ora in una situazione di stallo, con le nostre competenze e la nostra professionalità non adeguatamente valorizzate.
Riteniamo che questa situazione sia in palese contraddizione con i principi di equità e merito, sui quali si fonda il nostro sistema educativo.
Pertanto, con la presente, chiediamo a codesto Ministero di:
1. Indagare a fondo le cause delle gravi disparità riscontrate nelle procedure di assunzione dei docenti specializzati sul sostegno
2. Adottare misure urgenti per garantire l’immissione in ruolo di tutti i docenti specializzati, nel rispetto dei criteri di chi si trova in prima fascia, e non meno nel rispetto delle famiglie e dei nostri alunni
3. Garantire maggiore trasparenza nelle procedure di assunzione e comunicare tempestivamente ai docenti specializzati le modalità di accesso ai posti disponibili
Oggi, 24/08/2024, esigiamo un vostro intervento immediato! Non possiamo più accettare che i nostri nomi siano relegati in cima a graduatorie immobili, mentre le nostre competenze restano inutilizzate.
Confidiamo in un Suo pronto riscontro e in azioni concrete volte a risolvere questa grave ingiustizia.
In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo i più cordiali saluti.
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I decisori

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Petizione creata in data 26 agosto 2024