Petition updateLegge contro mobbing e mobber e a sostegno delle vittime

Stalking nato sul lavoro : nessun dipendente dovrebbe essere lasciato solo

Giornale Fede e Ragione, direttore Paolo Centofanti
Sep 8, 2026

Un uomo di 61 anni è stato arrestato a Roma perché gravemente indiziato di atti persecutori nei confronti di un’ex collega

Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, per mesi avrebbe cercato insistentemente di contattarla, lasciando biglietti e regali, appostandosi sotto la sua abitazione e arrivando a seguirla anche durante un periodo di vacanza.

L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria. Come sempre, l’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Questa vicenda non deve essere automaticamente confusa con il mobbing, che presenta caratteristiche giuridiche e organizzative differenti. Mostra però quanto una dinamica persecutoria nata nell’ambiente professionale possa oltrepassare i confini del luogo di lavoro e invadere la vita privata, compromettendo libertà, serenità e sicurezza della persona.

Quando un lavoratore segnala molestie, pressioni insistenti, minacce o comportamenti persecutori, non dovrebbe essere lasciato solo né costretto a modificare la propria vita per proteggersi. Le imprese devono disporre di procedure chiare, riservate e accessibili, capaci di ascoltare tempestivamente le segnalazioni, verificare i fatti, prevenire ritorsioni e adottare misure adeguate.

L’articolo 2087 del Codice civile impone al datore di lavoro di tutelare non soltanto l’integrità fisica, ma anche la personalità morale dei dipendenti. La Convenzione n. 190 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, ratificata dall’Italia, riconosce inoltre il diritto a un mondo del lavoro libero dalla violenza e dalle molestie.

Eppure, nel nostro Paese manca ancora una disciplina organica e specifica contro il mobbing. Le tutele esistenti sono frammentate e spesso intervengono quando il danno alla salute, alla carriera e alla vita personale si è già prodotto.

La nostra petizione, sostenuta da oltre 67.000 firme, chiede una legge nazionale capace di definire e contrastare il mobbing, responsabilizzare chi esercita o tollera condotte vessatorie e garantire strumenti di prevenzione e protezione realmente accessibili ai lavoratori.

Abbiamo richiamato l’attenzione delle massime istituzioni, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la Ministra del Lavoro Marina Calderone e il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ora è necessario che questa domanda di tutela riceva una risposta concreta.

Il caso di Roma ricorda che una segnalazione tempestiva può impedire l’aggravarsi della persecuzione. Messaggi, e-mail, fotografie e indicazioni precise su date e luoghi possono essere importanti per documentare le condotte. In presenza di un pericolo immediato occorre contattare il 112.

La dignità e la sicurezza delle persone non possono fermarsi sulla porta dell’ufficio. Continuiamo a chiedere una legge contro il mobbing e strumenti efficaci contro ogni forma di violenza e molestia nel mondo del lavoro.

Leggi l’approfondimento:
https://www.federagione.org/2026/09/07/stalking-sul-lavoro-arrestato-un-ex-collega-a-roma-quali-tutele-spettano-ai-dipendenti/

Firmate e condividete la petizione. Ogni adesione contribuisce a chiedere istituzioni, imprese e società più attente alla dignità dei lavoratori.

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