Petition updateLegge contro mobbing e mobber e a sostegno delle vittime

Anche un contatto sui social può diventare molestia : servono tutele efficaci contro il mobbing

Giornale Fede e Ragione, direttore Paolo Centofanti
Sep 11, 2026

Care firmatarie e cari firmatari,

una recente sentenza della Corte di Cassazione richiama l’attenzione su un aspetto sempre più importante: le molestie e le condotte persecutorie possono proseguire anche attraverso gli strumenti digitali.

Con la sentenza n. 32837 del 2026, la Quinta Sezione penale ha chiarito che una richiesta di amicizia su Facebook o una videochiamata WhatsApp possono violare il divieto di comunicazione imposto dal giudice, anche quando la persona destinataria non risponde o non accetta la richiesta.

È importante precisare che una singola richiesta di amicizia non costituisce automaticamente stalking. Quando però viene inviata da una persona sottoposta a una misura cautelare, può rappresentare una violazione penalmente rilevante. Ciò che potrebbe sembrare un gesto insignificante assume infatti un significato diverso se inserito in una storia di molestie, minacce, controllo o persecuzione.

Questa decisione riguarda lo stalking, ma solleva una questione che interessa anche il mondo del lavoro. Le pressioni psicologiche non terminano necessariamente quando si esce dall’ufficio: messaggi insistenti, telefonate, controllo dei profili social, comunicazioni fuori orario, isolamento e tentativi continui di contatto possono estendere la persecuzione lavorativa alla vita privata della vittima.

La tecnologia non deve diventare uno strumento per aggirare i limiti, invadere gli spazi personali o prolungare condotte vessatorie. Per questo continuiamo a chiedere una legge nazionale specifica contro il mobbing, capace di prevenire gli abusi, riconoscere tempestivamente le condotte persecutorie, proteggere le vittime e attribuire precise responsabilità.

Oltre 67.000 persone hanno già sostenuto questa battaglia. È un risultato importante, ma dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce affinché chi subisce mobbing non venga lasciato solo e sia finalmente tutelato da strumenti chiari ed efficaci.

Vi chiediamo di condividere ancora la petizione con colleghi, amici e familiari. Ogni firma contribuisce a rompere il silenzio e a chiedere alle istituzioni un intervento non più rinviabile.

Approfondimento:

https://www.federagione.org/2026/09/09/stalking-e-contatti-sui-social-anche-una-richiesta-di-amicizia-puo-violare-la-misura-cautelare/

Grazie per il vostro sostegno e per continuare a essere parte di questa battaglia di civiltà.

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