
Per il Tribunale di Roma senza un contratto scritto e firmato da datore e dipendente, il lavoro diventa a tempo indeterminato. La sentenza n. 1643/2026 rafforza la tutela dei lavoratori contro abusi nei contratti a termine
Una recente decisione del Tribunale di Roma, la sentenza n. 1643/2026, introduce un principio di grande rilievo nel diritto del lavoro: un contratto a tempo determinato privo di forma scritta può essere considerato a tempo indeterminato.
Il caso, riportato da fonti giuridiche specializzate, riguarda un lavoratore che aveva iniziato a prestare attività senza un contratto formalizzato correttamente. Il giudice ha riconosciuto che, in assenza dei requisiti di legge, il rapporto non può essere qualificato come “a termine”, ma deve essere considerato stabile.
Il principio chiave: la forma scritta è essenziale
Nel diritto del lavoro italiano, il contratto a tempo determinato deve rispettare requisiti precisi, tra cui la forma scritta. La sentenza del Tribunale di Roma ribadisce che la mancanza di forma scritta rende nullo il termine apposto al contratto, e che il rapporto di lavoro si trasforma automaticamente in tempo indeterminato.
Questo orientamento si inserisce in una linea giurisprudenziale consolidata, secondo cui il contratto a termine rappresenta un’eccezione rispetto alla regola generale della stabilità del lavoro.
Tutela del lavoratore e contrasto agli abusi
La decisione rafforza la tutela dei lavoratori contro pratiche elusive, come ad esempio assunzioni informali o non documentate, utilizzo improprio di contratti a termine, ritardi nella formalizzazione del rapporto. Il rischio, per il datore di lavoro, è significativo: anche in presenza di accordi verbali o situazioni di fatto, il giudice può riconoscere la natura stabile del rapporto.
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