

FERMIAMO L'IMPIANTO AVICOLO AL LAVAGNONE
Il problema
Il Lavagnone è patrimonio dell'umanità. Non possiamo trattarlo come una semplice area agricola.
A pochi passi dal sito palafitticolo del Lavagnone, inserito dal 2011 nel Patrimonio Mondiale UNESCO, è previsto un nuovo edificio di circa 6.300 mq, alto 9 metri, destinato all'incubazione di uova e alla produzione di pulcini.
L'impianto potrà arrivare alla schiusa di circa 150.000 uova alla settimana, secondo la documentazione progettuale.
Una struttura di queste dimensioni è davvero compatibile con un luogo così delicato?
UN'AREA AD ALTO RISCHIO ARCHEOLOGICO
La stessa Soprintendenza ha definito l'area interessata dall'intervento “ad alto rischio archeologico”, in considerazione delle caratteristiche del territorio e della vicinanza al sito del Lavagnone.
Il sottosuolo è parte integrante del valore del sito: l'ambiente umido e i depositi torbosi hanno permesso la conservazione di materiali organici che normalmente sarebbero andati perduti.
Per questo gli scavi e i movimenti di terra devono essere preceduti da tutti gli accertamenti archeologici necessari.
UN EQUILIBRIO IDROLOGICO DA PROTEGGERE
Il Lavagnone è un ambiente archeologico particolarmente sensibile alle condizioni delle acque.
Qualsiasi grande trasformazione del territorio deve quindi essere preceduta da una valutazione indipendente dell'impatto idrologico, per evitare alterazioni che possano compromettere la conservazione del patrimonio ancora custodito nel sottosuolo.
L'IMPATTO DI UN IMPIANTO INTENSIVO
Un'attività produttiva di queste dimensioni richiede inoltre un'attenta valutazione dei suoi effetti complessivi:
- consumo e trasformazione del suolo;
- traffico e movimentazione di mezzi;
- consumo di acqua e risorse;
- possibili emissioni e odori;
- gestione dei reflui e rischio di contaminazione del suolo e delle acque;
- impatto paesaggistico;
- effetti sull'ecosistema e sulla qualità dell'ambiente circostante.
Sono aspetti che devono essere valutati e resi pubblici prima che la trasformazione dell'area diventi irreversibile.
UNA QUESTIONE ANCHE ETICA
La critica a questo tipo di impianto non riguarda soltanto vegetariani e vegani.
Anche chi consuma prodotti di origine animale può chiedere che la produzione avvenga nel rispetto dell'ambiente, degli animali e del territorio.
Tutela dell'ambiente, benessere animale e sviluppo economico possono e devono convivere.
E POI C'È LA VIABILITÀ
Via Lavagnone ha una viabilità di tipo rurale, che deve essere rivalutata in relazione al traffico generato da una nuova attività produttiva di queste dimensioni.
Chiediamo quindi una valutazione pubblica dell'impatto viabilistico, della sicurezza e della sostenibilità del traffico previsto.
COSA CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI
Non chiediamo di fermare lo sviluppo agricolo.
Chiediamo di proteggere il Lavagnone e di verificare se esista una soluzione alternativa.
Chiediamo quindi:
1. STOP ALLA TRASFORMAZIONE IRREVERSIBILE
Sospendere gli interventi che possano compromettere l'area e rivalutare la localizzazione dell'impianto, verificando la possibilità di utilizzare altri terreni dell'azienda in contesti meno sensibili.
2. TUTELA ARCHEOLOGICA PRIMA DEI LAVORI
Completare e rendere pubblici tutti gli accertamenti archeologici preventivi richiesti dalla Soprintendenza.
3. STUDIO IDROLOGICO INDIPENDENTE
Verificare gli effetti dell'intervento sul regime delle acque e sulla conservazione del deposito archeologico.
4. VALUTAZIONE AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
Rendere pubblica una valutazione complessiva dell'impatto dell'impianto sul territorio.
5. VALUTAZIONE DELLA VIABILITÀ
Verificare traffico, mezzi pesanti, sicurezza e adeguatezza della viabilità esistente.
6. CONTROLLO E TRASPARENZA
Garantire il controllo archeologico durante gli eventuali lavori e un confronto permanente tra Comune, Soprintendenza, Università, esperti e cittadini.
IL LAVAGNONE NON È UN LUOGO QUALSIASI
Possiamo ancora scegliere di sospendere la creazione di questo impianto intensivo, tutelando un patrimonio archeologico di migliaia di anni.
Per questo chiediamo che, prima di procedere, vengano valutate tutte le alternative e che la tutela del Lavagnone venga messa al primo posto.
FERMIAMO L'IMPIANTO AVICOLO AL LAVAGNONE.
Difendiamo il Lavagnone.
Difendiamo il territorio.
Difendiamo ciò che non potrà essere ricostruito.

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Il problema
Il Lavagnone è patrimonio dell'umanità. Non possiamo trattarlo come una semplice area agricola.
A pochi passi dal sito palafitticolo del Lavagnone, inserito dal 2011 nel Patrimonio Mondiale UNESCO, è previsto un nuovo edificio di circa 6.300 mq, alto 9 metri, destinato all'incubazione di uova e alla produzione di pulcini.
L'impianto potrà arrivare alla schiusa di circa 150.000 uova alla settimana, secondo la documentazione progettuale.
Una struttura di queste dimensioni è davvero compatibile con un luogo così delicato?
UN'AREA AD ALTO RISCHIO ARCHEOLOGICO
La stessa Soprintendenza ha definito l'area interessata dall'intervento “ad alto rischio archeologico”, in considerazione delle caratteristiche del territorio e della vicinanza al sito del Lavagnone.
Il sottosuolo è parte integrante del valore del sito: l'ambiente umido e i depositi torbosi hanno permesso la conservazione di materiali organici che normalmente sarebbero andati perduti.
Per questo gli scavi e i movimenti di terra devono essere preceduti da tutti gli accertamenti archeologici necessari.
UN EQUILIBRIO IDROLOGICO DA PROTEGGERE
Il Lavagnone è un ambiente archeologico particolarmente sensibile alle condizioni delle acque.
Qualsiasi grande trasformazione del territorio deve quindi essere preceduta da una valutazione indipendente dell'impatto idrologico, per evitare alterazioni che possano compromettere la conservazione del patrimonio ancora custodito nel sottosuolo.
L'IMPATTO DI UN IMPIANTO INTENSIVO
Un'attività produttiva di queste dimensioni richiede inoltre un'attenta valutazione dei suoi effetti complessivi:
- consumo e trasformazione del suolo;
- traffico e movimentazione di mezzi;
- consumo di acqua e risorse;
- possibili emissioni e odori;
- gestione dei reflui e rischio di contaminazione del suolo e delle acque;
- impatto paesaggistico;
- effetti sull'ecosistema e sulla qualità dell'ambiente circostante.
Sono aspetti che devono essere valutati e resi pubblici prima che la trasformazione dell'area diventi irreversibile.
UNA QUESTIONE ANCHE ETICA
La critica a questo tipo di impianto non riguarda soltanto vegetariani e vegani.
Anche chi consuma prodotti di origine animale può chiedere che la produzione avvenga nel rispetto dell'ambiente, degli animali e del territorio.
Tutela dell'ambiente, benessere animale e sviluppo economico possono e devono convivere.
E POI C'È LA VIABILITÀ
Via Lavagnone ha una viabilità di tipo rurale, che deve essere rivalutata in relazione al traffico generato da una nuova attività produttiva di queste dimensioni.
Chiediamo quindi una valutazione pubblica dell'impatto viabilistico, della sicurezza e della sostenibilità del traffico previsto.
COSA CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI
Non chiediamo di fermare lo sviluppo agricolo.
Chiediamo di proteggere il Lavagnone e di verificare se esista una soluzione alternativa.
Chiediamo quindi:
1. STOP ALLA TRASFORMAZIONE IRREVERSIBILE
Sospendere gli interventi che possano compromettere l'area e rivalutare la localizzazione dell'impianto, verificando la possibilità di utilizzare altri terreni dell'azienda in contesti meno sensibili.
2. TUTELA ARCHEOLOGICA PRIMA DEI LAVORI
Completare e rendere pubblici tutti gli accertamenti archeologici preventivi richiesti dalla Soprintendenza.
3. STUDIO IDROLOGICO INDIPENDENTE
Verificare gli effetti dell'intervento sul regime delle acque e sulla conservazione del deposito archeologico.
4. VALUTAZIONE AMBIENTALE E PAESAGGISTICA
Rendere pubblica una valutazione complessiva dell'impatto dell'impianto sul territorio.
5. VALUTAZIONE DELLA VIABILITÀ
Verificare traffico, mezzi pesanti, sicurezza e adeguatezza della viabilità esistente.
6. CONTROLLO E TRASPARENZA
Garantire il controllo archeologico durante gli eventuali lavori e un confronto permanente tra Comune, Soprintendenza, Università, esperti e cittadini.
IL LAVAGNONE NON È UN LUOGO QUALSIASI
Possiamo ancora scegliere di sospendere la creazione di questo impianto intensivo, tutelando un patrimonio archeologico di migliaia di anni.
Per questo chiediamo che, prima di procedere, vengano valutate tutte le alternative e che la tutela del Lavagnone venga messa al primo posto.
FERMIAMO L'IMPIANTO AVICOLO AL LAVAGNONE.
Difendiamo il Lavagnone.
Difendiamo il territorio.
Difendiamo ciò che non potrà essere ricostruito.

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Petizione creata in data 21 agosto 2026