PETIZIONE CHIUSA

FATE PRESTO! SALVIAMO LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA.

Questa petizione aveva 2.015 sostenitori


 

Da sempre, le piccole e medie imprese sono le fondamenta sulla quale poggia l’intera economia europea, 23 milioni di piccole e medie imprese che rappresentano circa il 99% delle aziende e sono un motore chiave per la crescita economica, l'innovazione, l'occupazione e l'integrazione sociale.

 

In Italia nel 2011, secondo una ricerca di Fondazione Impresa, le imprese e le cooperative sino a 15 addetti hanno assunto oltre il 62 % dei giovani occupati nel periodo, il 50 % dei quali assunti da imprese con meno di 10 addetti.

 

L’attuale situazione di corto circuito tra imprese e credito, determinato in parte dalla parziale sottocapitalizzazione bancaria e cronica di molte imprese e dalla spirale negativa depressionaria che sta colpendo il nostro Paese, inevitabile conseguenza di politiche economiche non adeguate alla situazione, sta distruggendo progressivamente il tessuto economico di un Paese basato sulla specializzazione e creatività, da sempre nostri punti di forza, con il rischio di disperdere per sempre saperi e abilità, competenze e professionalità.

 

E’ ormai chiaro a tutti che il corto circuito tra imprese e credito non colpisce in maniera omogenea tutti gli Stati dell’Unione Europa, conseguenza diretta di una situazione di squilibri strutturali interni ed esterni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

 

Secondo alcune fonti ufficiali ad oggi alcune PMI italiane vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione centrale, Regioni ed Enti Locali per circa 70/80 miliardi di euro, con un ritardo medio di circa 180 giorni nei pagamenti.

 

Inutile ricordare i numerosi effetti placebo di singole iniziative da parte della Cassa Depositi e Prestiti e dell’ABI, sino al recentissimo decreto del Governo Monti sulla certificazione online dei crediti vantati nei confronti della PA, che allo stato attuale sembra non funzionare, per mancanza di trasparenza e informazioni tra il MEF e il sistema bancario.

 

Ecco quindi, per quale motivo ritengo indispensabile cercare attraverso un serio confronto tra le istituzioni politiche e finanziarie europee,  una soluzione che permetta alle imprese di ottenere il credito necessario alla propria sopravvivenza, attraverso la cessione pro soluto dei crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, nella stessa maniera in cui si è permesso alle banche europee di poter rifinanziarsi in cambio di garanzie su vari collaterali, come ad esempio i nostri titoli di Stato, ma non solo, anche obbligazioni emesse con la stessa garanzia statale.

 

E’ quindi necessario che vi sia da parte della Banca d’Italia e da parte della Banca Centrale Europea la disponibilità ad accettare come collaterale da parte delle banche, anche crediti commerciali nei confronti delle PA, che le stesse banche sconteranno direttamente alle imprese creditrici, a tassi che si avvicinino  il più possibile a quelli ai quali possono accedere le stesse istituzioni bancarie.

 

Solo così probabilmente, sarà possibile provare ad arginare l’emorragia del credito che sta colpendo le nostre imprese più virtuose,  nel bel mezzo di un’autentica tempesta perfetta,  provando a far ripartire uno dei motori fondamentali della nostra economia e dell’economia europea, soprattutto un motore in grado di ridare fiducia e speranza alle giovani generazioni.

 



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