Essere lavoratori usuranti, non vuol dire da usurare.


Essere lavoratori usuranti, non vuol dire da usurare.
Il problema
Egregi Sindaco, Consiglieri Regionali, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e organi di informazione;
Ci rivolgiamo a voi con grande preoccupazione per la grave situazione che affligge il settore dei trasporti pubblici. È con profondo sentimento che desideriamo mettere in luce le difficoltà che i lavoratori dei trasporti, soprattutto quelli al front line, stanno attualmente affrontando e che minacciano non solo il loro sostentamento ma anche la qualità della loro vita familiare.
Il nostro obiettivo con questa lettera aperta è far comprendere quanto sia divenuta insostenibile la situazione per coloro che svolgono questo importante compito nella mobilità del nostro paese. Il lavoro nel settore dei trasporti è sempre stato impegnativo, stressante e soggetto a orari irregolari e spesso, troppo spesso, accompagnato da situazioni di violenza per i lavoratori, che non si riesce a fermare.
Ciò che ci sconvolge profondamente è il fatto che, nonostante le dimissioni sempre più numerose dei lavoratori dei trasporti, sembra che nessuna istituzione o organizzazione prenda sul serio questa notizia. Più i lavoratori continuano a mancare e licenziarsi e più aumenta il carico di lavoro per quelli rimasti, con un conseguente aggravio in termini di ferie, riposi e un normale aumento delle malattie dovute allo stress e alle condizioni lavorative insostenibili.
Questo quadro critico ci fa riflettere purtroppo, sulla possibilità di un licenziamento massiccio dei lavoratori, con tutte le conseguenze negative che ciò comporterebbe per il settore dei trasporti e per la mobilità della nostra comunità.
Ancora più preoccupante è il fatto che le prospettive future delineano una crescente precarietà e meno garanzie di un lavoro dignitoso per i lavoratori. Questo crea instabilità e spinge i lavoratori a cercare alternative meno retribuite ma meno gravose, consentendo loro di trascorrere più tempo con le loro famiglie e una vita lavorativa meno stressante.
Dopo la riforma del lavoro, con il passaggio al sistema contributivo, i lavoratori dei trasporti si trovano ora a ricevere pensioni notevolmente ridotte rispetto ai colleghi già in pensione, nonostante oggi il carico di lavoro e le responsabilità siano quasi raddoppiati, soprattutto a seguito della pandemia da COVID 19.
Chiediamo, quindi, cosa dovrebbe motivare i lavoratori dei trasporti a continuare in questa professione, che è essenziale per la nostra società, ma che sembra essere abbandonata dalle istituzioni. Come possono lavorare in una situazione di instabilità perpetua, creata appositamente dalle aziende per aumentare la produttività a scapito dei lavoratori e beneficio dei redditi dei dirigenti?
Sembrerebbe che il continuo licenziamento dei lavoratori dei trasporti, in particolare degli autisti di autobus, non interessi a nessuno, nonostante i continui cambiamenti nel codice della strada che impongono a loro ulteriori responsabilità e rischi, compreso e soprattutto l'omicidio colposo, che se gli autisti applicassero la normativa, il servizio pubblico si fermerebbe all'istante.
Inoltre, il personale viaggiante dei trasporti affronta anche problemi di spostamento per raggiungere il luogo di lavoro con i propri mezzi, perché le aziende non forniscono infrastrutture adeguate per i mezzi privati degli autisti e soprattutto quelli elettrici, e non vengono offerti incentivi governativi per l'acquisto di veicoli adatti a questa professione, dimenticando che se un autista non riesce a portarsi al lavoro con il proprio mezzo (soprattutto durante uno sciopero o blocco stradale ) un intero bus non partirà. Cosa importante è anche la programmazione di visite mediche personali e dei famigliari e problemi di salute, dove non si ha certezze sino il giorno prima di poterle eseguire per mancanza di ferie o di sapere il turno, quando la programmazione sanitaria nazione ormai si aggira nelle media di 8 mesi per poter programmare una visita e per disdire di almeno due giorni, quindi spesso paghiamo visite non eseguite e le aziende si sono prese la reperibilità dei lavoratori gratuitamente e con prepotenza. Non parliamo di poter programmare e acquistare con sconti o viaggi low cost come qualsiasi altro lavoratore e quindi per gli autisti ci sarà sempre un prezzo pieno e in periodi senza sconti: paradossale sapendo che gli autisti fanno parte di u. Ramo importante dei trasporti.
Per quanto sopra descritto, chiediamo che vengano prese in considerazione queste domande cruciali e che si lavori per migliorare le condizioni dei lavoratori dei trasporti, soprattutto quelli al front line. È nell'interesse di tutti, garantire che questo settore vitale funzioni senza intoppi, interrompendo questa escalation di licenziamenti e che i lavoratori siano trattati con il rispetto e le garanzie che meritano, perché siamo prestatori di lavoro e non della nostra vita e delle nostre famiglie; siamo lavoratori usuranti e non da usurare.
Grazie per l'attenzione che dedicherete a questa lettera e per gli sforzi che farete per affrontare queste importanti questioni.
Distinti saluti,
3837
Il problema
Egregi Sindaco, Consiglieri Regionali, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e organi di informazione;
Ci rivolgiamo a voi con grande preoccupazione per la grave situazione che affligge il settore dei trasporti pubblici. È con profondo sentimento che desideriamo mettere in luce le difficoltà che i lavoratori dei trasporti, soprattutto quelli al front line, stanno attualmente affrontando e che minacciano non solo il loro sostentamento ma anche la qualità della loro vita familiare.
Il nostro obiettivo con questa lettera aperta è far comprendere quanto sia divenuta insostenibile la situazione per coloro che svolgono questo importante compito nella mobilità del nostro paese. Il lavoro nel settore dei trasporti è sempre stato impegnativo, stressante e soggetto a orari irregolari e spesso, troppo spesso, accompagnato da situazioni di violenza per i lavoratori, che non si riesce a fermare.
Ciò che ci sconvolge profondamente è il fatto che, nonostante le dimissioni sempre più numerose dei lavoratori dei trasporti, sembra che nessuna istituzione o organizzazione prenda sul serio questa notizia. Più i lavoratori continuano a mancare e licenziarsi e più aumenta il carico di lavoro per quelli rimasti, con un conseguente aggravio in termini di ferie, riposi e un normale aumento delle malattie dovute allo stress e alle condizioni lavorative insostenibili.
Questo quadro critico ci fa riflettere purtroppo, sulla possibilità di un licenziamento massiccio dei lavoratori, con tutte le conseguenze negative che ciò comporterebbe per il settore dei trasporti e per la mobilità della nostra comunità.
Ancora più preoccupante è il fatto che le prospettive future delineano una crescente precarietà e meno garanzie di un lavoro dignitoso per i lavoratori. Questo crea instabilità e spinge i lavoratori a cercare alternative meno retribuite ma meno gravose, consentendo loro di trascorrere più tempo con le loro famiglie e una vita lavorativa meno stressante.
Dopo la riforma del lavoro, con il passaggio al sistema contributivo, i lavoratori dei trasporti si trovano ora a ricevere pensioni notevolmente ridotte rispetto ai colleghi già in pensione, nonostante oggi il carico di lavoro e le responsabilità siano quasi raddoppiati, soprattutto a seguito della pandemia da COVID 19.
Chiediamo, quindi, cosa dovrebbe motivare i lavoratori dei trasporti a continuare in questa professione, che è essenziale per la nostra società, ma che sembra essere abbandonata dalle istituzioni. Come possono lavorare in una situazione di instabilità perpetua, creata appositamente dalle aziende per aumentare la produttività a scapito dei lavoratori e beneficio dei redditi dei dirigenti?
Sembrerebbe che il continuo licenziamento dei lavoratori dei trasporti, in particolare degli autisti di autobus, non interessi a nessuno, nonostante i continui cambiamenti nel codice della strada che impongono a loro ulteriori responsabilità e rischi, compreso e soprattutto l'omicidio colposo, che se gli autisti applicassero la normativa, il servizio pubblico si fermerebbe all'istante.
Inoltre, il personale viaggiante dei trasporti affronta anche problemi di spostamento per raggiungere il luogo di lavoro con i propri mezzi, perché le aziende non forniscono infrastrutture adeguate per i mezzi privati degli autisti e soprattutto quelli elettrici, e non vengono offerti incentivi governativi per l'acquisto di veicoli adatti a questa professione, dimenticando che se un autista non riesce a portarsi al lavoro con il proprio mezzo (soprattutto durante uno sciopero o blocco stradale ) un intero bus non partirà. Cosa importante è anche la programmazione di visite mediche personali e dei famigliari e problemi di salute, dove non si ha certezze sino il giorno prima di poterle eseguire per mancanza di ferie o di sapere il turno, quando la programmazione sanitaria nazione ormai si aggira nelle media di 8 mesi per poter programmare una visita e per disdire di almeno due giorni, quindi spesso paghiamo visite non eseguite e le aziende si sono prese la reperibilità dei lavoratori gratuitamente e con prepotenza. Non parliamo di poter programmare e acquistare con sconti o viaggi low cost come qualsiasi altro lavoratore e quindi per gli autisti ci sarà sempre un prezzo pieno e in periodi senza sconti: paradossale sapendo che gli autisti fanno parte di u. Ramo importante dei trasporti.
Per quanto sopra descritto, chiediamo che vengano prese in considerazione queste domande cruciali e che si lavori per migliorare le condizioni dei lavoratori dei trasporti, soprattutto quelli al front line. È nell'interesse di tutti, garantire che questo settore vitale funzioni senza intoppi, interrompendo questa escalation di licenziamenti e che i lavoratori siano trattati con il rispetto e le garanzie che meritano, perché siamo prestatori di lavoro e non della nostra vita e delle nostre famiglie; siamo lavoratori usuranti e non da usurare.
Grazie per l'attenzione che dedicherete a questa lettera e per gli sforzi che farete per affrontare queste importanti questioni.
Distinti saluti,
3837
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Petizione creata in data 29 settembre 2023