Corridoi faunistici per la sicurezza stradale. Nostra e loro.


Corridoi faunistici per la sicurezza stradale. Nostra e loro.
Il problema
Troppo spesso capita a molti di trovare a bordo strada animali morti per incidenti stradali: rospi, volpi, tassi ma anche cinghiali, cervi o lupi... splendidi animali che terminano la loro vita prematuramente, travolti dalle auto di passaggio.
Di notte ma talvolta anche di giorno non è facile avvistarli in tempo per poterli scansare e di sicuro costituiscono un grosso pericolo per la sicurezza stradale di chi guida.
Ma sono le strade che attraversano i boschi e non gli animali che attraversano le strade. Dovremmo imparare ad avere maggior rispetto per le loro vite e anche per la nostra sicurezza. Per porre un rimedio a questa difficile situazione occorre senz'altro sensibilità e rispetto delle norme di sicurezza stradale da parte del guidatore ma è anche vero che ciò non basta e strade rese più sicure sarebbero molto più efficaci ed efficienti nell'evitare simili incidenti.
Si potrebbero istallare perciò dissuasori ottici e acustici sui guardrail almeno nei tratti più rischiosi, prendendo ad esempio il felice progetto ormai chiuso di LIFE STRADE sviluppato in Umbria, Toscana e Marche, oppure il progetto LIFE Safe-Crossing attualmente attivo, finanziato con il contributo del programma LIFE dell’Unione Europea e che coinvolge 4 paesi europei tra cui appunto anche la nostra Italia.
Soprattutto ma non solo, lungo i tratti autostradali sarebbe poi necessario creare dei corridoi biologici (o biocorridoi) cioè dei "ponti" sicuri che connettano due aree di uno stesso habitat separate da interminabili barriere quali sono appunto le autostrade. Questi "ponti" permetterebbero uno scambio di individui che può prevenire gli effetti negativi dell'endogamia e della ridotta diversità genetica che sussiste nelle popolazioni isolate, rendendo tale attraversamento sicuro ancora una volta per l'animale e per chi guida.
Per questo rivolgo questa mia petizione all'attenzione di tutti e in special modo del nostro ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Enrico Giovannini, già cofondatore e portavoce dell’ASviS, l’Alleanza dello Sviluppo sostenibile, affinché destini parte dei numerosi fondi di quasi 32 miliardi che il Recovery assegna al capitolo Infrastrutture, per l'ammodernamento del Paese alla salvaguardia della fauna selvatica e quindi anche della sicurezza stradale.

Il problema
Troppo spesso capita a molti di trovare a bordo strada animali morti per incidenti stradali: rospi, volpi, tassi ma anche cinghiali, cervi o lupi... splendidi animali che terminano la loro vita prematuramente, travolti dalle auto di passaggio.
Di notte ma talvolta anche di giorno non è facile avvistarli in tempo per poterli scansare e di sicuro costituiscono un grosso pericolo per la sicurezza stradale di chi guida.
Ma sono le strade che attraversano i boschi e non gli animali che attraversano le strade. Dovremmo imparare ad avere maggior rispetto per le loro vite e anche per la nostra sicurezza. Per porre un rimedio a questa difficile situazione occorre senz'altro sensibilità e rispetto delle norme di sicurezza stradale da parte del guidatore ma è anche vero che ciò non basta e strade rese più sicure sarebbero molto più efficaci ed efficienti nell'evitare simili incidenti.
Si potrebbero istallare perciò dissuasori ottici e acustici sui guardrail almeno nei tratti più rischiosi, prendendo ad esempio il felice progetto ormai chiuso di LIFE STRADE sviluppato in Umbria, Toscana e Marche, oppure il progetto LIFE Safe-Crossing attualmente attivo, finanziato con il contributo del programma LIFE dell’Unione Europea e che coinvolge 4 paesi europei tra cui appunto anche la nostra Italia.
Soprattutto ma non solo, lungo i tratti autostradali sarebbe poi necessario creare dei corridoi biologici (o biocorridoi) cioè dei "ponti" sicuri che connettano due aree di uno stesso habitat separate da interminabili barriere quali sono appunto le autostrade. Questi "ponti" permetterebbero uno scambio di individui che può prevenire gli effetti negativi dell'endogamia e della ridotta diversità genetica che sussiste nelle popolazioni isolate, rendendo tale attraversamento sicuro ancora una volta per l'animale e per chi guida.
Per questo rivolgo questa mia petizione all'attenzione di tutti e in special modo del nostro ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Enrico Giovannini, già cofondatore e portavoce dell’ASviS, l’Alleanza dello Sviluppo sostenibile, affinché destini parte dei numerosi fondi di quasi 32 miliardi che il Recovery assegna al capitolo Infrastrutture, per l'ammodernamento del Paese alla salvaguardia della fauna selvatica e quindi anche della sicurezza stradale.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 27 agosto 2021