
ENPAM, l' ADEPP, le casse e la strigliata del Consiglio di Stato del 21 novembre 2021…
Ecco spiegato il motivo per cui ENPAM, l’ADEPP e le casse si stanno prodigando a cercare sponde e opinioni che sostengano a spada tratta l’autonomia in termini di investimenti delle casse.
Il parere del Consiglio di Stato del 23 novembre 2021 che allego evidenzia l’inerzia e la scarsa attenzione al problema dei ministeri vigilanti, che forse aspettano interventi dall’alto…
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“Alla luce di tali considerazioni, la sezione non può non esprimere una valutazione critica sul ritardo con cui si perviene alla adozione del regolamento e formulare la richiesta di precisare le ragioni del mancato adempimento per un così lungo periodo nonostante l’acquisizione sul precedente testo del parere favorevole di questa Sezione, tenendo anche conto del fatto che la nuova direttiva europea e il vigente codice dei contratti risalgono al 2014-2016.
6. Con riferimento alla relazione AIR si deve segnalare la insufficienza dei dati forniti a sostegno di alcune scelte compiute nel testo regolamentare. In particolare, la sezione, nei precedenti pareri, aveva confermato (pur accedendo alla loro ammissibilità) l’invito alla prudenza nei confronti di talune forme di investimento di maggior rischio, a partire dai derivati. Sarebbe stato opportuno, pertanto, che l’amministrazione fornisse specifici dati sulla utilizzazione di tali strumenti finanziari nel corso del periodo di mancata emanazione del decreto. Sul punto, invece, la relazione si limita a confermare le considerazioni di carattere generale già svolte.
Sempre in tema di limiti agli investimenti la relazione riferisce delle consultazioni svolte dall’amministrazione, da cui è emersa l’esigenza di elevare il limite dell’investimento immobiliare e di rallentare il percorso di disinvestimento per evitare perdite di capitale.
Sui limiti agli investimenti non vengono riportate le posizioni espresse dai soggetti consultati, ma solo le conclusioni cui si è pervenuti.
La consultazione peraltro ha interessato gli stessi enti previdenziali e i rappresentanti delle categorie del risparmio gestito, ma non i rappresentanti delle categorie dei soggetti contribuenti (obbligati) e destinatari degli interventi previdenziali. Anche se gli enti sono in qualche modo espressione di tali soggetti, in considerazione del delicato equilibrio da determinare tra rischio e prudenza degli investimenti sarebbe stato utile un loro coinvolgimento diretto.
Più in generale, la relazione AIR non fornisce elementi quantitativi sugli obiettivi del regolamento; è vero che esso ha carattere ordinamentale e che il rendimento degli investimenti è un indicatore parziale degli obiettivi perseguiti, ma sarebbe stato comunque necessario inserire nella relazione informazioni sulla attuale situazione degli investimenti dei diversi enti, scadenzando gli obiettivi da perseguire in modo da rendere più concreta ed efficace la successiva attività di monitoraggio”
Franco Picchi
Pietrasanta LU