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ENPAM ed Ecovillage: ricorso alla Commissione per l'accesso..

Franco Picchi
Pietrasanta, Italy

Apr 18, 2019 — 

Egregi Colleghi,

l' ENPAM ancora una volta nega l' interesse dell' iscritto ad avere informazioni sugli investimenti finanziari, come se le perdite finanziarie dovute ad investimenti sbagliati non influissero sul totale del patrimonio costituito dai nostri contributi e garanzia delle nostre future pensioni.

Oltre 70 milioni di perdite dagli investimenti nei progetti immobiliari del gruppo Parnasi...

Ho dovuto ricorrere alla Commissione per l'accesso per poter valutare l'iter che ha portato ad investire in Ecovillage .

ENPAM mi ha negato di vedere la relazione del Collegio Sindacale su tale investimento e i documenti relativi.

Voglio  valutare come tutelare il patrimonio ENPAM e miei interessi quale iscritto ENPAM, anche nei confronti di chi, quale rappresentante dell' ENPAM o comunque titolare del potere di decidere per esso, abbia eventualmente colpevolmente trascurato di esercitare i propri doveri.

Di seguito il testo del ricorso

COMMISSIONE PER L'ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

commissione.accesso@mailbox.governo.it

 

e, pc: Fondazione ENPAM

protocollo@pec.enpam.it.

 

 

Oggetto: Richiesta di riesame del diniego all’accesso a documenti amministrativi (L. 241/90 e D.P.R. 184/06)

 

Il sottoscritto dott. Franco Picchi, 

 

Pec: franco_picchi@legalmail.it

 

PREMESSO

In data 25.02.2019 il sottoscritto inviava istanza di accesso ai documenti amministrativi alla Fondazione ENPAM (doc.1).

In data 22.03.2019 l’ ENPAM rispondeva negando l’accesso ai documenti richiesti, contestando l’ interesse del sottoscritto e prefigurando un controllo indistinto e generalizzato dell’operato della Fondazione (doc.2).

La richiesta di accesso riguardava la documentazione analizzata e formata dal Collegio Sindacale ENPAM a seguito di una  denuncia ex art. 2408 cc inviata dal sottoscritto in data 29.08.2019 (doc. 3).

Tale denuncia era relativa alle consistenti perdite subite dal patrimonio ENPAM a seguito di investimenti (diretti o indiretti) nei progetti immobiliari sviluppati da società riconducibili al gruppo Parnasi, rispettivamente riguardo all’acquisto sia di quote del fondo HB  che del fondo Idea Fimit Sviluppo, quest’ultime acquistate attraverso il fondo Ippocrate, partecipato totalmente e solamente da ENPAM.

Nonostante le perdite patrimoniali già subite dal primo acquisto di quote di un fondo immobilare che investiva in progetti di sviluppo immobiliare del gruppo Parnasi, ENPAM investe in un altro progetto di sviluppo immobiliare dello stesso gruppo (progetto Ecovilage), la cui possibiltà edificatoria appare dubbia fin dall’origine, perchè gravata sia da risposte sempre negative ai diversi tentativi di variare la tutela paesaggistica dell’area interessata ( zona agricola con rilevante valore paesaggistico), confermata anche in sede di Piano Territoriale Paesaggistico della Regione Lazio, sia dall’ essere l’area già dal 2002 inglobata nella proposta di ampliamento del Parco dell’Appia Antica, approvata poi dalla regione Lazio nel 2018 ( L.R. n. 7/2018).

La nuova condizione dell’area ,inglobata nel Parco e ormai priva di potenziale edificatorio, ha determinato, in occasione delle valutazioni di fine anno, una conseguente notevole riduzione del valore della stessa.

Il valore dei circa 24 milioni investiti attraverso il fondo Ippocrate nel fondo Idea Fimit Sviluppo ( 966 quote  acquistate a 25.000 € l’una)  non è ricavabile dal bilancio ENPAM, ma dal bilancio 2018 di altri investitori risulta per quelle quote una svalutazione di oltre il 95%.

Al 31.12.2018 la partecipazione nel fondo HB di 50 milioni € sottoscritta da ENPAM risulta iscritta in bilancio a zero.

Si presume quindi una perdita complessiva contabilizzata per il patrimonio ENPAM di oltre 70 milioni € , a causa di investimenti (diretti o indiretti) in progetti immobiliari del gruppo Parnasi.

Già in data 06.01.2019 il sottoscritto aveva inviato al Collegio Sindacale ENPAM una richiesta informale ( doc. 4) per avere la “dettagliata relazione” riguardante tale denuncia, che in sede di Assemblea Nazionale ENPAM del novembre 2019 il presidente del Collegio Sindacale aveva assicurato essere disponibile a richiesta (doc. 5).

Sola a seguito del sostanziale diniego ad inviare la “dettagliata relazione” (doc.6), come ben esplicitato nell’ istanza di accesso, e delle mancate risposte date in sede di Assemblea Nazionale da parte del Collegio Sindacale alla sua denuncia, il sottoscritto ha deciso di inviare formale istanza di accesso ai documenti amministrativi.

La richiesta documentale riguardava:

-la dettagliata relazione relativa alla denuncia, che il Collegio Sindacale ENPAM ha affermato essere disponibile su richiesta in sede di Assemblea Nazionale ENPAM del 24.11.2018;

- verbali della/e seduta/e del Collegio Sindacale ENPAM, riguardanti la denuncia da me inviata in data 29.08.2018 per la parte relativa al fondo Idea Fimit Sviluppo;

-l’eventuale relativo Audit file comprensivo delle note di lavoro e di ogni altro documento, richiamato o analizzato nelle stesse sedute del Collegio sindacale relativo alla parte di denuncia relativa al fondo Idea Fimit Sviluppo.

DIRITTO

ENPAM nega il diritto del sottoscritto all’accesso dei documenti richiesti:

1-contestando l’interesse del sottoscritto quale iscritto ENPAM

2-prefigurando un controllo indistinto e generalizzato dell’operato della Fondazione.

Tale posizione è evidentemente solo un tentativo di ostacolare e rimandare la possibilità di accedere alla documentazione richiesta, dato che tali simili motivazioni sono già state respinte in precedenza e in vari ricorsi sia dal TAR Lazio che dal Consiglio di Stato che dalla stessa Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi (decisioni del 20.04.2009 e del 02.10.2014).

Riguardo all’ interesse dell’iscritto ENPAM

1. Il richiedente, oltre che iscritto ENPAM è anche l’autore della denuncia ex art 2408 cc al Collegio Sindacale ENPAM, e già questo legittima l’interesse ad avere contezza della relazione del Collegio Sindacale su quanto denunciato.

Tra l’altro, riguardo a un documento richiesto (la dettagliata relazione del Collegio Sindacale relativa alla denuncia inviata) è stata pubblicamente affermata in sede di Assemblea Nazionale ENPAM del novembre 2018 la disponibilità ad inviarla a chiunque ne facesse richiesta, rendendo perlomeno contraddittorio che proprio l’iscritto autore della denuncia non potesse avere contezza nel merito della decisione del Collegio Sindacale.

Riguardo invece all’ interesse del semplice iscritto ENPAM ad accedere alla documentazione riguardante investimenti che hanno procurato un danno al patrimonio ENPAM il Consiglio di Stato ha affermato:

“5.4. La legittimazione all’accesso va quindi riconosciuta a chiunque possa dimostrare che gli atti procedimentali oggetto dell’accesso abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica, stante l’autonomia del diritto di accesso, inteso come interesse ad un bene della vita, distinto rispetto alla situazione legittimante all’impugnativa dell’atto.

5.5. Come ha ben chiarito anche il primo giudice, l’Adunanza Plenaria di questo Consiglio, nella sentenza n. 7 del 24.4.2012, ha affermato che il generico interesse dell’associato alla prudente e corretta amministrazione del patrimonio dell’ente, dalla quale dipende il soddisfacimento delle posizioni attive che si collegano al suo status, assume nella un connotato di palpabile concretezza, in relazione alle criticità collegabili ad una perdita finanziaria, specialmente se ingente.

5.6. L’associato quindi, in quanto titolare di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, deve essere considerato soggetto “interessato”, ai sensi dell’art. 2 comma 1, lett. b), della l. 241/1990 (come modificata dall’art. 15 della legge n. 15 del 2005), fonte del diritto all’accesso ai documenti delle pubbliche amministrazioni.

5.7. Tale principio, affermato dall’Adunanza Plenaria, come rammentano le appellanti, in un caso nel quale il danno si era già verificato (l’acquisto delle obbligazioni Lehman Brothers da parte della SIAE), merita conferma anche nel caso presente, ove l’iscritto all’ENPAM ha un sicuro interesse a conoscere degli atti che, potendo incidere fortemente sul patrimonio immobiliare dell’ente, rischiano di pregiudicare quantomeno la sua tutela previdenziale, con indubbi riflessi anche sulla sua aspettativa di trattamento pensionistico, anche se l’esistenza della perdita sia ancor tutta da dimostrare, se del caso, in sede giudiziale.

5.8. Ciò, giova ribadirlo, perché l’actio ad exhibendum prescinde comunque dalla lesione in atto di una posizione giuridica, che non compete al giudice dell’accesso accertare verificando la meritevolezza del relativo interesse, stante l’autonomia del diritto di accesso, inteso come interesse ad un bene della vita distinto rispetto alla situazione legittimante all’impugnativa dell’atto, sicché, nel caso di specie, non può negarsi il diritto alla conoscenza di atti sicuramente utili alla tutela di una posizione giuridica meritevole di tutela.” ( CdS sez. III n. 696 19/02/2016).

Alla stessa conclusione era giunta successivamente anche la sentenza TAR Lazio sez. III Bis n.6057 del 23/05/2016:

“Proprio la circostanza che le operazioni finanziarie poste in essere da parte della fondazione hanno una refluenza sul suo patrimonio, costituito dai contributi versati da parte degli iscritti, il quale costituisce la provvista e quindi rappresenta comunque una garanzia della corresponsione agli iscritti dei relativi trattamenti pensionistici nel futuro, comprova, in via diretta e immediata, la sussistenza della legittimazione e anche dell’interesse del ricorrente a richiedere la predetta documentazione, proprio in quanto concernente, specificatamente, una o più determinate operazioni finanziarie.”

La posizione dell’ENPAM, che giudica insussistente per l’iscritto ENPAM la titolarità di un interesse qualificato per la tutela di un interesse giuridicamente rilevante ai fini dell’accesso riguardo alla conoscenza della documentazione inerente investimenti finanziari che hanno determinato perdite al patrimonio ENPAM, risulta così veramente preordinata solo ad ostacolare e rimandare l’accesso, dato che invece tale titolarità è stata stabilita anche da sentenze del Consiglio di Stato.

 

Riguardo ad un preteso controllo indistinto e generalizzato dell’operato della Fondazione.

2. Riguardo alla pretesa esistenza ( come ipotizzato da ENPAM)  di un accesso documentale richiesto per eseguire un controllo indistinto e generalizzato dell’operato della Fondazione, bisogna innanzi tutto sottolineare che è stata richiesta solo parte della documentazione relativa alla sua denuncia ex art. 2408 del 29/08/2018 inviata al Collegio Sindacale ENPAM, riguardante perciò un unico specifico investimento e questo a causa delle perdite patrimoniali conseguenti a tale investimento, rendendo contraddittoria la motivazione stessa.

L’ istanza ha dei contorni molto ben definiti e altrettanto ben definiti sono i documenti richiesti, facilmente ricavabili dalla documentazione richiamata nella dettagliata relazione del Collegio Sindacale, escludendo così l’ipotesi che possa trattarsi di una (inammissibile) istanza di carattere indistinto, generalizzato o meramente esplorativa.

L’accesso non è stato richiesto al fine di stabilire se le dette operazioni finanziarie siano state svolte nel rispetto dei principi di efficienza ed efficacia, ma per averne piena cognizione e verificare l’ imparzialità della scelta effettuata e  conseguentemente decidere se adire le opportune sedi legali.

La denuncia inviata al Collegio sindacale evidenziava che, nonostante a fine 2014 le quote possedute da ENPAM del fondo HB fossero già state svalutate di oltre il 50%, riportando in bilancio una perdita per il patrimonio ENPAM di oltre 25 milioni €, ad inizio 2015 il fondo Ippocrate ( fondo immobiliare riservato  le cui quote sono totalmente possedute da ENPAM), con il parere favorevole obbligatorio del Comitato Consultivo del fondo stesso ( di cui sono presidente e vice-presidente il presidente e vice-presidente ENPAM), si impegna ad acquistare un totale di 29 milioni € di quote del fondo Idea Fimit Sviluppo al prezzo fisso di 25.000 € a quota.

Contrariamente a quella che sembra essere stata fino ad allora la prassi normale per gli investimenti effettuati attraverso fondi immobiliari , cioè dare mandato ai rappresentanti ENPAM in sede di Comitato Consultivo del fondo dopo delibera del CdA ENPAM, come previsto anche dallo statuto ENPAM per gli investimenti, non risulta che il CdA ENPAM abbia deliberato al riguardo, né che il parere  espresso dal Comitato Consultivo sia stato assistito  da una adeguata procedura valutativa effettuata dagli uffici interni ENPAM.

Infatti, successivamente all’ invio della denuncia del 29.08.2018, ad una mia richiesta di avere la documentazione del verbale del CdA che autorizza il Comitato Consultivo del fondo Ippocrate a dare parere favorevole vincolante all’ investimento, e quella formata dall’UVIP ENPAM riguardo a tale investimento mi è stato risposto:

“si riscontra che il consiglio di amministrazione non ha deliberato in merito a quanto richiesto” e “non sono state effettuate valutazioni né emessi provvedimenti da parte dell’UVIP riguardanti l’investimento oggetto di richiesta”. (doc. 7)

Questo investimento era tra l’altro ancor più delicato rispetto al solito, visto il conflitto di interessi riguardante la SGR che gestisce il fondo Ippocrate che, oltre a far acquistare quote del fondo Idea Fimit Sviluppo da lei stessa creato e gestito, ha venduto anche parte delle quote in suo possesso.

 Invece il CdA ENPAM sembra essere stato solo “reso edotto” del parere favorevole espresso dai rappresentanti ENPAM in seno al Comitato Consultivo.

Risulta quindi che ENPAM, che ha un formidabile apparato di gestione del patrimonio finanziario e immobiliare non ha sfruttato in questa occasione le sue qualificate competenze interne.

Mentre in altre occasioni, sia il CdA ha deliberato riguardo al parere da far esprimere al Comitato Consultivo, sia l’UVIP ha analizzato gli investimenti proposti dai Fondi Immobiliari, esprimendo pareri favorevoli o contrari all’ investimento, come dimostrano i documenti allegati (doc.  8).

Sono queste incongruenze che mi hanno spinto ad inviare la richiesta di accesso, anche perchè non sono state spiegate dal Collegio Sindacale nel sintetico resoconto fornito verbalmente all’Assemblea Nazionale ENPAM.

“Risulta a questo Collegio che, nella riunione del 13 febbraio 2015, il CdA della Fondazione Enpam è stato reso edotto del parere favorevole del Comitato consultivo del fondo Ippocrate, nonché della circostanza che la Sgr aveva prodotto una due diligence, redatta da Ernst & Young, avente a oggetto un’approfondita analisi immobiliare di Ecovillage, al fine di valutare i profili di rischio e di rendimento del fondo Ippocrate”.

Quindi i rappresentanti ENPAM in seno al Comitato Consultivo hanno deciso in maniera autonoma e senza il supporto informativo dell’UVIP ENPAM, basandosi esclusivamente sulle informazioni fornite dal gestore del fondo Ippocrate, che agiva in conflitto di interessi.

Tale metodo sembra contrario sia alla prassi finora seguita che al fine della costituzione del Comitato Consultivo, quale organo di garanzia in seno ai fondi immobiliari riservati a investitori istituzionali.

In tale resoconto il Collegio Sindacale ha fornito anche una visione limitata dei poteri e prerogative del Comitato Consultivo.

Nei fondi immobiliari riservati il Comitato Consultivo è un organo di garanzia per gli investitori, in particolare nei casi di conflitto di interessi come quello in oggetto, in cui il parere del Comitato Consultivo del fondo era obbligatorio e vincolante per concludere l’acquisto.

L’ incarico nel comitato consultivo è estremamente importante e i suoi pareri devono entrare nel merito specifico dell’investimento per capire se esiste un conflitto di interessi.

Il comitato consultivo poteva esprimere anche un parere negativo, conoscendo perfettamente l’evoluzione del primo investimento sui progetti di Parnasi, il suo precario equilibrio finanziario e se avesse avuto piena cognizione dei contratti stipulati già da esso stipulati con  Idea Fimit SGR

Già l’INPS aveva rifiutato tale investimento, rimarcando perplessità per gli elevati profili di rischio, e  Idea Fimit SGR  si trovava così esposta per aver già versato una caparra ai proprietari dei terreni.

Risulta invece che già nel 2014 il fondo Ippocrate aveva sottoscritto un impegno di partecipazione nel fondo Idea Fimit Sviluppo, evidentemente senza avere il preventivo consenso del Comitato Consultivo.(doc.9).

Per questo motivo la denuncia richiedeva al Collegio Sindacale di verificare se la procedura di acquisto avesse seguito le procedure prescritte, e in particolare di verificare  la regolarità, conformità alle procedure e la correttezza delle assunzioni riguardo alle varie procedure ben codificate dal Manuale ENPAM degli investimenti, nonché di valutare la completezza dell’informativa fornita al Comitato Consultivo del fondo Ippocrate, in particolare riguardo all’esposizione finanziaria  già presente di Idea Fimit SGR (ora DeaCapital SGR) verso il gruppo Parnasi (caparra confirmatoria relativa all’acquisto dei terreni già dal 2013) e alle motivazioni sottostanti ai cosiddetti Patti di Opzione ( per il riacquisto dei terreni) firmati dalla società del gruppo Parnasi venditrice dei terreni e dalla SGR, che  implicavano quindi la consapevolezza di una “concreta” aleatorietà delle possibilità edificatorie dei terreni.

Purtroppo per l’investimento ENPAM i patti sono stati firmati dalla  società di un gruppo che era praticamente già fallito, rendendo tale “precauzione” praticamente quasi ininfluente sul possibile recupero dei soldi investiti.

MOTIVAZIONI

Il sottoscritto intende valutare se adire le sedi legali opportune a tutela del patrimonio ENPAM e dei suoi interessi quale iscritto ENPAM, eventualmente anche nei confronti di chi, quale rappresentante dell' ENPAM o comunque titolare del potere di decidere per esso, abbia eventualmente colpevolmente trascurato di esercitare i propri doveri, così pregiudicando il valore della partecipazione, o verso chi eventualmente trascuri ingiustificatamente di esercitare le azioni di responsabilità alle quali  sia direttamente legittimato, ove ne sia derivata una perdita di valore della partecipazione.

La documentazione richiesta serve a valutare l’imparzialità delle scelte effettuate, quando già un primo investimento di 50 milioni  € in progetti immobiliari del gruppo Parnasi ( quote fondo HB) era stato svalutato di oltre il 50% nel giro di un anno, e quindi anche la completezza dell’informazione fornita al Comitato Consultivo del fondo Ippocrate, che doveva esprimere un parere obbligatorio e vincolante su tale acquisto di quote del fondo Idea Fimit Sviluppo.

CHIEDE

Alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi che riesamini il caso e, valutata la illegittimità del diniego opposto dalla fondazione ENPAM, ai sensi e per gli effetti dell’art. 25 della legge n. 241/90, assuma le conseguenti determinazioni, dandone comunicazione all’Ufficio interessato.

 

Seravezza, 18/04/2019

Franco Picchi


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