

Egregi Colleghi
Il progetto Ecovillage, sviluppato da società del gruppo Parnasi ma confluito poi nel fondo Idea Fimit Sviluppo di cui l’ ENPAM si è impegnato ad acquistare quote per circa 29 milioni € ( dopo aver investito 50 milioni nel fondo HB, sempre costituito per proseguire progetti sviluppati dal gruppo Parnasi), basa la sua attuazione sulla necessaria modifica della tutela paesistica cui l’area è sottoposta.
“L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio” (Codice dei beni culturali e del paesaggio art.146).
Si pensa di poter costruire 1/2 milione di mc in una area vincolata dove è permessa solo una copertura di 1 mq per ettaro…
Già nel 2007, nel Piano Territoriale Paesistico Regionale del Lazio, la richiesta del comune di Marino di tale modifica (proposta numero 058057_P03d) era stata respinta richiamando il punto 4° dei criteri “in quanto in contrasto con gli obbiettivi di tutela dei valori paesaggistici delle aree”.
Tutta l’area è vincolata, come è desumibile direttamente a pag.70 della documentazione presentata.
Come è possibile che nella documentazione presentata per la procedura di valutazione di impatto ambientale si affermi : “Quindi l’intervento proposto risulta conforme con la pianificazione paesaggistica vigente e in salvaguardia.”?
Le indagini della Procura di Roma sul gruppo Parnasi preoccupano, e come iscritto chiedo all’ENPAM di vigilare sulla legalità delle procedure che interessano il progetto Ecovillage, per evitare al patrimonio ENPAM anche le eventuali sanzioni ex L. 231/2001.
Franco Picchi
Pietrasanta LU