EMERGENZA SCUOLA A PRATO: OCCORRE UN PIANO STRAORDINARIO!

Firmatari recenti
Francesco Giuseppe Di Leonardo e altri 15 hanno firmato di recente.

Il problema

Prato è la provincia italiana con il più alto numero di studenti con madrelingua non italiana (28% circa, contro una media nazionale del 10,3%). Secondo recenti rilevazioni fra questi studenti l’abbandono scolastico è del 49,5% (contro una media nazionale del 35,4%). 

La situazione della scuola pratese è davvero critica: in diverse scuole gli alunni stranieri superano il 30% (limite massimo previsto dalla legge), in alcune arrivano all’80% e oltre. Molti di questi studenti, pur essendo nati qui, hanno una scarsissima conoscenza della lingua italiana.  

Molti dei nostri alunni stranieri nascono a Prato, ma poi vengono rimandati nel loro paese d’origine (più spesso la Cina), poi, all’età di 9-10 anni, vengono riportati qui, dove si scontrano con un sistema scolastico che non prevede uno specifico insegnamento della lingua italiana per studenti non madrelingua. In un simile contesto, spesso i docenti non riescono a portare avanti i normali programmi - a discapito anche degli altri studenti.

Anche dal punto di vista sociale la situazione è critica, la comunicazione con le famiglie è molto difficoltosa, più spesso impossibile, e i mediatori linguistici sono in numero insufficiente. 

Nonostante gli sforzi dei docenti e gli strumenti messi in campo negli ultimi anni dal Comune e dalle associazioni del territorio, la preparazione degli studenti risulta spesso carente e il disagio è forte. Molti studenti concludono l’obbligo scolastico senza essere in grado di esprimersi in italiano, con una preparazione inadeguata e senza reali opportunità di scegliersi un futuro. 

Unisciti a noi e firma questa petizione per richiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito, agli Uffici Scolastici, alla Regione, alla Provincia e al Comune che intervengano in modo deciso e sistematico affinché nelle scuole ad alta incidenza di studenti non italofoni del territorio pratese:

- sia previsto un numero adeguato di insegnanti di lingua italiana e/o facilitatori linguistici per gli studenti non italofoni (in aggiunta a quanto già previsto dalla Legge 106 del 29/07/2024), in modo da garantire loro l’insegnamento di almeno 10 ore di lingua italiana a settimana;

- siano predisposte classi di accoglienza temporanee per gli studenti non italofoni che arrivano in Italia durante l’anno scolastico;

- siano presenti stabilmente nelle scuole mediatori linguistico - culturali che collaborino con il personale scolastico (docenti, collaboratori, personale di segreteria) e tutte le persone coinvolte nella scuola (educatori, psicologi, assistenti sociali, … ) per agevolare la comunicazione e quindi il rapporto con le famiglie e con gli alunni stessi;

- sia svolto dall’Ufficio Scolastico Provinciale un ruolo di “regolazione” delle iscrizioni degli studenti non italofoni nelle scuole dell’obbligo, in modo da uniformarne la distribuzione e ridurre il fenomeno delle “scuole ghetto”, (dove la percentuale di alunni stranieri è altissima);

- sia predisposto l’allestimento di spazi adeguati (laboratori linguistici e aule per l’alfabetizzazione di piccoli gruppi di studenti).

Prato necessita di un piano straordinario per la scuola, la città sta “perdendo” un’intera generazione di giovani, il livello culturale si sta abbassando sempre più e se non porremo rimedio, gravi saranno le conseguenze per il futuro di tutti.

I docenti 

Fiora Livi, Dania Melani, Marzia Buceti, Maria Angela Calabrò, Isabella Di Filippo, Claudio Nistri, Eleonora Maria Palumbo, Giulia Biagioni, Caterina Pietraroia, Laura Sernissi, Giacoma Mancuso, Maria Silvia Beneforti, Chiara Eufemia, Chiara Mazzoni, Laura Magi, Tigano Giulia,  Valentina Liguori, Calandra Ilaria, Caterina Fasano, Stefania De Angelis, Lisa Margheri, Adele Di Marino, Giovanna Angileri, Maria Paola Capozza, Maria Luigia Manco.

 

 

 

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Fiora LiviPromotore della petizione

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Prato è la provincia italiana con il più alto numero di studenti con madrelingua non italiana (28% circa, contro una media nazionale del 10,3%). Secondo recenti rilevazioni fra questi studenti l’abbandono scolastico è del 49,5% (contro una media nazionale del 35,4%). 

La situazione della scuola pratese è davvero critica: in diverse scuole gli alunni stranieri superano il 30% (limite massimo previsto dalla legge), in alcune arrivano all’80% e oltre. Molti di questi studenti, pur essendo nati qui, hanno una scarsissima conoscenza della lingua italiana.  

Molti dei nostri alunni stranieri nascono a Prato, ma poi vengono rimandati nel loro paese d’origine (più spesso la Cina), poi, all’età di 9-10 anni, vengono riportati qui, dove si scontrano con un sistema scolastico che non prevede uno specifico insegnamento della lingua italiana per studenti non madrelingua. In un simile contesto, spesso i docenti non riescono a portare avanti i normali programmi - a discapito anche degli altri studenti.

Anche dal punto di vista sociale la situazione è critica, la comunicazione con le famiglie è molto difficoltosa, più spesso impossibile, e i mediatori linguistici sono in numero insufficiente. 

Nonostante gli sforzi dei docenti e gli strumenti messi in campo negli ultimi anni dal Comune e dalle associazioni del territorio, la preparazione degli studenti risulta spesso carente e il disagio è forte. Molti studenti concludono l’obbligo scolastico senza essere in grado di esprimersi in italiano, con una preparazione inadeguata e senza reali opportunità di scegliersi un futuro. 

Unisciti a noi e firma questa petizione per richiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito, agli Uffici Scolastici, alla Regione, alla Provincia e al Comune che intervengano in modo deciso e sistematico affinché nelle scuole ad alta incidenza di studenti non italofoni del territorio pratese:

- sia previsto un numero adeguato di insegnanti di lingua italiana e/o facilitatori linguistici per gli studenti non italofoni (in aggiunta a quanto già previsto dalla Legge 106 del 29/07/2024), in modo da garantire loro l’insegnamento di almeno 10 ore di lingua italiana a settimana;

- siano predisposte classi di accoglienza temporanee per gli studenti non italofoni che arrivano in Italia durante l’anno scolastico;

- siano presenti stabilmente nelle scuole mediatori linguistico - culturali che collaborino con il personale scolastico (docenti, collaboratori, personale di segreteria) e tutte le persone coinvolte nella scuola (educatori, psicologi, assistenti sociali, … ) per agevolare la comunicazione e quindi il rapporto con le famiglie e con gli alunni stessi;

- sia svolto dall’Ufficio Scolastico Provinciale un ruolo di “regolazione” delle iscrizioni degli studenti non italofoni nelle scuole dell’obbligo, in modo da uniformarne la distribuzione e ridurre il fenomeno delle “scuole ghetto”, (dove la percentuale di alunni stranieri è altissima);

- sia predisposto l’allestimento di spazi adeguati (laboratori linguistici e aule per l’alfabetizzazione di piccoli gruppi di studenti).

Prato necessita di un piano straordinario per la scuola, la città sta “perdendo” un’intera generazione di giovani, il livello culturale si sta abbassando sempre più e se non porremo rimedio, gravi saranno le conseguenze per il futuro di tutti.

I docenti 

Fiora Livi, Dania Melani, Marzia Buceti, Maria Angela Calabrò, Isabella Di Filippo, Claudio Nistri, Eleonora Maria Palumbo, Giulia Biagioni, Caterina Pietraroia, Laura Sernissi, Giacoma Mancuso, Maria Silvia Beneforti, Chiara Eufemia, Chiara Mazzoni, Laura Magi, Tigano Giulia,  Valentina Liguori, Calandra Ilaria, Caterina Fasano, Stefania De Angelis, Lisa Margheri, Adele Di Marino, Giovanna Angileri, Maria Paola Capozza, Maria Luigia Manco.

 

 

 

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Petizione creata in data 4 maggio 2025