Contestazione richiesta tamponi pre-accesso ai concorsi pubblici

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Alla C.A. della Dott.ssa Siniscalchi,

in merito alla pubblicazione del nuovo protocollo di svolgimento dei concorsi pubblici, vorrei porre l'accento su alcune criticità, illogicita' e contraddizioni che sono state rilevate da molteplici candidati. 

Anzitutto si noti la ritenuta incostituzionalità per violazione dell'art. 3 Cost. dell'obbligo di effettuare il tampone antigenico o molecolare oro/rino-faringeo nelle 48 ore antecedenti alla prova trattandosi, di fatto, di una vera e propria selezione su base reddituale, tenuto conto dei costi non certo insignificanti per un singolo tampone. Infatti ogni concorso richiede il superamento di più prove e, se si considera che molte persone sono iscritte a più concorsi, la spesa rischia di diventare eccessivamente onerosa.

In secondo luogo, sulla base di ormai consolidate risultanze scientifiche, il tampone molecolare e, ancor di più, quello antigenico non hanno un'accuratezza del 100% ovvero determinano la possibilità di incorrere in falsi positivi e dunque escludere ingiustificatamente un candidato dall'espletamento delle prove concorsuali.

Inoltre sorge un problema logistico, dal momento che, qualora la prova fosse fissata per il lunedì, il tampone andrebbe eseguito il sabato (giorno prefestivo) e non sempre si ha questa possibilità con il rischio, ancora una volta, di venire esclusi indebitamente dalla prova.

Ancora, è da tener in conto la condizione dei cd. positivi a lungo termine che, nonostante la persistente positività del tampone, hanno ricevuto il provvedimento di fine quarantena dalla ASL competente (in accordo con le indicazioni  fornite dall'OMS) e dunque, paradossalmente, un soggetto sarebbe riammesso alla normale vita comunitaria ma non potrebbe partecipare ad un concorso pubblico.

Inoltre, per come supportato dalla più aggiornata letteratura scientifica, le misure preventive consistenti nel distanziamento sociale, nell'utilizzo di mascherina idonea e nell'igienizzazione delle mani e degli ambienti, risultano sufficienti a limitare la diffusione del virus.

Pertanto, chiedo di tener conto di queste osservazioni dal momento che le indicazioni del protocollo in oggetto sono suscettibili di numerosi ricorsi all'autorità giurisdizionale competente in quanto creano un'ingiustificata disparità di trattamento fra i partecipanti.