Diciamo basta ai soprusi legalizzati delle targhe automobilistiche!


Diciamo basta ai soprusi legalizzati delle targhe automobilistiche!
Il problema
Ormai gli automobilisti che devono combattere con le targhe difettose non si contano più.
In Italia poi la stampa delle targhe - a differenza di altri paesi europei - è demandata al Poligrafico dello Stato che evidentemente non produce articoli di qualità adeguata. Ma lo Stato guadagna anche su questo.
Se la targa si rovina l'auto non passa la revisione e ci costringono a cambiare targa. Ora, come previsto dalla legge, si potrebbe semplicemente chiedere una copia nuova della vecchia targa ma siccome anche per questa semplice operazione manca il decreto attuativo e nonostante sia stabilito perfino il costo della copia, la copia non si può fare, bisogna fare la re-immatricolazione dell'auto e consegnare al PRA la vecchia targa. Ovviamente il costo è ben più alto, ed è iniquo e incomprensibile:
Al 2022 occorreva pagare:
10,20 euro per i diritti,
Imposta di bollo PRA di 32,00 euro,
Imposta di bollo Motorizzazione di euro 32,00,
59,00 euro al Servizio di Tesoreria dell’ACI.
Altri versamenti sul conto/corrente n. 4028 per le diverse tipologie di veicoli:
24,74 euro per un rimorchio,
22,26 euro per un motoveicolo,
41,37 euro per auto d’epoca o fuoristrada,
41,78 euro per un autoveicolo.
Totale per un'automobile: 174,98 €.
175 euro Per un pezzo di alluminio verniciato?
Non è un costo credibile né assolutamente accettabile considerati i reali prezzi di mercato.
Questa procedura di re-immatricolazione, oltre ad essere una grande perdita di tempo è anche ingiustificatamente esosa.
Ma non è finita. Nel caso non fosse attuata e si circolasse con una targa illeggibile, anche in questo caso si andrebbe incontro ad inconvenienti economici, ossia multe: una sanzione che va dagli 87 fino ai 344 €.
Attenzione, perché è illegale anche ritoccare, o peggio riverniciare la targa! L'articolo 100 del Codice della strada al comma 14 stabilisce testualmente: “Chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche, ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del Codice penale”.
Dunque è così, veniamo multati per una targa fatta male dallo stesso Stato e che dopo 5 anni non viene più riconosciuta in garanzia!
La stessa cosa avviene con la cosiddetta "targa personalizzata". La legge la prevede, il costo è stabilito, il Poligrafico la può stampare, esiste persino il modello di richiesta, ma manca il decreto attuativo, quindi non si può fare.
La circolare ministeriale del 2002 (Prot. MOT6/ 1098/60G1) prevedeva la possibilità per i proprietari con le targhe dei veicoli sbiadite o rovinate (non a causa di urti o sinistri, ma per auto-deterioramento), di richiedere la sostituzione gratuita delle stesse. Peccato che tale circolare non sia mai stata acquisita o applicata dagli uffici preposti. Provare per credere.
Ma perché in Italia la stampa delle targhe è affidata in regime di monopolio al Poligrafico dello Stato? Infatti, in Paesi come la Francia, la targa può essere stampata anche da tabaccai e centri commerciali. E allora perché non fare come in Spagna, dove le targhe moderne sono in plastica autoadesiva, più pratiche e resistenti, oltre che più economiche per il cittadino?
E' ora di dire basta a questi soprusi legalizzati, firmiamo per avere un sistema di targatura più equo, più economico e più adeguato alle esigenze attuali.
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Il problema
Ormai gli automobilisti che devono combattere con le targhe difettose non si contano più.
In Italia poi la stampa delle targhe - a differenza di altri paesi europei - è demandata al Poligrafico dello Stato che evidentemente non produce articoli di qualità adeguata. Ma lo Stato guadagna anche su questo.
Se la targa si rovina l'auto non passa la revisione e ci costringono a cambiare targa. Ora, come previsto dalla legge, si potrebbe semplicemente chiedere una copia nuova della vecchia targa ma siccome anche per questa semplice operazione manca il decreto attuativo e nonostante sia stabilito perfino il costo della copia, la copia non si può fare, bisogna fare la re-immatricolazione dell'auto e consegnare al PRA la vecchia targa. Ovviamente il costo è ben più alto, ed è iniquo e incomprensibile:
Al 2022 occorreva pagare:
10,20 euro per i diritti,
Imposta di bollo PRA di 32,00 euro,
Imposta di bollo Motorizzazione di euro 32,00,
59,00 euro al Servizio di Tesoreria dell’ACI.
Altri versamenti sul conto/corrente n. 4028 per le diverse tipologie di veicoli:
24,74 euro per un rimorchio,
22,26 euro per un motoveicolo,
41,37 euro per auto d’epoca o fuoristrada,
41,78 euro per un autoveicolo.
Totale per un'automobile: 174,98 €.
175 euro Per un pezzo di alluminio verniciato?
Non è un costo credibile né assolutamente accettabile considerati i reali prezzi di mercato.
Questa procedura di re-immatricolazione, oltre ad essere una grande perdita di tempo è anche ingiustificatamente esosa.
Ma non è finita. Nel caso non fosse attuata e si circolasse con una targa illeggibile, anche in questo caso si andrebbe incontro ad inconvenienti economici, ossia multe: una sanzione che va dagli 87 fino ai 344 €.
Attenzione, perché è illegale anche ritoccare, o peggio riverniciare la targa! L'articolo 100 del Codice della strada al comma 14 stabilisce testualmente: “Chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche, ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del Codice penale”.
Dunque è così, veniamo multati per una targa fatta male dallo stesso Stato e che dopo 5 anni non viene più riconosciuta in garanzia!
La stessa cosa avviene con la cosiddetta "targa personalizzata". La legge la prevede, il costo è stabilito, il Poligrafico la può stampare, esiste persino il modello di richiesta, ma manca il decreto attuativo, quindi non si può fare.
La circolare ministeriale del 2002 (Prot. MOT6/ 1098/60G1) prevedeva la possibilità per i proprietari con le targhe dei veicoli sbiadite o rovinate (non a causa di urti o sinistri, ma per auto-deterioramento), di richiedere la sostituzione gratuita delle stesse. Peccato che tale circolare non sia mai stata acquisita o applicata dagli uffici preposti. Provare per credere.
Ma perché in Italia la stampa delle targhe è affidata in regime di monopolio al Poligrafico dello Stato? Infatti, in Paesi come la Francia, la targa può essere stampata anche da tabaccai e centri commerciali. E allora perché non fare come in Spagna, dove le targhe moderne sono in plastica autoadesiva, più pratiche e resistenti, oltre che più economiche per il cittadino?
E' ora di dire basta a questi soprusi legalizzati, firmiamo per avere un sistema di targatura più equo, più economico e più adeguato alle esigenze attuali.
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Petizione creata in data 4 ottobre 2023