DI CASA SI MUORE


DI CASA SI MUORE
Il problema
Mi chiamo Alessandro vivo a Reggio Calabria e ho 36 anni.
Da quando avevo 8 anni sto combattendo contro una malattia che mi ha costretto a 16 anni di dialisi per poi ad arrivare al trapianto di rene.
La mia vita è costantemente appesa a un equilibrio precario: ogni infezione può compromettere il mio rene, ogni batterio può diventare un nemico.
Eppure, a peggiorare le cose non ci si mette solo la malattia ma…le istituzioni!
Nel 2006 mi viene assegnata regolarmente una casa popolare ad Arghillà, quartiere popolare di Reggio Calabria.
Nel 2008 devo allontanarmi dalla città per un intervento salvavita ma al mio ritorno la mia casa è stata completamente occupata e distrutta: mobili rubati, danni strutturali, ambienti devastati. Un’occupazione abusiva che si è consumata nel totale silenzio delle istituzioni.
Da allora, è iniziato il mio calvario che dura fino ad oggi.
Ho provato a sollecitare in tutti i modi le istituzioni: denunce, PEC, richieste di assegnazione alternativa.
Nulla. Nessuno mi ascolta. Nessuno si assume le proprie responsabilità.
Anzi, oltre il danno la beffa: mi viene fatto intendere che per "ottenere" un’altra casa, avrei dovuto pagare dai 20.000 ai 25.000 euro, questo in cambio di un diritto che mi spetta. Senza prove, non potevo denunciare ma oggi, dopo anni, quella verità è uscita fuori. Alcuni di quei nomi sono infatti riemersi nelle inchieste giornalistiche sugli abusi dell’ATERP di Reggio.
Oggi vivo in affitto, in un’abitazione certificata dall’ASP come non idonea alla salute: muffa ovunque, funghi, infiltrazioni d’acqua, umidità costante. Per un immunosoppresso come me , questo è un ambiente altamente pericoloso.
Ho avuto più ricoveri da 12 giorni l’uno, per infezioni respiratorie gravissime trattate con antibiotici endovena.
Nonostante tutto questo, non posso trasferirmi, perché ogni tre mesi devo viaggiare per controlli clinici specialistici e ogni biglietto aereo costa centinaia di euro.
Questa petizione non è solo per me.
È per chi, come me, è malato e non ha voce.
Per chi viene ignorato anche quando porta prove e documenti.
Per chi chiede solo un tetto sicuro e il diritto a respirare.
Chiedo che il Comune di Reggio Calabria e l’ATERP mi assegnino subito un alloggio idoneo alla mia salute, che venga accertata la responsabilità delle omissioni, che questa situazione venga risolta pubblicamente, non con accordi a voce o favoritismi.
Se vuoi aiutarmi, te ne sarò grato. Per il primo trapianto abbiamo speso oltre 6.000€ in un mese: viaggio, alloggio, fasce e materiale medico. I miei sono ancora in morosità per quel prestito, ma serviva a salvarmi. Ora affronto nuovi interventi e viaggi fuori regione frequenti, tutti a carico mio.
Da Reggio Calabria a Milano, un solo biglietto può superare 800€ senza sconti, senza rimborsi, anche se si viaggia per restare in vita. Ogni aiuto, oggi più che mai, fa la differenza.
Di seguito potete guardare un'intervista a StrettoWebTv dove ho raccontato la mia odissea:
La vicenda è stata riportata da numerose testate giornalistiche, sia locali che nazionali, ed è stata oggetto di un servizio televisivo trasmesso dalla trasmissione Le Iene.
Puoi vedere la puntata sul sito ufficiale: https://www.iene.mediaset.it/video/viviani-di-casa-si-muore_1397612.shtml
Le istituzioni hanno formulato numerose promesse, rimaste sistematicamente disattese. La vicenda ha assunto contorni sempre più paradossali: in allegato trovate gli ultimi sviluppi, come già documentato nei precedenti aggiornamenti.
A breve aggiornerò la descrizione completa con interviste, articoli, video, ecc in ordine cronologico.
Nel frattempo firma anche tu!

57.033
Il problema
Mi chiamo Alessandro vivo a Reggio Calabria e ho 36 anni.
Da quando avevo 8 anni sto combattendo contro una malattia che mi ha costretto a 16 anni di dialisi per poi ad arrivare al trapianto di rene.
La mia vita è costantemente appesa a un equilibrio precario: ogni infezione può compromettere il mio rene, ogni batterio può diventare un nemico.
Eppure, a peggiorare le cose non ci si mette solo la malattia ma…le istituzioni!
Nel 2006 mi viene assegnata regolarmente una casa popolare ad Arghillà, quartiere popolare di Reggio Calabria.
Nel 2008 devo allontanarmi dalla città per un intervento salvavita ma al mio ritorno la mia casa è stata completamente occupata e distrutta: mobili rubati, danni strutturali, ambienti devastati. Un’occupazione abusiva che si è consumata nel totale silenzio delle istituzioni.
Da allora, è iniziato il mio calvario che dura fino ad oggi.
Ho provato a sollecitare in tutti i modi le istituzioni: denunce, PEC, richieste di assegnazione alternativa.
Nulla. Nessuno mi ascolta. Nessuno si assume le proprie responsabilità.
Anzi, oltre il danno la beffa: mi viene fatto intendere che per "ottenere" un’altra casa, avrei dovuto pagare dai 20.000 ai 25.000 euro, questo in cambio di un diritto che mi spetta. Senza prove, non potevo denunciare ma oggi, dopo anni, quella verità è uscita fuori. Alcuni di quei nomi sono infatti riemersi nelle inchieste giornalistiche sugli abusi dell’ATERP di Reggio.
Oggi vivo in affitto, in un’abitazione certificata dall’ASP come non idonea alla salute: muffa ovunque, funghi, infiltrazioni d’acqua, umidità costante. Per un immunosoppresso come me , questo è un ambiente altamente pericoloso.
Ho avuto più ricoveri da 12 giorni l’uno, per infezioni respiratorie gravissime trattate con antibiotici endovena.
Nonostante tutto questo, non posso trasferirmi, perché ogni tre mesi devo viaggiare per controlli clinici specialistici e ogni biglietto aereo costa centinaia di euro.
Questa petizione non è solo per me.
È per chi, come me, è malato e non ha voce.
Per chi viene ignorato anche quando porta prove e documenti.
Per chi chiede solo un tetto sicuro e il diritto a respirare.
Chiedo che il Comune di Reggio Calabria e l’ATERP mi assegnino subito un alloggio idoneo alla mia salute, che venga accertata la responsabilità delle omissioni, che questa situazione venga risolta pubblicamente, non con accordi a voce o favoritismi.
Se vuoi aiutarmi, te ne sarò grato. Per il primo trapianto abbiamo speso oltre 6.000€ in un mese: viaggio, alloggio, fasce e materiale medico. I miei sono ancora in morosità per quel prestito, ma serviva a salvarmi. Ora affronto nuovi interventi e viaggi fuori regione frequenti, tutti a carico mio.
Da Reggio Calabria a Milano, un solo biglietto può superare 800€ senza sconti, senza rimborsi, anche se si viaggia per restare in vita. Ogni aiuto, oggi più che mai, fa la differenza.
Di seguito potete guardare un'intervista a StrettoWebTv dove ho raccontato la mia odissea:
La vicenda è stata riportata da numerose testate giornalistiche, sia locali che nazionali, ed è stata oggetto di un servizio televisivo trasmesso dalla trasmissione Le Iene.
Puoi vedere la puntata sul sito ufficiale: https://www.iene.mediaset.it/video/viviani-di-casa-si-muore_1397612.shtml
Le istituzioni hanno formulato numerose promesse, rimaste sistematicamente disattese. La vicenda ha assunto contorni sempre più paradossali: in allegato trovate gli ultimi sviluppi, come già documentato nei precedenti aggiornamenti.
A breve aggiornerò la descrizione completa con interviste, articoli, video, ecc in ordine cronologico.
Nel frattempo firma anche tu!

57.033
Voci dei sostenitori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 31 marzo 2025