CREARE UNA RETE DI SOVRAPPASSI FAUNISTICI PER LE NOSTRE STRADE

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Lo scorso 3 gennaio 2019, un branco di cinghiali ha attraversato l’autostrada A1 Milano-Napoli, all’altezza di Borghetto Lodigiano. La presenza degli animali sulla carreggiata ha causato un tamponamento a catena che ha avuto conseguenze tragiche: un morto e dieci feriti.

L’incidente non è stato causato dagli animali che sono inconsapevoli, ma dalla inadeguatezza della rete autostradale italiana che non è dotata di strutture per consentire l’attraversamento degli animali selvatici in sicurezza.

Il rischio di attraversamento stradale da parte di animali selvatici sarebbe facilmente eliminabile dalla realizzazione di sovrappassi faunistici e viadotti ecologici: opere d’importanza cruciale per la sicurezza stradale dei passeggeri e per la conservazione delle specie selvatiche di cui l’Italia vanta un grande patrimonio.

Molti paesi europei, negli ultimi anni, hanno investito e continuano a investire in questo settore avendone intuito anche l’importanza economica. La realizzazione di passaggi faunistici, infatti, rappresenta un’opportunità di lavoro per centinaia di giovani laureati in discipline ambientali quali biologi, naturalisti, forestali.

Esiste dal 1996, a livello europeo, una rete di collaborazione il cui scopo è quello di mitigare l’impatto delle infrastrutture sulla frammentazione degli habitat e al contempo migliorare la sicurezza dei passeggeri: IENE – Infra Eco Network (http://www.iene.info/ IENE è l’ambito dal quale è nato il progetto europeo COST 341 “Habitat Fragmentation due to Transportation Infrastructure“, che rappresenta uno dei riferimenti a livello tecnico-scientifico sul tema delle interazioni tra fauna selvatica e strade.

Una proprietà fondamentale degli animali selvatici è proprio la loro straordinaria capacità di movimento.

Come ampiamente documentato da numerose pubblicazioni scientifiche, gli animali possono compiere movimenti di dispersione notevolissimi. Un esempio è rappresentato dal caso di un lupo giovane che è stato in grado di percorrere 1176 km. Dalla Croazia all’Italia passando per l’Austria prima di stabilire il suo territorio definitivo (Razen et al. 2015). Questi movimenti naturali sono fondamentali per garantire la diversità genetica delle popolazioni selvatiche e per consentire il ciclo biogeochimico dei nutrienti e quindi la fertilità dei suoli (Schaitz et al., 2010). La connettività ecologica è perciò di fondamentale importanza per il funzionamento degli ecosistemi e quindi per il mantenimento dei preziosi servizi ecosistemici che essi forniscono alle società umane, necessari alla nostra sopravvivenza (Ng et al., 2013).

Questa importanza è stata compresa da molti paesi europei che, ormai da decenni, sono impegnati nel creare una rete di passaggi faunistici che aumentino la connettività per gli animali selvatici e al contempo diminuiscano drasticamente il numero di incidenti stradali dovuti a impatti con la fauna selvatica. Indicativo è che la stessa Commissione Europea si sia dotata di un piano strategico sulle infrastrutture verdi (http://ec.europa.eu/environment/nature/ecosystems/index_en.htm

Nei Paesi Bassi è stata realizzata una estesa rete di ecodotti che conta circa 600 passaggi, in Francia sono più di 125 e in Germania più di 60 (Bank et ., 2002).  Queste strutture sono diffuse anche in altri paesi d’Europa: Slovenia, Croazia, Ungheria. Il vantaggio è indiscutibile: proteggono i passeggeri e al contempo gli animali selvatici, giovando alle persone e a tutto l’ecosistema.

La domanda è, perché in Italia queste strutture si contano sulle dita di una mano?

È tempo di adeguarsi agli standard internazionali iniziando a realizzare una rete di passaggi faunistici che sarà di grande utilità per la sicurezza stradale e la conservazione della biodiversità e che inneschi un’economia sostenibile per i giovani. 

VOGLIAMO UNA RETE DI INFRASTRUTTURE ECOLOGICHE,
PER L’AMBIENTE E LA SICUREZZA DELLE PERSONE