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Petitioning Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini

Consentire agli anziani negli ospizi la presenza di animali d'affezione


E' importante fare questo per la Salute Mentale di una Persona Anziana. Allo stato attuale, purtroppo, l' Anziano e il suo Animale d'affezione, sono considerati "Cose" da scaricare, uno all'Ospizio e l'altro per la strada.

E' molto triste, ma molto frequente: un'anziano non più autosufficiente viene portato in casa di riposo e se c'è un suo compagno di vita, cane o gatto che sia, viene abbandonato. E' una crudeltà, l'anziano e l'animale subiscono una scelta scellerata.

In Italia il riconoscimento ufficiale delle attività e delle terapie assistite dagli animali si riconduce alla pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n°51 del 03/03/2003, approvato in data 28 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di Benessere degli Animali da Compagnia e Pet Therapy, su proposta del Ministro della Salute. Tale Decreto recepisce l'accordo stipulato il 6 febbraio 2003 tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e sancisce, per la prima volta nella storia del nostro Paese, il ruolo affettivo che un animale può avere nella vita di una persona, nonchè la valenza terapeutica ed assistenziale degli animali da compagnia.

Si sono quindi diffusi sul territorio nazionale centri impegnati nella ricerca ed organizzazione di programmi di Pet Therapy.

In ambito geriatrico sono molteplici gli studi che hanno evidenziato effetti positivi dellla presenza di animali sul comportamento degli anziani: riduzione del malessere psicologico, calo della percezione della solitudine, nelle case di riposo aiuto all'adattamento al nuovo ambiente.

Studi geriatrici dimostrano come sia utile e possibile introdurre animali in un istituto per anziani non autosufficenti senza ripercussioni sulla sicurezza e la tranquillità dei ricoverati e del personale.

Quindi migliorare la vita delle persone anziane e l'amore per gli  animali vanno di pari passo. 

Letter to
Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini
Consentire agli Anziani gli Animali d'affezione negli Ospizi

E' importante fare questo per la Salute Mentale di una Persona Anziana. Allo stato attuale, purtroppo, l' Anziano e il suo Animale d'affezione, sono considerati "Cose" da scaricare, uno all'Ospizio e l'altro per la strada.

E' molto triste, ma molto frequente: un'anziano non più autossuficente viene portato in casa di riposo e se c'è un suo compagno di vita, cane o gatto che sia, viene abbandonato. E' una crudeltà, l'anziano e l'animale subiscono una scelta scellerata.

In Italia il riconoscimento ufficiale delle attività e delle terapie assistite dagli animali si riconduce alla pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n°51 del 03/03/2003, approvato in data 28 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di Benessere degli Animali da Compagnia e Pet Therapy, su proposta del Ministro della Salute. Tale Decreto recepisce l'accordo stipulato il 6 febbraio 2003 tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e sancisce, per la prima volta nella storia del nostro Paese, il ruolo affettivo che un animale può avere nella vita di una persona, nonchè la valenza terapeutica ed assistenziale degli animali da compagnia.

Si sono quindi diffusi sul territorio nazionale centri impegnati nella ricerca ed organizzazione di programmi di Pet Therapy.

In ambito geriatrico sono molteplici gli studi che hanno evidenziato effetti positivi dellla presenza di animali sul comportamento degli anziani: riduzione del malessere psicologico, calo della percezione della solitudine, nelle case di riposo aiuto all'adattamento al nuovo ambiente.

Studi geriatrici dimostrano come sia utile e possibile introdurre animali in un istituto per anziani non autosufficenti senza ripercussioni sulla sicurezza e la tranquillità dei ricoverati e del personale (Bigatello 1999; Franceschini 2005).

Quindi migliorare la vita delle persone anziane e l'amore per gli animali vanno di pari passo.