Via i manifesti Pro Vita dall'Umbria

Il problema

Chiediamo l'immediata rimozione dei manifesti Pro Vita dalle strade dell'Umbria e dell'Italia intera e la negazione dell'autorizzazione ad eventuali altre affissioni.
I manifesti violano i diritti e le libertà fondamentali delle donne di poter scegliere sul proprio corpo, così come stabilito dalla legge 194/78, colpevolizzando decisioni che spettano solo alle donne. Inoltre, il messaggio che i manifesti danno è un messaggio falso ed ingannevole, in quanto non supportato da alcuna evidenza scientifica poiché anche L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella pubblicazione “Safe abortion: technical and policy guidance for health systems” indica il mifepristone come una delle procedure raccomandate per effettuare un’Ivg nelle prime 9 settimane di gestazione. Il mifepristone è utilizzato da oltre vent’anni in numerosi Paesi, l'assunzione di RU-486 per l'interruzione di gravidanza non può essere in alcun modo considerata assunzione di veleno. Il manifesto crea pertanto una visione distorta della realtà nelle donne e potrebbe potrebbe indurle in errore e scoraggiare l'utilizzo del farmaco, nonostante le evidenze scientifiche.
L'ideazione, la stampa e la diffusione di questa campagna Pro Vita è un atto di violenza contro le donne che a pochi giorni dal 25 novembre non avremmo voluto subire.

RU2020 - Rete Umbra per l'Autodeterminazione

reteumbraautodeterminazione@gmail.com

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RU2020 - Rete Umbra per l'AutodeterminazionePromotore della petizione

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Il problema

Chiediamo l'immediata rimozione dei manifesti Pro Vita dalle strade dell'Umbria e dell'Italia intera e la negazione dell'autorizzazione ad eventuali altre affissioni.
I manifesti violano i diritti e le libertà fondamentali delle donne di poter scegliere sul proprio corpo, così come stabilito dalla legge 194/78, colpevolizzando decisioni che spettano solo alle donne. Inoltre, il messaggio che i manifesti danno è un messaggio falso ed ingannevole, in quanto non supportato da alcuna evidenza scientifica poiché anche L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella pubblicazione “Safe abortion: technical and policy guidance for health systems” indica il mifepristone come una delle procedure raccomandate per effettuare un’Ivg nelle prime 9 settimane di gestazione. Il mifepristone è utilizzato da oltre vent’anni in numerosi Paesi, l'assunzione di RU-486 per l'interruzione di gravidanza non può essere in alcun modo considerata assunzione di veleno. Il manifesto crea pertanto una visione distorta della realtà nelle donne e potrebbe potrebbe indurle in errore e scoraggiare l'utilizzo del farmaco, nonostante le evidenze scientifiche.
L'ideazione, la stampa e la diffusione di questa campagna Pro Vita è un atto di violenza contro le donne che a pochi giorni dal 25 novembre non avremmo voluto subire.

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I decisori

Comune di Terni
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Agcm - Autorità Garante della Concorrenza e del mercato
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Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
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Petizione creata in data 8 dicembre 2020