No alla chiusura dell'Isuc

Il problema

Dopo quasi cinquant’anni di attività, l’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea rischia di chiudere il 31 dicembre per la scadenza dei contratti stipulati con i cinque collaboratori.
La decisione appare inevitabile dopo ripetute riunioni, tenutesi tra gli Organi dell’Istituto e i Funzionari e Dirigenti dell’Assemblea Legislativa regionale.
Al di là del lavoro svolto in questi anni appare del tutto immotivata la decisione di bloccare l’Istituto che in questi decenni ha gestito servizi quali: la biblioteca, con un patrimonio di oltre 12.000 titoli; la fototeca, che conserva circa 8.000 immagini che restituiscono molteplici aspetti della vita politica, economica e sociale della regione; la videoteca, che raccoglie circa 600 tra vhs e dvd, 130 dei quali relativi all’Umbria; l’Archivio, storico costituito da 211 buste che conservano, in originale o in copia, fondi di associazioni politiche e culturali o di privati cittadini; Premi letterari come il Premio “Gisa Giani”, giunto alla XVI edizione; inoltre, le pubblicazioni nonché i numerosi convegni, presentazioni di volumi, seminari e giornate di studio, svolte anche in collaborazione con altri Enti, Associazioni, Fondazioni e Università. Non ultima la Sezione Didattica, che negli anni ha visto la fruizione dell’offerta formativa dell’Istituto, rivolta anche ai docenti, di circa 1.200 studenti.

Anche alla luce di pareri avuti da avvocati, è evidente la stretta dipendenza dell’Istituto dalla Regione Umbria. Solo per fare un esempio, i rapporti di collaborazione, sempre frutto di bandi pubblici, hanno fatto seguito a verifiche condotte da commissioni giudicatrici formate da funzionari e dirigenti dell’Assemblea Legislativa.

Facciamo quindi appello a tutti coloro – docenti, intellettuali, appassionati di storia, semplici cittadini – che negli anni hanno fruito o semplicemente conosciuto l’attività dell’Istituto, ma soprattutto ai massimi rappresentanti delle istituzioni regionali, il Presidente dell’Assemblea Legislativa Avv. Marco Squarta e la Presidente della Giunta Regionale Avv. Donatella Tesei, affinché si possa scongiurare la chiusura dell’Istituto, cioè affinché vogliano fare in modo che la collettività regionale possa continuare a fruire dell’attività dell’Isuc evitando di disperdere le competenze e le professionalità di quanti quell’attività hanno garantito.

Con la chiusura dell’Isuc, i suoi lavoratori e le sue lavoratrici dopo dieci e più anni di lavoro si troverebbero senza alcuna forma di occupazione e pure privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito non potendo fruire, per le tipologie dei contratti in essere, di alcun tipo di ammortizzatore sociale.

PER LA RETE 10 DICEMBRE

Società Mutuo Soccorso Perugia

UDI Perugia

Coordinamento ANPI Umbria

Emergency Perugia

Ass. Culturale La Goccia Perugia

Parte Civile APS

Rete Studenti Medi Umbria

UDU Perugia

Legambiente Circolo Perugia-Valli del Tevere

Unione comunale PD Perugia

Libera Umbria  

 

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Fabrizio RicciPromotore della petizione
Questa petizione aveva 2628 sostenitori

Il problema

Dopo quasi cinquant’anni di attività, l’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea rischia di chiudere il 31 dicembre per la scadenza dei contratti stipulati con i cinque collaboratori.
La decisione appare inevitabile dopo ripetute riunioni, tenutesi tra gli Organi dell’Istituto e i Funzionari e Dirigenti dell’Assemblea Legislativa regionale.
Al di là del lavoro svolto in questi anni appare del tutto immotivata la decisione di bloccare l’Istituto che in questi decenni ha gestito servizi quali: la biblioteca, con un patrimonio di oltre 12.000 titoli; la fototeca, che conserva circa 8.000 immagini che restituiscono molteplici aspetti della vita politica, economica e sociale della regione; la videoteca, che raccoglie circa 600 tra vhs e dvd, 130 dei quali relativi all’Umbria; l’Archivio, storico costituito da 211 buste che conservano, in originale o in copia, fondi di associazioni politiche e culturali o di privati cittadini; Premi letterari come il Premio “Gisa Giani”, giunto alla XVI edizione; inoltre, le pubblicazioni nonché i numerosi convegni, presentazioni di volumi, seminari e giornate di studio, svolte anche in collaborazione con altri Enti, Associazioni, Fondazioni e Università. Non ultima la Sezione Didattica, che negli anni ha visto la fruizione dell’offerta formativa dell’Istituto, rivolta anche ai docenti, di circa 1.200 studenti.

Anche alla luce di pareri avuti da avvocati, è evidente la stretta dipendenza dell’Istituto dalla Regione Umbria. Solo per fare un esempio, i rapporti di collaborazione, sempre frutto di bandi pubblici, hanno fatto seguito a verifiche condotte da commissioni giudicatrici formate da funzionari e dirigenti dell’Assemblea Legislativa.

Facciamo quindi appello a tutti coloro – docenti, intellettuali, appassionati di storia, semplici cittadini – che negli anni hanno fruito o semplicemente conosciuto l’attività dell’Istituto, ma soprattutto ai massimi rappresentanti delle istituzioni regionali, il Presidente dell’Assemblea Legislativa Avv. Marco Squarta e la Presidente della Giunta Regionale Avv. Donatella Tesei, affinché si possa scongiurare la chiusura dell’Istituto, cioè affinché vogliano fare in modo che la collettività regionale possa continuare a fruire dell’attività dell’Isuc evitando di disperdere le competenze e le professionalità di quanti quell’attività hanno garantito.

Con la chiusura dell’Isuc, i suoi lavoratori e le sue lavoratrici dopo dieci e più anni di lavoro si troverebbero senza alcuna forma di occupazione e pure privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito non potendo fruire, per le tipologie dei contratti in essere, di alcun tipo di ammortizzatore sociale.

PER LA RETE 10 DICEMBRE

Società Mutuo Soccorso Perugia

UDI Perugia

Coordinamento ANPI Umbria

Emergency Perugia

Ass. Culturale La Goccia Perugia

Parte Civile APS

Rete Studenti Medi Umbria

UDU Perugia

Legambiente Circolo Perugia-Valli del Tevere

Unione comunale PD Perugia

Libera Umbria  

 

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Fabrizio RicciPromotore della petizione

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 2628 sostenitori

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I decisori

Cittadine e cittadini dell'Umbria
Cittadine e cittadini dell'Umbria
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Petizione creata in data 26 dicembre 2021