Che l'industria del tabacco utilizzi materiali biodegradabili e sostenibili

Che l'industria del tabacco utilizzi materiali biodegradabili e sostenibili

Il problema

Mi chiamo Giovanni e sono un ex fumatore che, anche col passare del tempo, ha abbracciato la lotta il risvolto inquinante dei "residui" dei suoi vizi. Ogni giorno vedo le strade, i giardini, i cortili e le spiagge intasati di cicche di sigarette, oltre a rifiuti di ogni tipo. Vedo pacchetti di sigarette e i loro involucri di plastica che vengono spazzati via dal vento, materiali che potrebbero essere riciclati, se ci fosse un minimo di diligenza o che andrebbero conferiti nei cassonetti dell'immondizia, invece tanti cittadini poco attenti (e poco puliti) li gettano per strada, con gesti rituali e come se niente fosse. Questi rifiuti possono rappresentare un grave pericolo di incendio, i materiali plastici si prestano "volentieri" ai fenomeni incendiari e basta seguire la cronaca degli incendi che ogni estate contornano piccoli e grandi centri abitati per fare una breve valutazione del loro impatto sul clima e, di conseguenza, sulla nostra salute. Come se non bastasse, spesso le cicche delle sigarette, altra grande piaga dell'inquinimento lasciato dai fumatori, vengono scambiate per piccole prede da parte di svariati animali, venendo ingerite e causando sofferenze spesso letali per diversi rappresentanti della fauna. Pensate che non sia un problema per l'uomo? Bene, non vi dico quante volte nei parchi pubblici i miei figli e i loro amichetti si sono ritrovati a maneggiare e giocare con questi degradanti residui, scarti che molti non hanno l'accortezza di gettare nemmeno nei posaceneri. E avete mai visto nei tombini stradali, quelli che dovrebbero permettere alle acque piovane di defluire dalla sede stradale, quante cicche (come altra immondizia) ostruiscono il passaggio dell'acqua? Le nostre istituzioni non fanno abbastanza sulle tematiche ambientali e per il contrasto ai comportamenti scorretti, impegnate in altro genere di "lotte antinquinamento" ma poco attente agli effetti che un impatto culturale e civico potrebbe avere sull'arginamento del fenomeno e mentre la coscienza civica dorme, ritengo che sia giunto il momento per le grandi multinazionali di assumersi la responsabilità dei loro rifiuti. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le cicche di sigarette sono il rifiuto più disperso al mondo, con circa 4,5 trilioni di filtri di sigarette finiti nell'ambiente ogni anno. Queste rifiuti non si degradano facilmente e possono mettere in pericolo la vita marina se finiscono negli oceani oltre a degradare ogni ambiente in cui si accumulano.

Desidero che le aziende produttrici di sigarette e di derivati del tabacco partecipino attivamente alla salvaguardia dell'ambiente. Chiediamo l'obbligo per tutta l'industria e la filiera del tabacco dell'impiego di materiali biodegradabili, certificati e sostenibili. Dalla certificazione della carta del pacchetto delle sigarette all'utilizzo di bioplastiche per il confezionamento esterno, dalle cartine prodotte con carta da fonte sostenibili all'utilizzo di filtrini biodegradibili, per finire con fonti di materie prime (il tabacco) certificate per provenienza e libere dallo sfruttamento del suolo e dei lavoratori/produttori.

Possiamo e dobbiamo fare di più per proteggere il nostro pianeta e per rendere il futuro di tutti noi più sicuro.

Basta un piccolo gesto, firmate la petizione per esigere, tutti insieme, che le aziende del tabacco, multimilionarie, si assumano la responsabilità dei loro rifiuti e passino a materiali biodegradabili e sostenibili per la collettività.

Un altro mo(n)do è possibile!

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Il problema

Mi chiamo Giovanni e sono un ex fumatore che, anche col passare del tempo, ha abbracciato la lotta il risvolto inquinante dei "residui" dei suoi vizi. Ogni giorno vedo le strade, i giardini, i cortili e le spiagge intasati di cicche di sigarette, oltre a rifiuti di ogni tipo. Vedo pacchetti di sigarette e i loro involucri di plastica che vengono spazzati via dal vento, materiali che potrebbero essere riciclati, se ci fosse un minimo di diligenza o che andrebbero conferiti nei cassonetti dell'immondizia, invece tanti cittadini poco attenti (e poco puliti) li gettano per strada, con gesti rituali e come se niente fosse. Questi rifiuti possono rappresentare un grave pericolo di incendio, i materiali plastici si prestano "volentieri" ai fenomeni incendiari e basta seguire la cronaca degli incendi che ogni estate contornano piccoli e grandi centri abitati per fare una breve valutazione del loro impatto sul clima e, di conseguenza, sulla nostra salute. Come se non bastasse, spesso le cicche delle sigarette, altra grande piaga dell'inquinimento lasciato dai fumatori, vengono scambiate per piccole prede da parte di svariati animali, venendo ingerite e causando sofferenze spesso letali per diversi rappresentanti della fauna. Pensate che non sia un problema per l'uomo? Bene, non vi dico quante volte nei parchi pubblici i miei figli e i loro amichetti si sono ritrovati a maneggiare e giocare con questi degradanti residui, scarti che molti non hanno l'accortezza di gettare nemmeno nei posaceneri. E avete mai visto nei tombini stradali, quelli che dovrebbero permettere alle acque piovane di defluire dalla sede stradale, quante cicche (come altra immondizia) ostruiscono il passaggio dell'acqua? Le nostre istituzioni non fanno abbastanza sulle tematiche ambientali e per il contrasto ai comportamenti scorretti, impegnate in altro genere di "lotte antinquinamento" ma poco attente agli effetti che un impatto culturale e civico potrebbe avere sull'arginamento del fenomeno e mentre la coscienza civica dorme, ritengo che sia giunto il momento per le grandi multinazionali di assumersi la responsabilità dei loro rifiuti. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le cicche di sigarette sono il rifiuto più disperso al mondo, con circa 4,5 trilioni di filtri di sigarette finiti nell'ambiente ogni anno. Queste rifiuti non si degradano facilmente e possono mettere in pericolo la vita marina se finiscono negli oceani oltre a degradare ogni ambiente in cui si accumulano.

Desidero che le aziende produttrici di sigarette e di derivati del tabacco partecipino attivamente alla salvaguardia dell'ambiente. Chiediamo l'obbligo per tutta l'industria e la filiera del tabacco dell'impiego di materiali biodegradabili, certificati e sostenibili. Dalla certificazione della carta del pacchetto delle sigarette all'utilizzo di bioplastiche per il confezionamento esterno, dalle cartine prodotte con carta da fonte sostenibili all'utilizzo di filtrini biodegradibili, per finire con fonti di materie prime (il tabacco) certificate per provenienza e libere dallo sfruttamento del suolo e dei lavoratori/produttori.

Possiamo e dobbiamo fare di più per proteggere il nostro pianeta e per rendere il futuro di tutti noi più sicuro.

Basta un piccolo gesto, firmate la petizione per esigere, tutti insieme, che le aziende del tabacco, multimilionarie, si assumano la responsabilità dei loro rifiuti e passino a materiali biodegradabili e sostenibili per la collettività.

Un altro mo(n)do è possibile!

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