CASE POPOLARI: la riforma che la Regione vuole fare affossa l'edilizia pubblica.


CASE POPOLARI: la riforma che la Regione vuole fare affossa l'edilizia pubblica.
Il problema
La presente petizione è promossa al fine di ottenere che il Consiglio Regionale non attui la proposta di legge della Giunta di riforma del Testo Unico dell’edilizia residenziale pubblica (legge regionale 27/2009)
perché
APRE AI PRIVATI LA GESTIONE DEGLI ALLOGGI
non si sa con quali regole, costi e requisiti di qualità del servizio,
trasferire ai privati la gestione non risolve i problemi di efficienza e di bilancio delle ALER
TAGLIA IL DIRITTO ALLA CASA POPOLARE DELLE PERSONE PIU`DISAGIATE
per garantire le entrate da canoni alle ALER si fissano limiti sulla quantità di alloggi assegnabili alle famiglie povere e si chiede ai Servizi Sociali di farsene carico
i canoni d’affitto verrebbero tolti dalla legge e trasferiti alla competenza esclusiva della Giunta al solo scopo di poterli aumentare più facilmente
RIDUCE LA DISPONIBILITA'DI ALLOGGI DA ASSEGNARE A CANONE SOCIALE
non si recuperano gli alloggi sfitti di Aler e Comuni ma si vogliono vendere o destinare a gestioni più redditizie 30.000 case popolari
in caso di sfratto esecutivo o altra grave emergenza ai Comuni non è più consentito anticipare l'assegnazione dell’alloggio, ma possono offrire solo soluzioni precarie
NON DA`GARANZIE SUL FINANZIAMENTO DELL’EDILIZIA PUBBLICA
NON SONO GARANTITE LE RISORSE:
per il buon funzionamento del servizio e un sufficiente sostegno alle famiglie in difficoltà su affitto e spese
per la manutenzione, il risparmio energetico, la riqualificazione dei quartieri degradati e per nuove case popolari
I sottoscritti chiedono al Consiglio Regionale che la proposta di legge del testo unico dell'ERP (L.R. 27/09) assuma i seguenti principi:
1 rilanciare un modello di servizio e di gestione pubblica delle case popolari, che tuteli i diritti di persone e famiglie in condizione di disagio, senza discriminazione nei criteri di accesso e nelle procedure di assegnazione.
2 garantire le risorse per il buon funzionamento del servizio dell'edilizia pubblica destinando ogni anno almeno l'1% del bilancio della Regione ad un fondo di finanziamento per la manutenzione, il risparmio energetico, il recupero del patrimonio degradato e per nuovi programmi di costruzione.
3 rendere sopportabili il canone e le spese con criteri fissati per legge:
* modulando e ribassando gli attuali affitti con un criterio di calcolo del costo convenzionale e del valore locativo che tenga meglio conto delle reali capacità economiche delle famiglie assegnatarie
* esentando le famiglie in condizioni di povertà estrema dal pagamento del
canone e delle spese attraverso l’istituzione di un fondo di solidarietà
specifico con adeguate risorse
*prevedendo il passaggio da alloggi a canone moderato o convenzionato
ad alloggi a canone sociale e comunque l'applicazione del canone sociale in caso di certificato peggioramento della condizione economica della famiglia
4 salvaguardare il patrimonio di edilizia pubblica, quale strumento per contrastare l'emergenza abitativa, rendendo disponile all'assegnazione a canone sociale tutti gli alloggi pubblici sfitti o sottratti per altre destinazioni, cessando la vendita delle case popolari e in ogni caso tutelando i diritti degli assegnatari, escludendo il ricorso alla mobilità forzata
5 restituire ruolo ai Comuni sulla programmazione e gestione dell'offerta abitativa pubblica e sociale:
* aumentando l’offerta di alloggi sociali anche attraverso norme urbanistiche che fissino obblighi non derogabili sulla destinazione delle aree o sulla cessione gratutita per l' edilizia pubblica, puntando prioritariamente al recupero del patrimonio edilizio e al riuso delle aree dismesse
* mantenendo responsabilità e competenza piena dei Comuni sulle
procedure relative alla formazione delle graduatorie e all’assegnazione degli alloggi pubblici
* consentendo il ricorso a procedure di emergenza per garantire priorità di assegnazione della casa popolare a chi ha urgente e più grave bisogno, istituendo Commissioni valutative con la presenza anche del sindacato, consentendo così ai Comuni di affrontare le morosità incolpevoli e il problema degli occupanti senza titolo
6 garantire la funzione sociale delle ALER e di tutti i gestori che operano o potranno operare nel nuovo sistema, assicurando il sostegno finanziario al risanamento delle ALER, tutelando i livelli occupazionali e la professionalità degli operatori dell’azienda, valorizzando la partecipazione e i servizi agli inquilini con particolare attenzione alla popolazione fragile e anziana

Il problema
La presente petizione è promossa al fine di ottenere che il Consiglio Regionale non attui la proposta di legge della Giunta di riforma del Testo Unico dell’edilizia residenziale pubblica (legge regionale 27/2009)
perché
APRE AI PRIVATI LA GESTIONE DEGLI ALLOGGI
non si sa con quali regole, costi e requisiti di qualità del servizio,
trasferire ai privati la gestione non risolve i problemi di efficienza e di bilancio delle ALER
TAGLIA IL DIRITTO ALLA CASA POPOLARE DELLE PERSONE PIU`DISAGIATE
per garantire le entrate da canoni alle ALER si fissano limiti sulla quantità di alloggi assegnabili alle famiglie povere e si chiede ai Servizi Sociali di farsene carico
i canoni d’affitto verrebbero tolti dalla legge e trasferiti alla competenza esclusiva della Giunta al solo scopo di poterli aumentare più facilmente
RIDUCE LA DISPONIBILITA'DI ALLOGGI DA ASSEGNARE A CANONE SOCIALE
non si recuperano gli alloggi sfitti di Aler e Comuni ma si vogliono vendere o destinare a gestioni più redditizie 30.000 case popolari
in caso di sfratto esecutivo o altra grave emergenza ai Comuni non è più consentito anticipare l'assegnazione dell’alloggio, ma possono offrire solo soluzioni precarie
NON DA`GARANZIE SUL FINANZIAMENTO DELL’EDILIZIA PUBBLICA
NON SONO GARANTITE LE RISORSE:
per il buon funzionamento del servizio e un sufficiente sostegno alle famiglie in difficoltà su affitto e spese
per la manutenzione, il risparmio energetico, la riqualificazione dei quartieri degradati e per nuove case popolari
I sottoscritti chiedono al Consiglio Regionale che la proposta di legge del testo unico dell'ERP (L.R. 27/09) assuma i seguenti principi:
1 rilanciare un modello di servizio e di gestione pubblica delle case popolari, che tuteli i diritti di persone e famiglie in condizione di disagio, senza discriminazione nei criteri di accesso e nelle procedure di assegnazione.
2 garantire le risorse per il buon funzionamento del servizio dell'edilizia pubblica destinando ogni anno almeno l'1% del bilancio della Regione ad un fondo di finanziamento per la manutenzione, il risparmio energetico, il recupero del patrimonio degradato e per nuovi programmi di costruzione.
3 rendere sopportabili il canone e le spese con criteri fissati per legge:
* modulando e ribassando gli attuali affitti con un criterio di calcolo del costo convenzionale e del valore locativo che tenga meglio conto delle reali capacità economiche delle famiglie assegnatarie
* esentando le famiglie in condizioni di povertà estrema dal pagamento del
canone e delle spese attraverso l’istituzione di un fondo di solidarietà
specifico con adeguate risorse
*prevedendo il passaggio da alloggi a canone moderato o convenzionato
ad alloggi a canone sociale e comunque l'applicazione del canone sociale in caso di certificato peggioramento della condizione economica della famiglia
4 salvaguardare il patrimonio di edilizia pubblica, quale strumento per contrastare l'emergenza abitativa, rendendo disponile all'assegnazione a canone sociale tutti gli alloggi pubblici sfitti o sottratti per altre destinazioni, cessando la vendita delle case popolari e in ogni caso tutelando i diritti degli assegnatari, escludendo il ricorso alla mobilità forzata
5 restituire ruolo ai Comuni sulla programmazione e gestione dell'offerta abitativa pubblica e sociale:
* aumentando l’offerta di alloggi sociali anche attraverso norme urbanistiche che fissino obblighi non derogabili sulla destinazione delle aree o sulla cessione gratutita per l' edilizia pubblica, puntando prioritariamente al recupero del patrimonio edilizio e al riuso delle aree dismesse
* mantenendo responsabilità e competenza piena dei Comuni sulle
procedure relative alla formazione delle graduatorie e all’assegnazione degli alloggi pubblici
* consentendo il ricorso a procedure di emergenza per garantire priorità di assegnazione della casa popolare a chi ha urgente e più grave bisogno, istituendo Commissioni valutative con la presenza anche del sindacato, consentendo così ai Comuni di affrontare le morosità incolpevoli e il problema degli occupanti senza titolo
6 garantire la funzione sociale delle ALER e di tutti i gestori che operano o potranno operare nel nuovo sistema, assicurando il sostegno finanziario al risanamento delle ALER, tutelando i livelli occupazionali e la professionalità degli operatori dell’azienda, valorizzando la partecipazione e i servizi agli inquilini con particolare attenzione alla popolazione fragile e anziana

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 18 marzo 2016