Cambio di denominazione Associazione Calcio Prato Spa

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LE MOTIVAZIONI DELLA RACCOLTA FIRME

La presente raccolta firme rappresenta l’ennesima protesta civile messa in atto dalla cittadinanza pratese contro la famiglia di imprenditori residenti a Bergamo(BG) che ha sequestrato la passione di una città intera per i propri colori e per la propria squadra di calcio.

Analizzando le caratteristiche sociali e societarie della società sportiva Associazione Calcio Prato SPA ci siamo accorti di diverse incongruenze con la realtà e con il diritto civile.

Tale società viene catalogata come “Società sportiva appartenente alla classe 41 volta alla promozione sociale, all’educazione, alla formazione e al divertimento, ad attività ricreative, sportive e culturali. Con i requisiti di onorabilità e serietà che la contraddistinguono”.

Oltre a ciò, ai sensi dell’art. 2082 c.c., le società sportive non hanno come oggetto sociale la produzione di beni ma bensì solo servizi di cui sopra associati al marchio stesso. Inoltre, un’ordinanza del Tribunale di Venezia del 05/03/1990, stabilisce come l’attività di una società calcistica abbia innegabilmente anche una natura di tipo commerciale ma rivolta (quasi esclusivamente se si parla delle serie minori) non al generico pubblico dei consumatori ma bensì ai soli supporters della squadra e ai cittadini che suddetta squadra rappresenta e\o di cui porta il nome. Nel nostro caso specifico inoltre, abbiamo l’ulteriore particolarità per cui nel marchio della società (Associazione Calcio Prato SPA) compare esattamente e senza variazioni o modifiche anche il nome geografico della città (cosa che non accade per es. con il Milan, con l’Atalanta, l’Inter o rimanendo in Toscana con Pistoiese, Fiorentina, Carrarese, Massese, Lucchese ecc..) legando quindi, senza possibilità di fraintendimenti, la società con la città stessa.

In tal modo quindi i “consumatori” a cui il marchio si riferisce sono si i supporters ma anche tutti i residenti nella città di Prato, compresi, anche se sembra assurdo, coloro i quali non hanno il minimo interesse per il gioco del calcio.

Arrivando al dunque quindi, il marchio “Associazione Calcio Prato SPA”, ha una natura prettamente commerciale con gli obbiettivi di cui sopra, da perseguire avendo come consumatori l’intera popolazione della città di Prato.

Nel caso specifico si configura quindi l’uso scorretto a fine commerciali di tale marchio (come da Art.51 paragrafo 1 del c.c.) poiché nessuna delle attività specificate nello statuto (e nelle registrazione del marchio stesso) viene esercitata e\o perseguita.

Nel dettaglio:

Attività di educazione e formazione: Sono cessate in data 15/09 con lo scioglimento di tutto il settore giovanile, staff compreso, mantenendo solo la formazione Beretti necessaria per la partecipazione al campionato di serie D. Inoltre si registrano operazioni di mancato svincolo dei ragazzi del settore giovanile con richieste di cifre fuori mercato (5000€ per il prestito, 15000€ per lo svincolo) per vedersi restituito il cartellino.

Attività di divertimento: Non abbiamo, a memoria, ricordanze di attività in tal senso organizzate dalla società sportiva Associazione Calcio Prato, né in favore dei propri tesserati, né in favore dei supporters, né in favore della cittadinanza.

Attività ricreative, culturali e di promozione sociale: Forse l’aspetto più evidente. La media spettatori degli ultimi 17 anni è di 795 persone su una città che conta ormai quasi 240.000 residenti. Innegabile la spaccatura con la città, con l’assenza totale di seguito sportivo che si limita esclusivamente ai parenti dei calciatori impiegati. Nessun accordo di sponsorizzazione per la stagione in corso, quando una qualsiasi squadra dilettantistica di medio livello e di bassa categoria ne ha almeno una decina. Nessun rapporto con le istituzioni. Nessun rapporto con la stampa e le testate giornalistiche tranne con quelle che, direttamente o indirettamente, appoggiano l’operato della società (TvPrato in primis ma anche qualche giornalista della Nazione e del Tirreno). Nessuna intervista, nessuna attività di promozione sociale, nessuna iniziativa commerciale e\o di beneficenza, inesistente utilizzo dei social media e canali affini. Nessun merchandising, nessun tipo di rapporto con la tifoseria organizzata e non, nessuna organizzazione di trasferte, biglietteria e supporto al tifoso. Atteggiamenti volutamente provocatori e arroganti, dichiarazioni dispregiative verso la città ed il suo tessuto sociale e imprenditoriale. Gestione degli impianti sportivi (fino all’estate 2018) imbarazzante, con lo Stadio Comunale Lungobisenzio lasciato all’incuria del tempo e senza nessun tipo di intervento migliorativo pianificato (tranne quelli disposti dal Comune che ne è proprietario legittimo). Nessun tipo di centro sportivo, con i calciatori (giovani e non) costretti a spostarsi (a proprie spese) su vari campi anche fuori provincia per effettuare le normali sedute di allenamento. Nessun rapporto con le società del territorio, che molto spesso si trovano ad intavolare collaborazione con società professionistiche esterne alla città per mancanza di dialogo e coesione. Mancanza totale di ambizione sportiva, di programmazione e di progetto tecnico dal almeno 17 anni ad oggi.

Onorabilità: Come è noto dagli atti giudiziari e dai procedimenti ancora in corso, tutta la sfera dirigenziale (Presidente, Consigliere di amministrazione, Segretario, Direttore sportivo) della società sportiva “Associazione Calcio Prato SPA”  risulta condannata e\o indagata per i seguenti reati penali: omicidio colposo, immigrazione clandestina, vilipendio alle istituzioni, falso d’ufficio, tentata truffa, occupazione indebita di immobile pubblico.

Per quanto riguarda il lato sportivo invece risultano i seguenti procedimenti pendenti: Squalifica e inibizione di 20 mesi per il Presidente per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tentata combine, squalifica e inibizione di 3 mesi per il Segretario per mancata denuncia e tentata combine, condanna passata in giudicato con inibizione di 6 mesi e multa di 30.000€ per il Direttore Sportivo per tentata combine e omessa denuncia per partite del 2014,2015 e 2016.

 

Per tutta questa serie di motivi SIAMO A RICHIEDERE:

L’immediata sospensione dell’utilizzo del nome PRATO all’interno del marchio della società per EVIDENTI e GRAVI illeciti nel suo utilizzo, che comportano ENORMI danni di immagine e reputazionali non solo per i tifosi ma per tutta la città che tale società vorrebbe, impropriamente, rappresentare nei campionati calcistici italiani.

Chiediamo la sostituzione con elementi più rappresentativi e che non costituiscono illecito verso la città, ad esempio “Associazione Calcio Toccafondese” o “Associazione Calcio Koinè”.

Questa raccolta firme ha lo scopo di informare, chi ancora non se ne fosse accorto, che una Famiglia di Imprenditori residenti a Bergamo (BG) utilizza in maniera ILLECITA il nome PRATO per perseguire obbiettivi relativi al lucro e al guadagno personale, che niente hanno a che vedere con gli scopi di una società sportiva legata al territorio. Come tifosi e, soprattutto, come cittadini Pratesi non possiamo accettare ulteriormente di vedere il nostro nome utilizzato per scopi e affari privati, molto spesso anche fuori dalla legalità.

E’ il momento di dimostrare in modo civile e unitario il nostro sdegno verso questa situazione che, non può e non deve, proseguire ulteriormente. Una volta terminata la raccolta firme, che cercheremo di diffondere il più possibile anche tramite una petizione online, ci riserviamo ogni attività a tutela della nostra Città e del suo glorioso nome, compresa un’eventuale “richiesta di annullamento del marchio registrato per utilizzo indebito” da presentare all’EUIPO (Ufficio Unione Europea per la Proprietà intellettuale) e conseguente comunicazione a tutti gli organi competenti (FIGC, Campionato Nazionale Dilettanti, AIC ecc..) che riteniamo debbano essere messi a conoscenza della questione.

FIRMA ANCHE TU A DIFESA DEL NOME DELLA NOSTRA CITTA!

 



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