BALME E’ IN PERICOLO! FERMIAMO L’IMPIANTO IDROELETTRICO SULLA STURA!

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Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Il gruppo consigliare della Minoranza di Balme, che rappresenta una buona parte di cittadini balmesi, ha portato a conoscenza un progetto che potrebbe stravolgere pesantemente il territorio. Di cosa si tratta?

A Balme sta per prendere forma un investimento da 20 milioni di euro (come dichiarato dal primo cittadino al quotidiano La Stampa), presentato come un progetto “green”. Ma a quale prezzo? E a Balme cosa resterà? Le briciole.

Un progetto da 20 milioni di euro, della società Alpen 2.0, per la realizzazione di una centrale idroelettrica che lavorerà solo 160 giorni/anno e che farà risparmiare l’irrisoria percentuale dello 0,0007% di CO2 (2500 tonnellate) a livello nazionale (360 milioni di tonnellate prodotte) ma che comporterà:

Ø  quasi due anni di un cantiere che stravolgerà il territorio, con pesanti disagi alla viabilità e al luogo, senza contare le ricadute negative sul turismo e sulla fruizione dei luoghi;

Ø  pesanti modifiche del paesaggio, con balconate sostenute da pali e tiranti in acciaio e legno per far passare le condotte forzate sul versante dove non è possibile l’interro; alla faccia del millantato “impatto zero” il progetto stesso parla solo di “volontà di incidere il meno possibile” sul versante, dove il “meno possibile” non è quantificato e quantificabile ma di certo non è un “impatto zero”;

Ø  più di 11000 m3 di terra movimentati con scavi fino a 9 metri di profondità e potenziale presenza di amianto;

Ø  Riduzione della portata torrentizia nel tratto tra il punto di presa e il punto di rilascio;

Ø  Ripercussioni sulla flora (compreso il taglio di alberi) e sulla fauna, soprattutto ittica;

Numerosi studi di autorevoli Enti, come Università o associazioni ambientaliste (Legambiente) facilmente verificabili in rete, hanno dimostrato come il mini idroelettrico offra un contributo definito "trascurabile" in termini di fabbisogno di energia ed emissioni di CO2. Oltre alla perdita di biodiversità, alle modifiche geomorfologiche dei fiumi e alle alterazioni della qualità dell'acqua causate da questi impianti.

Ma cosa otterrebbe Balme in cambio?

Secondo quanto dichiarato, al Comune resteranno:

Ø  2500 euro/anno di importo annuo forfettario;

Ø  il 3% dei proventi derivanti dalla produzione di energia: ovvero circa 30000 euro all’anno, e tutto il resto al soggetto proponente, la Alpen 2.0. Quindi la parte destinata alla Comunità sarà davvero minima rispetto ai benefici economici dell’investimento. Ma c’è di più. Il 3% verrebbe gestito da una Fondazione, dai contorni non ancora ben definiti e con la presenza di membri di Alpen 2.0 (come dichiarato dal Sindaco nel Verbale del Consiglio Comunale del 27/04/26) e dove i pur legittimi “rimborsi delle spese sostenute, purché effettivamente pertinenti e documentate” (come si legge nella bozza) potrebbero ulteriormente decurtare i 30000 euro;

Ø  la creazione di un servizio igienico pubblico (!);

Ø  impostazione della centrale di produzione con accessibilità pubblica tipo “visitor center” (!!);

Ø  rinaturazione del corso d’acqua nel tratto sotteso dal nuovo impianto (alla faccia dell’impatto zero) (!!!);

Ø  valorizzazione paesaggistico-sociale, in chiave sentieristica-escursionistica, del tratto iniziale della condotta, quale percorso pedonale per l’osservazione dell’opera di presa dell’impianto e dell’ambiente fluviale circostante, e complessivamente, anche con riferimento a elementi significativi dal punto di vista storico, lungo l’intero tracciato e le aree interessati dalla realizzazione dell’impianto (la valorizzazione ambientale è andare ad osservare un’opera di presa) (!!!!);

Ø  fornitura e posa, lungo il percorso della condotta, di cavidotto a disposizione del Comune per futura eventuale installazione di cavi di utilità pubblica.

E noi aggiungiamo una modifica e compromissione del paesaggio e dell'ambiente

Il territorio di Balme, luogo iconico e stupendo, merita rispetto e non può essere sacrificato per un’operazione che porterà i maggiori benefici altrove. Al Pian della Mussa nacque nel 1927 il famosissimo canto “La Montanara” e ancora oggi tutti noi vorremmo ancora godere dei “boschi e valli d'or” e dei “rivi d'argento”.

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DICIAMO INSIEME NO ALLA CENTRALE DI BALME. DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO.

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