

Apriamo un tavolo di confronto per una transizione energetica davvero sostenibile


Apriamo un tavolo di confronto per una transizione energetica davvero sostenibile
Il problema
Siamo cittadini, famiglie, agricoltori e residenti che hanno scelto di vivere e lavorare nelle campagne di Zerbio di Caorso, un territorio che da generazioni custodiamo e valorizziamo.
Siamo favorevoli alle energie rinnovabili e riconosciamo l'importanza strategica dei sistemi di accumulo per accompagnare la transizione energetica del nostro Paese. Tuttavia, crediamo che tale transizione, per essere realmente sostenibile, non possa prescindere dalla tutela delle persone, delle famiglie, delle attività economiche e dei territori interessati.
Il progetto dell'impianto di accumulo elettrochimico (BESS), previsto a ridosso dell'abitato di Zerbio, a circa 50 metri dall'abitazione più vicina, a 20 metri dal sito Natura 2000 "Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio" e su 9 ettari di terreno ad alta produttività agricola, suscita forti preoccupazioni per la vicinanza alle abitazioni, per l'impatto sul contesto rurale e per le possibili ricadute sulla qualità della vita della comunità locale.
L’inaccessibilità alle informazioni sul progetto, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso la piattaforma PERMITTING esclude la partecipazione democratica e l’apporto di contributi tecnico-scientifici utili al progetto stesso. Niente è detto degli effetti cumulativi e delle interazioni e delle ricadute sulle persone, sulle famiglie e sulle imprese che popolano ed operano nella zona.
Siamo convinti che esista una soluzione in grado di coniugare sviluppo energetico e rispetto delle comunità locali. Per questo non cerchiamo uno scontro, ma un confronto
CHIEDIAMO
-l'apertura immediata di un tavolo di confronto tra REC 002, in qualità di proponente, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ARPAE-Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Piacenza, il Comune di Caorso, gli enti competenti, le organizzazioni agricole e i rappresentanti
-una concreta valutazione delle aree alternative presenti nelle vicinanze (almeno 2 sul territorio), che risultano maggiormente compatibili con i criteri di idoneità previsti dal D.Lgs. 190/2024
-una pianificazione capace di conciliare gli obiettivi della transizione energetica con la tutela delle persone e delle peculiarità del territorio, nonché processi decisionali realmente trasparenti e partecipati.
Firmiamo questa petizione perché le alternative esistono e, sebbene richiedano un maggiore impegno da parte dei decisori, rappresentano l'occasione per dimostrare che la politica sa mettere al centro i cittadini, la tutela del territorio e l'interesse delle future generazioni.
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Il problema
Siamo cittadini, famiglie, agricoltori e residenti che hanno scelto di vivere e lavorare nelle campagne di Zerbio di Caorso, un territorio che da generazioni custodiamo e valorizziamo.
Siamo favorevoli alle energie rinnovabili e riconosciamo l'importanza strategica dei sistemi di accumulo per accompagnare la transizione energetica del nostro Paese. Tuttavia, crediamo che tale transizione, per essere realmente sostenibile, non possa prescindere dalla tutela delle persone, delle famiglie, delle attività economiche e dei territori interessati.
Il progetto dell'impianto di accumulo elettrochimico (BESS), previsto a ridosso dell'abitato di Zerbio, a circa 50 metri dall'abitazione più vicina, a 20 metri dal sito Natura 2000 "Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio" e su 9 ettari di terreno ad alta produttività agricola, suscita forti preoccupazioni per la vicinanza alle abitazioni, per l'impatto sul contesto rurale e per le possibili ricadute sulla qualità della vita della comunità locale.
L’inaccessibilità alle informazioni sul progetto, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso la piattaforma PERMITTING esclude la partecipazione democratica e l’apporto di contributi tecnico-scientifici utili al progetto stesso. Niente è detto degli effetti cumulativi e delle interazioni e delle ricadute sulle persone, sulle famiglie e sulle imprese che popolano ed operano nella zona.
Siamo convinti che esista una soluzione in grado di coniugare sviluppo energetico e rispetto delle comunità locali. Per questo non cerchiamo uno scontro, ma un confronto
CHIEDIAMO
-l'apertura immediata di un tavolo di confronto tra REC 002, in qualità di proponente, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ARPAE-Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Piacenza, il Comune di Caorso, gli enti competenti, le organizzazioni agricole e i rappresentanti
-una concreta valutazione delle aree alternative presenti nelle vicinanze (almeno 2 sul territorio), che risultano maggiormente compatibili con i criteri di idoneità previsti dal D.Lgs. 190/2024
-una pianificazione capace di conciliare gli obiettivi della transizione energetica con la tutela delle persone e delle peculiarità del territorio, nonché processi decisionali realmente trasparenti e partecipati.
Firmiamo questa petizione perché le alternative esistono e, sebbene richiedano un maggiore impegno da parte dei decisori, rappresentano l'occasione per dimostrare che la politica sa mettere al centro i cittadini, la tutela del territorio e l'interesse delle future generazioni.
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Petizione creata in data 16 giugno 2026