

Annullare le due PAS per impianti fotovoltaici a Ca’ di Nardo-Montepetra


Annullare le due PAS per impianti fotovoltaici a Ca’ di Nardo-Montepetra
Il problema
Nella valle del Savio, frazione Ca' di Nardo-Montepetra del comune di Sogliano al Rubicone, un'area che abbiamo sempre ritenuto una riserva verde e fertile, ci troviamo di fronte a una situazione di estremo impatto senza essere stati adeguatamente informati. Siamo venuti a conoscenza dell'avvenuta approvazione (avvenuta a fine novembre 2025) di due progetti per impianti fotovoltaici a terra proprio sotto il borgo di Ca' di Nardo; totalizzano oltre 1,5 MW di potenza su terreni agricoli. Ciò rappresenta consumo di suolo fertile in una bellissima area che può essere ancora produttiva. Un fenomeno che contrasta nettamente con la nostra visione di sviluppo sostenibile e rispetto del territorio agricolo.
Nonostante le nostre perplessità, rimaste inascoltate, emerge che questi progetti potrebbero sorgere in un'area dichiarata non idonea dalla normativa più recente. Siamo venuti a conoscenza anche che l' impianto è stato suddiviso in lotti più piccoli allo scopo di sfruttare la Procedura Amministrativa Semplificata (PAS), eludendo così l'autorizzazione unica regionale.
Noi cittadini che ci opponiamo a questi due impianti fotovoltaici a terra a Ca' di Nardo-Montepetra non siamo contrari alle energie rinnovabili. Siamo invece stanchi di essere etichettati come "oppositori della transizione energetica" o "nemici del Green Deal". È una narrazione falsa.
Chi sono i veri oppositori?
I promotori privati che speculano sul territorio
Ci sono aziende che installano fotovoltaico a terra su terreni agricoli non perché sia la soluzione più efficiente, ma perché è la più veloce e redditizia, grazie a incentivi pubblici e procedure semplificate. Una volta ottenuti gli incentivi (Conto Energia o meccanismi attuali), alcuni di questi impianti vengono semi-abbandonati: manutenzione al minimo, inerzia crescente, ricadute locali nulle se non il canone d'affitto per il proprietario del terreno (nel nostro caso il proprietario del terreno non risiede nel Comune di Sogliano). La produzione di energia diventa secondaria rispetto alla rendita finanziaria. Questi sì che sono oppositori di una transizione seria e duratura.
La politica che manca di trasparenza e alternative
Quando un Comune o una Regione approvano PAS frazionate senza informare la comunità, quando modificano strade vicinali senza consultare i frontisti, quando ignorano le proprie stesse leggi sul consumo di suolo (l'Emilia-Romagna è maglia nera ISPRA 2024), allora la politica diventa complice di un modello sbagliato. E non offrono alternative: perché non si incentivano con la stessa energia i pannelli sui tetti dei capannoni, sui parcheggi, nelle aree industriali dismesse? Perché non si obbliga chi vuole costruire a terra a dimostrare prima che non c'è spazio su superfici già urbanizzate?
La nostra richiesta è chiara: chiediamo l'annullamento delle due PAS per gli impianti fotovoltaici a Ca’ di Nardo-Montepetra, perché sono a nostro avviso illegittimi e non portano beneficio alla comunità locale. È essenziale proteggere il nostro suolo fertile e garantire che qualsiasi nuovo progetto venga comunicato e condiviso con la comunità, nel rispetto delle normative e dei valori territoriali.
Vi invitiamo a firmare questa petizione per dare voce alla nostra comunità e opporci a progetti che minacciano il nostro ambiente in nome di una pretesa sostenibilità'. Vogliamo invertire la tendenza; chi pensa che la montagna si ripopoli e diventi più attrattiva perché vi si costruiscono impianti fotovoltaici a terra non è adatto ad amministrare questo bellissimo territorio.
Firma la petizione per sostenere la nostra causa e preservare il nostro territorio.

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Il problema
Nella valle del Savio, frazione Ca' di Nardo-Montepetra del comune di Sogliano al Rubicone, un'area che abbiamo sempre ritenuto una riserva verde e fertile, ci troviamo di fronte a una situazione di estremo impatto senza essere stati adeguatamente informati. Siamo venuti a conoscenza dell'avvenuta approvazione (avvenuta a fine novembre 2025) di due progetti per impianti fotovoltaici a terra proprio sotto il borgo di Ca' di Nardo; totalizzano oltre 1,5 MW di potenza su terreni agricoli. Ciò rappresenta consumo di suolo fertile in una bellissima area che può essere ancora produttiva. Un fenomeno che contrasta nettamente con la nostra visione di sviluppo sostenibile e rispetto del territorio agricolo.
Nonostante le nostre perplessità, rimaste inascoltate, emerge che questi progetti potrebbero sorgere in un'area dichiarata non idonea dalla normativa più recente. Siamo venuti a conoscenza anche che l' impianto è stato suddiviso in lotti più piccoli allo scopo di sfruttare la Procedura Amministrativa Semplificata (PAS), eludendo così l'autorizzazione unica regionale.
Noi cittadini che ci opponiamo a questi due impianti fotovoltaici a terra a Ca' di Nardo-Montepetra non siamo contrari alle energie rinnovabili. Siamo invece stanchi di essere etichettati come "oppositori della transizione energetica" o "nemici del Green Deal". È una narrazione falsa.
Chi sono i veri oppositori?
I promotori privati che speculano sul territorio
Ci sono aziende che installano fotovoltaico a terra su terreni agricoli non perché sia la soluzione più efficiente, ma perché è la più veloce e redditizia, grazie a incentivi pubblici e procedure semplificate. Una volta ottenuti gli incentivi (Conto Energia o meccanismi attuali), alcuni di questi impianti vengono semi-abbandonati: manutenzione al minimo, inerzia crescente, ricadute locali nulle se non il canone d'affitto per il proprietario del terreno (nel nostro caso il proprietario del terreno non risiede nel Comune di Sogliano). La produzione di energia diventa secondaria rispetto alla rendita finanziaria. Questi sì che sono oppositori di una transizione seria e duratura.
La politica che manca di trasparenza e alternative
Quando un Comune o una Regione approvano PAS frazionate senza informare la comunità, quando modificano strade vicinali senza consultare i frontisti, quando ignorano le proprie stesse leggi sul consumo di suolo (l'Emilia-Romagna è maglia nera ISPRA 2024), allora la politica diventa complice di un modello sbagliato. E non offrono alternative: perché non si incentivano con la stessa energia i pannelli sui tetti dei capannoni, sui parcheggi, nelle aree industriali dismesse? Perché non si obbliga chi vuole costruire a terra a dimostrare prima che non c'è spazio su superfici già urbanizzate?
La nostra richiesta è chiara: chiediamo l'annullamento delle due PAS per gli impianti fotovoltaici a Ca’ di Nardo-Montepetra, perché sono a nostro avviso illegittimi e non portano beneficio alla comunità locale. È essenziale proteggere il nostro suolo fertile e garantire che qualsiasi nuovo progetto venga comunicato e condiviso con la comunità, nel rispetto delle normative e dei valori territoriali.
Vi invitiamo a firmare questa petizione per dare voce alla nostra comunità e opporci a progetti che minacciano il nostro ambiente in nome di una pretesa sostenibilità'. Vogliamo invertire la tendenza; chi pensa che la montagna si ripopoli e diventi più attrattiva perché vi si costruiscono impianti fotovoltaici a terra non è adatto ad amministrare questo bellissimo territorio.
Firma la petizione per sostenere la nostra causa e preservare il nostro territorio.

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Petizione creata in data 1 maggio 2026