

Combattiamo il riciclaggio con l’atteso decreto del ministero della giustizia
Il problema
Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri
Egregio Ministro
se vogliamo dare un senso concreto alle dichiarazioni di guerra al riciclaggio, occorre provarlo anche con misure normative da tempo attese. Da tempo, ossia dall’entrata in vigore dell’efficacia del Regolamento Europeo sui Dati Personali, cd GDPR.
i destinatari degli adempimenti di adeguata verifica anti riciclaggio si trovano oggi impossibilitati a trattare (pena la violazione al Regolamento e con le conseguenze del caso) i dati personali attinenti le condanne penali e i reati commessi dai soggetti nei cui confronti gli operatori economici agiscono quali “prima linea di difesa” nella lotta contro questo odiato reato.
Come correttamente affermato da Federprivacy, ”il trattamento di informazioni relative a condanne e reati è un'esigenza delle imprese, ma il mondo economico è ancora in attesa del decreto ministeriale previsto dalle modifiche del 2018 al Codice della privacy, successive all'inizio di efficacia del regolamento Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679 (Gdpr). Eppure, prima del 2018, nel vecchio regime, la situazione aveva un suo equilibrio basato su una autorizzazione generale del Garante della privacy (la n. 7). Con l'avvento del Gdpr le autorizzazioni generali, tra cui la n. 7, sono state eliminate come fonti del diritto in materia di privacy…” e pertanto non sono più oggetto di trattamento tali tipologie di dati,!rendendo del tutto impraticabile la segnalazione di operazioni sospette alla autorità di supervisione.
Vi chiedo di non attendere ancora oltre, spettabili Presidente e Ministro, e di dare un segnale normativo forte al mondo economico., emanando un decreto che i destinatari del D.Lgs. 231/2007 e smi attendono da maggio 2018.
Con osservanza
Fabrizio Ancona

Il problema
Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri
Egregio Ministro
se vogliamo dare un senso concreto alle dichiarazioni di guerra al riciclaggio, occorre provarlo anche con misure normative da tempo attese. Da tempo, ossia dall’entrata in vigore dell’efficacia del Regolamento Europeo sui Dati Personali, cd GDPR.
i destinatari degli adempimenti di adeguata verifica anti riciclaggio si trovano oggi impossibilitati a trattare (pena la violazione al Regolamento e con le conseguenze del caso) i dati personali attinenti le condanne penali e i reati commessi dai soggetti nei cui confronti gli operatori economici agiscono quali “prima linea di difesa” nella lotta contro questo odiato reato.
Come correttamente affermato da Federprivacy, ”il trattamento di informazioni relative a condanne e reati è un'esigenza delle imprese, ma il mondo economico è ancora in attesa del decreto ministeriale previsto dalle modifiche del 2018 al Codice della privacy, successive all'inizio di efficacia del regolamento Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679 (Gdpr). Eppure, prima del 2018, nel vecchio regime, la situazione aveva un suo equilibrio basato su una autorizzazione generale del Garante della privacy (la n. 7). Con l'avvento del Gdpr le autorizzazioni generali, tra cui la n. 7, sono state eliminate come fonti del diritto in materia di privacy…” e pertanto non sono più oggetto di trattamento tali tipologie di dati,!rendendo del tutto impraticabile la segnalazione di operazioni sospette alla autorità di supervisione.
Vi chiedo di non attendere ancora oltre, spettabili Presidente e Ministro, e di dare un segnale normativo forte al mondo economico., emanando un decreto che i destinatari del D.Lgs. 231/2007 e smi attendono da maggio 2018.
Con osservanza
Fabrizio Ancona

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Petizione creata in data 18 giugno 2020