Petition updateAiutami a salvare la SCUOLA dal BURNOUT e dal MOBBING! Proposta di leggeIl burnout non è (riconosciuta) una malattia, è un problema sociale. Facciamo chiarezza.
Teresa Roberta RussoBologna, Italy
Aug 1, 2025

La parola BURNOUT viene dall’inglese e significa letteralmente “bruciato”, “esaurito”. Un tempo si diceva “sono stressato” o “sono depresso”. Oggi, per essere più “alla moda”, si sente dire: “sono in burnout”. In realtà, in italiano il termine descrive uno “stress cronico legato al lavoro” o “sindrome da esaurimento professionale”. 

Tale premessa deve chiarire un fraintendimento demagogico e populista: chi soffre di burnout NON è un malato psichiatrico.

In Italia il burnout non ha ancora un riconoscimento giuridico specifico, il medico non può indicarlo come diagnosi ufficiale. Per questo, sul certificato medico vengono riportate diagnosi cliniche “equivalenti” che descrivono i sintomi, come:
- Disturbo d’ansia generalizzato
- Stati ansioso-depressivi
- Disturbi dell’adattamento
- Disturbi da stress post-traumatico (nei casi più estremi)
- Attacchi di panico

Queste diagnosi non significano necessariamente depressione cronica o malattia psichiatrica: sono la traduzione clinica di una condizione lavorativa di forte stress, che oggi rientrerebbe sotto l’ombrello del burnout. Pertanto non esiste un percorso standard di cura e spesso chi ne soffre resta senza adeguato sostegno.

 

▪️Si può certificare il burnout?

Se non è una malattia ufficialmente riconosciuta in Italia, quindi non può essere certificata. A tutt’oggi si sono avviate delle misure per il riconoscimento, ma non per la certificazione: 

- L’INAIL lo riconosce già in alcuni casi come malattia professionale, soprattutto per docenti, operatori sanitari e assistenti socio-sanitari.

- L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo classifica come sindrome legata al lavoro, con criteri diagnostici precisi.

La prevenzione nelle scuole è però spesso ignorata. Si compilano moduli, ma mancano dati ufficiali ministeriali e interventi concreti.  Il burnout non è una moda passeggera: è un problema reale, riconosciuto a livello internazionale, ma troppo spesso sottovalutato in Italia.

 

▪️Si può ottenere il riconoscimento?

Sì, solo quando tutti gli 860 mila docenti faranno “rumore”. E in che modo?

🔹Quando convertiranno in Legge “la proposta di legge sul riconoscimento del burnout dei docenti” depositata il 16/07/2025 dai tre promotori che tutelano a tutto tondo, in sei istanze, gli insegnanti. 

🔹Quando gli insegnanti impareranno a dire: “preferirei di no” a tutte le ore aggiuntive che i dirigenti scolastici continuano a imporci;

🔹Quando l’esercito dei docenti si presenteranno in massa a Montecitorio a chiedere l’abrogazione della legge 107/15;

🔹Quando tutta la categoria docente non si farà condizionare e intimorire da ritorsioni psicologiche, e lotterà per la tutela psicofisica e professionale. 

Questo è l’OBIETTIVO dei promotori della “proposta di legge contro il burnout dei docenti”: 

<<FACCIAMO RUMORE per far capire all’opinione pubblica e alla nostra classe politica che la scuola non può reggersi su insegnanti usurati, ma su insegnanti tutelati. FACCIAMO RUMORE perché la scuola e chi ci lavora meritano rispetto e tutela. FACCIAMO RUMORE perché il BURNOUT VA PREVENUTO, NON CURATO.>>

Questo è l’obiettivo che deve essere di tutta la categoria docente: unita, forte, compatta perché il burnout è un problema lavorativo serio, da affrontare con politiche concrete di prevenzione e tutela.

I promotori 

Comitato Docenti - contro il Burnout 

 

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