Petition updateAiutami a salvare la SCUOLA dal BURNOUT e dal MOBBING! Proposta di leggePerché firmare la petizione “Salva la scuola dal burnout”?
Teresa Roberta RussoBologna, Italy
Jul 28, 2025

Firmare la petizione contro il BURNOUT è importante perché riguarda sia la tutela dei singoli lavoratori sia un impatto più ampio a livello sociale e istituzionale. Una firma non è solo un gesto simbolico: più firme ci sono, più la voce diventa forte agli occhi delle istituzioni. Firmare significa dire “non è un problema individuale, ma collettivo” e che richiede risposte strutturali, come:

 

1⃣ Dare forza e visibilità al problema

Una firma è un segnale concreto che il burnout non è un problema isolato, ma diffuso. 
🔹Più firme ci sono, più è difficile per le istituzioni ignorare la questione.

2⃣ Creare pressione politica

Le petizioni sono uno strumento democratico per chiedere azioni concrete, come nuove leggi, fondi per la prevenzione o percorsi di supporto psicologico. 
🔹Aumentano la probabilità che il tema venga discusso in Parlamento o nelle sedi istituzionali competenti.

3⃣ Promuovere diritti e tutele

In molti Paesi europei il burnout è già riconosciuto come malattia professionale: firmare significa avvicinare anche l’Italia a questo standard.
🔹Può aprire la strada a congedi specifici, percorsi di riabilitazione e protezione della carriera.

4⃣ Difendere la salute e la qualità del lavoro

Combattere il burnout significa proteggere non solo chi è già colpito, ma anche prevenire casi futuri. Un ambiente di lavoro più sano migliora il benessere, riduce assenteismo e turnover, e aumenta la qualità dei servizi (ad esempio nella scuola). Far riconoscere ufficialmente il BURNOUT significa dire che non è solo “stanchezza” o “stress”: è una sindrome riconosciuta dall’OMS, ma in Italia spesso non viene considerata adeguatamente nei contesti lavorativi.
🔹Una petizione contribuisce a far emergere il problema e a chiedere misure concrete.

5⃣ Unire le voci dei lavoratori

La petizione è un atto collettivo: mostra che non si tratta di problemi individuali da affrontare in silenzio, ma di una condizione condivisa che richiede risposte collettive. Senza riconoscimento e interventi, molti lavoratori (docenti, sanitari, operatori sociali, ecc.) continuano a lavorare in condizioni che mettono a rischio la salute fisica e mentale.
🔹La petizione può spingere per prevenzione, supporto psicologico, riduzione dei carichi e ambienti di lavoro più sani.

6⃣ Prevenzione di conseguenze gravi

Il burnout non trattato può portare a depressione, ansia, assenze prolungate e, nei casi più gravi, abbandono del lavoro o invalidità.
🔹Agire prima riduce i rischi personali e i costi per la società.

7⃣Miglioramento delle condizioni di lavoro

Un sistema che ignora il burnout diventa meno sostenibile: aumenta il turnover, si abbassa la qualità dei servizi e si creano costi sociali più alti.
🔹La petizione è un modo per chiedere investimenti in formazione, risorse e organizzazione più equilibrata.

 

✅Firmare la petizione “Salva la Scuola dal Burnout” significa:

🔹È DARE VOCE al malessere di 860.000 insegnanti a tempo indeterminato di ogni ordine e grado, spesso lasciati soli di fronte a un carico emotivo e professionale insostenibile.

🔹SOSTENERE i tre promotori, Teresa R. Russo, Paolo Santaniello e Ubaldo Croce che il 16 luglio 2025 hanno presentato e discusso nella VII Commissione Cultura a Montecitorio la proposta di legge contro il burnout dei docenti. Un ampio sostegno oggi renderà i promotori più rappresentativi e autorevoli a settembre, quando con molta probabilità saranno interpellati per la creazione di un’interrogazione parlamentare.

🔹È offrire l’OPPORTUNITÀ ai tre promotori di avviare iniziative “Salva Scuola”, attraverso l’Associazione Docenti Uniti contro il Burnout, che fornisce assistenza legale e supporto psicologico gratuiti.

🔹É far riconoscere alle POLITICHE INTERNAZIONALI che la qualità del lavoro dipende dal benessere di chi lo svolge: un insegnante produttivo, motivato e appassionato non è quello spremuto fino all’esaurimento, ma quello sostenuto e valorizzato.

🔹Far riconoscere il Burnout in ITALIA, come già avviene in altri Paesi europei, significa chiedere alla CLASSE POLITICA di trasformarlo in Legge che:

  • Tuteli lo stato psicologico del lavoratore, prevenendo stress e sovraccarico.
  • Restituisca tempo per le relazioni personali, migliorando equilibrio tra vita privata e lavoro.
  • Crei nuove opportunità occupazionali, distribuendo meglio i carichi di lavoro.
  • Avvii politiche previdenziali e di cura, con sostegni concreti per chi è colpito.
  • Salvaguardi la salute, evitando ore lavorative aggiuntive oltre quelle previste dal CCNL.
  • Riconosce il Burnout degli insegnanti in Italia è un apripista virtuoso per le tante altre professioni.
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