Petition updateAiutami a salvare la SCUOLA dal BURNOUT e dal MOBBING! Proposta di leggeBURNOUT a confronto: Italia e Paesi Europei.
Teresa Roberta RussoBologna, Italy
Jul 28, 2025

Il BURNOUT è riconosciuto in diversi Paesi europei perché è stato ormai dimostrato, da numerosi studi scientifici e osservazioni istituzionali, che rappresenta un problema reale e diffuso che incide gravemente sulla salute mentale, fisica e lavorativa delle persone. Il riconoscimento istituzionale si basa su criteri medici, sociali, economici e giuridici. 

Ecco i principali motivi del riconoscimento:


🟡CRITERI GIURIDICI: tutela della salute dei lavoratori (art. 31 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE).
▪️L’Unione Europea considera la salute mentale sul lavoro un diritto fondamentale. Il burnout, inteso come esaurimento emotivo e stress cronico da lavoro, rientra in questo quadro.
▪️È visto come un rischio psicosociale, al pari di mobbing, stress, carichi di lavoro eccessivi e mancanza di supporto organizzativo.

1️⃣Direttive europee e norme internazionali.
🔹L’Unione Europea, attraverso l’EU-OSHA (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro), promuove la prevenzione dei rischi psicosociali.
🔹Le Direttive europee impongono agli Stati membri l’obbligo di valutare tutti i rischi, compresi quelli legati allo stress da lavoro correlato.
🔹L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha incluso il burnout nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11) come “fenomeno legato al contesto lavorativo”, dal 2022.

 📢‼️una sindrome concettualizzata come conseguenza dello stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo‼️

⛔️Dati allarmanti sul malessere psicologico lavorativo. 
I sondaggi europei (come l’Eurofound, l’EHIS, o l’EU-OSHA) rilevano tassi molto alti di sofferenza psicosociale nei settori pubblici, in particolare tra insegnanti, operatori sanitari, assistenti sociali, ecc.

 

🟡CRITERI MEDICI: dati epidemiologici preoccupanti.
▪️Le statistiche mostrano che milioni di lavoratori europei soffrono di sintomi compatibili con il burnout.
▪️L’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA) ha rilevato che circa il 25% dei lavoratori europei riferisce stress legato al lavoro “quasi sempre” o “spesso”.
Ecco perché alcuni Paesi hanno inserito il burnout tra le priorità sanitarie nazionali.
✅Conclusione: Cambiamenti nella cultura del lavoro. Si è diffusa la consapevolezza che lo stress cronico non è segno di debolezza personale, ma di un sistema lavorativo disfunzionale.
Cresce l’attenzione verso il work-life balance, la salute mentale e la responsabilità dei datori di lavoro.


🟡CRITERI SOCIALI 
2️⃣Costi sociali e produttivi del burnout.
Il burnout comporta:
🔹Assenze prolungate, malattie croniche, abbandono del lavoro.
🔹Calo di produttività e aumento dei costi sanitari.
🔹I governi riconoscono il burnout anche per motivi economici, per ridurre i costi legati a questi problemi.
✳️Conclusione: I sistemi sanitari nazionali e le assicurazioni sociali riconoscono la necessità di intervenire precocemente per prevenire malattie mentali gravi.


🟡CRITERI ECONOMICI. 
3️⃣Pressione dei sindacati e della società civile.
I sindacati e le associazioni dei lavoratori hanno lottato per far riconoscere il burnout come malattia professionale. Questo ha portato:
🔹All’introduzione di leggi nazionali o regionali specifiche (es. in Francia, Olanda, Belgio, Svezia).
🔹Alla possibilità di ottenere indennizzi e tutele per i lavoratori colpiti da burnout.
✳️Conclusione: Il riconoscimento del burnout è avvenuto anche grazie a pressioni di sindacati, associazioni professionali e movimenti di lavoratori che hanno denunciato il malessere crescente.
In alcuni casi, sono nate vere e proprie proposte di legge o riforme del lavoro per prevenire il burnout e garantire condizioni più umane.

4️⃣Tutela del lavoratore nei sistemi giuridici europei.
In Francia, Belgio, Paesi Bassi e Svezia i sistemi previdenziali e sanitari pubblici spesso coprono i costi per il recupero psicologico o per il reinserimento lavorativo.
✳️Conclusione: Il burnout può essere classificato come malattia professionale, soprattutto per le professioni ad alto stress (es. scuola, sanità, servizi sociali).
Il riconoscimento consente tutele legali e assicurative, come:
▪️Congedi per malattia
▪️Accesso a cure specifiche
▪️Percorsi riabilitativi 
▪️Indennizzi.

ESEMPI CONCRETI.
🔹Francia: il burnout può essere riconosciuto come malattia professionale, previo parere di una commissione medica.
✅Conclusione: In Francia il burnout può essere riconosciuto come malattia professionale se viene certificato da una commissione medica.

🔹Paesi Bassi: forti investimenti in programmi di reinserimento e prevenzione del burnout.
✅Conclusione: nei Paesi Bassi: le aziende sono obbligate a prevenire lo stress da lavoro, e il burnout è uno dei principali motivi di assenza prolungata.

🔹Svezia: il burnout è monitorato come rischio lavorativo e può dare accesso a tutele.
✅Conclusione: Svezia: include il burnout (“utmattningssyndrom”) nei manuali diagnostici nazionali; è causa legittima di congedo medico.

🔹Mentre, nei Paesi come Danimarca, Norvegia, Finlandia, Germania hanno sviluppato una cultura del lavoro più sostenibile che valorizza il benessere, l’equilibrio vita-lavoro e la prevenzione del disagio psicologico. 
✅Conclusione: Riconoscere il burnout è un passo coerente in questa direzione.

🔹E in Italia? L’Italia è in ritardo. Mentre altri Paesi hanno normato e agito sul burnout come problema strutturale e sociale, in Italia il fenomeno è ignorato o minimizzato, lasciando i docenti in balia del sistema. 
In Italia il burnout non è ancora riconosciuto ufficialmente come malattia professionale autonoma, anche se l’INAIL ha iniziato a occuparsi di stress lavoro-correlato in settori educativi e sanitari. La situazione è frammentaria, nonostante l’evidenza crescente.
Ma non è sufficiente. Questo porta a una grave carenza di tutele per categorie ad alto rischio come gli insegnanti, medici, operatori sociali.
✅Conclusione: Il riconoscimento formale richiederebbe una modifica legislativa, come richiesto da alcune petizioni e proposte di legge, ad esempio per i docenti o gli operatori sociali.

📮 L’Unione Europea, tramite agenzie come EU-OSHA, promuove da anni il benessere psicosociale nei luoghi di lavoro e invita gli Stati membri a migliorare le normative su stress e burnout.

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Comitato Docenti - contro il BURNOUT

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