Diretta a Istituti scolastici del Comune di Ravenna Dirigenti Scolastici e insegnanti

Chiediamo Scuola Senza Zaino a Ravenna #RavennaSenzaZaino

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La petizione è rivolta ai genitori, agli educatori, insegnanti e dirigenti scolastici del Comune di Ravenna per diffondere la conoscenza del modello di Scuola Senza Zaino e sollecitare la sua diffusione in altre scuole, oltre alla Scuola Primaria di Classe (RA), dove il modello è già attivo dal 2010.

Una breve introduzione.
Senza Zaino viene elaborato nel 2002 a Lucca dal Dirigente Scolastico Prof. Marco Orsi. Da allora è stato adottato in Italia da oltre 200 istituti. In Emilia-Romagna gli istituti sono 11. Per essere definita Senza Zaino, la scuola provvede ad una specifica formazione degli insegnanti biennale (40 ore) e una rivisitazione sostanziale degli spazi e degli strumenti scolastici, con l'obiettivo di rendere la scuola un luogo più accogliente e in grado di impartire maggiore autonomia e senso di responsabilità ai ragazzi. Maggiori informazioni su www.senzazaino.it

Perché senza zaino?
Perché la "presenza dello zaino" è un messaggio, e la "mancanza dello zaino" è un altro tipo di messaggio. Ogni strumento è un messaggio in sé.
Lo zaino non è uno strumento neutrale, indifferente, ma bensì occorre tipicamente a chi affronta luoghi inospitali, situazioni disagevoli, zone impervie, desertiche, luoghi di transito come le stazioni o gli aeroporti: soldati, alpinisti, escursionisti, gitanti necessitano di prolungamenti della propria casa e della propria vita come legame col focolare domestico per cavarsela in suddetti luoghi.
Il lavoratore, nella gran parte dei casi, non porta con sé tutta la strumentazione che gli occorre, ma è messa a sua disposizione nel suo luogo di lavoro. Perché si usa invece per andare a scuola? Lo zaino non ha affatto un ruolo marginale, arriva persino a preoccupare genitori e medici per il suo eccessivo peso. Va pertanto preso in considerazione come insieme di messaggi che trasmette: la scuola come luogo inospitale, come luogo di transito dove sostare il meno possibile, in attesa della campanella o delle vacanze.
Luogo non-luogo secondo la definizione dell'antropologo Marc Augé, spazio asettico, privo di valore identitario.

Il cammino della conoscenza comincia invece laddove i luoghi diventano a noi ospitali, riconoscibili, con connotazioni affettive ed emotive, luoghi in cui possiamo essere riconosciuti come persone. Luoghi in cui troviamo aiuto, collaborazione, in cui possiamo agire, esplorare, fare esperienze e riflettervi sopra. Gli oggetti del luogo in cui mi trovo mi devono parlare di ospitalità e accoglienza.
Lo zaino invece richiama una razionalità formale e fredda, così come la strutturazione classica dell'aula: banchi monoposto, i file allineate di fronte ad una cattedra. Una disposizione degli arredi che non permette la comunicazione tra gli allievi, che è anzi vietata, sanzionata. Non ci può essere collaborazione, né reciproco aiuto. L'obiettivo che è dato ad ogni allievo è il raggiungimento di un voto freddo e numerico. Lo studente studia per questo, non è fondamentale che sia coinvolto o interessato realmente alla materia. Studia per l'approvazione dell'adulto, non per una crescita interiore personale.

Come funziona?
Scuola Senza Zaino prevede un'iniziale formazione biennale degli insegnanti (20 ore per annualità) a cui seguiranno 10 ore di formazione e aggiornamento negli anni successivi.
Gli arredi della classe vengono rivisitati: non ci sono cattedra e banchi in posizione frontale. L'aula sarà divisa in settori per il lavoro di gruppo ai tavoli, i laboratori, i momenti di approfondimento in solitaria e l'agorà, dove ogni mattina gli studenti si riuniscono e discutono su ciò che faranno nel corso della giornata.
Le regole della classe sono discusse insieme.
Il materiale di cancelleria è condiviso e a turno agli studenti viene assegnato un ruolo di responsabilità nella cura e nella gestione del materiale.
Oltre alla cancelleria, la classe potrà disporre di particolari strumenti didattici personalizzati, che verranno costruiti dagli insegnanti, con l'aiuto degli stessi studenti e dei genitori.
Durante il giorno la classe sarà suddivisa in gruppi e l'insegnante farà la propria lezione, di breve durata, ad un gruppo alla volta, in modo da poter seguire meglio l'avanzamento di ogni studente. Nel frattempo gli altri gruppi saranno impegnati in altre attività, che poi tutti i gruppi svolgeranno a turno.
Nel corso della giornata gli studenti hanno libertà di movimento e di parola, e sono costantemente incentivati al dialogo, al confronto, all'aiuto reciproco e alla collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi.

Per una profonda rivoluzione rendiamo la scuola il luogo dell'ospitalità, della collaborazione reciproca, della condivisione. 

 

Questa petizione sarà consegnata a:
  • Istituti scolastici del Comune di Ravenna
    Dirigenti Scolastici e insegnanti


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