Abolizione del divieto nazionale sull’uso dei telefoni cellulari a scuola

Firmatari recenti
Livia Malpas e altri 14 hanno firmato di recente.

Il problema

Noi cittadini italiani, studenti, genitori e docenti,
riteniamo che il divieto imposto sull’utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole sia una misura eccessivamente restrittiva e non al passo con i tempi.

Considerato che:

I dispositivi elettronici sono strumenti fondamentali per lo studio, la ricerca e la comunicazione.
Il divieto totale non educa alla responsabilità, ma priva gli studenti di competenze digitali indispensabili.
In caso di emergenza, avere accesso al telefono è una necessità.
Una gestione consapevole e moderna è preferibile a un divieto rigido e punitivo.
Chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Parlamento italiano di:

Rimuovere la norma nazionale che vieta l’uso dei telefoni cellulari a scuola.
Sostituirla con linee guida flessibili che permettano l’uso dei dispositivi in ambito didattico e ricreativo, con regole chiare e responsabilità individuale.
Promuovere programmi di educazione digitale invece di limitazioni punitive, preparando i giovani ad un uso corretto e consapevole della tecnologia.

Oltre al problema generale dell’uso dei dispositivi elettronici, molte scuole italiane hanno subito investimenti tecnologici poco efficaci, acquistando strumenti costosi che però vengono utilizzati molto poco o in modo limitato. Molti istituti hanno introdotto nuove LIM e altri strumenti digitali, ma spesso questi dispositivi presentano gravi limitazioni tecniche, bug, lag frequenti e malfunzionamenti che ne compromettono l’uso quotidiano.

Anche i computer presenti nelle aule mostrano difficoltà operative: software non aggiornati, lentezza dei sistemi e mancanza di applicazioni realmente utili rallentano notevolmente le attività scolastiche. In alcuni casi, i docenti si ritrovano ad aspettare 10, 15 o anche 20 minuti solo per fare l’appello con evidenti ripercussioni sull’organizzazione della giornata scolastica.

Questa situazione genera frustrazione tra insegnanti e studenti, riduce l’efficacia delle lezioni e fa percepire la tecnologia come un ostacolo piuttosto che come una risorsa. È necessario un approccio più pragmatico e funzionale, che preveda strumenti tecnologici adeguati, affidabili e realmente utili, accompagnati da formazione mirata per il personale scolastico.

Inoltre, il divieto di utilizzo di certi dispositivi o applicazioni da parte degli insegnanti rallenta ulteriormente le attività didattiche, limitando la possibilità di sfruttare appieno gli strumenti digitali a disposizione. Questi fattori, seppur non incidendo negativamente sulla qualità della lezione, generano ritardi e ostacoli che rendono più difficoltosa la gestione del tempo e delle attività scolastiche.

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I dispositivi elettronici sono strumenti fondamentali per lo studio, la ricerca e la comunicazione.
Il divieto totale non educa alla responsabilità, ma priva gli studenti di competenze digitali indispensabili.
In caso di emergenza, avere accesso al telefono è una necessità.
Una gestione consapevole e moderna è preferibile a un divieto rigido e punitivo.
Chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Parlamento italiano di:

Rimuovere la norma nazionale che vieta l’uso dei telefoni cellulari a scuola.
Sostituirla con linee guida flessibili che permettano l’uso dei dispositivi in ambito didattico e ricreativo, con regole chiare e responsabilità individuale.
Promuovere programmi di educazione digitale invece di limitazioni punitive, preparando i giovani ad un uso corretto e consapevole della tecnologia.

Oltre al problema generale dell’uso dei dispositivi elettronici, molte scuole italiane hanno subito investimenti tecnologici poco efficaci, acquistando strumenti costosi che però vengono utilizzati molto poco o in modo limitato. Molti istituti hanno introdotto nuove LIM e altri strumenti digitali, ma spesso questi dispositivi presentano gravi limitazioni tecniche, bug, lag frequenti e malfunzionamenti che ne compromettono l’uso quotidiano.

Anche i computer presenti nelle aule mostrano difficoltà operative: software non aggiornati, lentezza dei sistemi e mancanza di applicazioni realmente utili rallentano notevolmente le attività scolastiche. In alcuni casi, i docenti si ritrovano ad aspettare 10, 15 o anche 20 minuti solo per fare l’appello con evidenti ripercussioni sull’organizzazione della giornata scolastica.

Questa situazione genera frustrazione tra insegnanti e studenti, riduce l’efficacia delle lezioni e fa percepire la tecnologia come un ostacolo piuttosto che come una risorsa. È necessario un approccio più pragmatico e funzionale, che preveda strumenti tecnologici adeguati, affidabili e realmente utili, accompagnati da formazione mirata per il personale scolastico.

Inoltre, il divieto di utilizzo di certi dispositivi o applicazioni da parte degli insegnanti rallenta ulteriormente le attività didattiche, limitando la possibilità di sfruttare appieno gli strumenti digitali a disposizione. Questi fattori, seppur non incidendo negativamente sulla qualità della lezione, generano ritardi e ostacoli che rendono più difficoltosa la gestione del tempo e delle attività scolastiche.

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I decisori

Giuseppe Valditara
Giuseppe Valditara
Ministro dell’Istruzione
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Petizione creata in data 16 settembre 2025