Abbonamento ATM equo per i giovani di Sesto San Giovanni


Abbonamento ATM equo per i giovani di Sesto San Giovanni
Il problema
Ogni giorno migliaia di giovani under 30 affrontano il tragitto tra Sesto San Giovanni e Milano per studio o lavoro. Il biglietto singolo costa 2,20 €, lo stesso prezzo valido per qualsiasi spostamento urbano.
Ma chi sceglie l’abbonamento annuale subisce una ingiustizia clamorosa:
- L’abbonamento urbano Milano (Mi1) costa 200 €;
- L’abbonamento Mi1–Mi3, necessario per chi parte da Sesto, costa 345 €.
Chi vive a Sesto paga quindi 145 € in più all’anno per percorrere praticamente la stessa distanza. Questo non è solo un problema economico: è una discriminazione ai danni dei giovani, degli studenti, di chi lavora e studia con risorse limitate.
Con una riforma giusta, l’abbonamento sarebbe valido anche per chi parte da Sesto, senza penalizzare chi vive appena fuori Milano. Non è fantascienza: è una questione di diritto alla mobilità e di equità sociale.
Sono una studentessa universitaria di 24 anni e ogni giorno affronto il tragitto da Sesto a Milano. Studio, lavoro part-time e pago l’affitto. Ogni euro risparmiato conta. Sapere che solo perché vivo appena fuori dal confine comunale devo spendere 145 € in più all’anno è ingiusto. Non si tratta di un lusso, ma di un diritto: il diritto di muovermi per studiare e costruirmi un futuro. Ogni mattina vedo treni e metropolitane piene di giovani come me, ragazzi che vanno a scuola, all’università o al lavoro. Siamo la stessa comunità, percorriamo le stesse fermate, eppure siamo divisi da un confine che ci costa caro. Una fermata di metro non può determinare un’ingiustizia così grande.
È inaccettabile che in uno Stato moderno il trasporto pubblico diventi uno strumento per far cassa, invece di essere un servizio per i cittadini. Spesso i pendolari vengono anche multati dai controllori, anche quando il biglietto o l’abbonamento sarebbe valido.
Chiediamo con forza ad ATM, Comune di Milano e Regione Lombardia di:
- Includere Sesto San Giovanni nell’abbonamento urbano Milano (Mi1), oppure
- Creare una tariffa equa e proporzionata per chi viaggia tra Sesto e Milano.
Il trasporto pubblico deve essere equo, trasparente e accessibile a tutti, non un privilegio per pochi.
Firma e condividi questa petizione.
Ogni firma è una voce contro l’ingiustizia, ogni condivisione è un passo verso un cambiamento reale e immediato.
NON restiamo in silenzio: il futuro dei giovani pendolari dipende da noi.

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Il problema
Ogni giorno migliaia di giovani under 30 affrontano il tragitto tra Sesto San Giovanni e Milano per studio o lavoro. Il biglietto singolo costa 2,20 €, lo stesso prezzo valido per qualsiasi spostamento urbano.
Ma chi sceglie l’abbonamento annuale subisce una ingiustizia clamorosa:
- L’abbonamento urbano Milano (Mi1) costa 200 €;
- L’abbonamento Mi1–Mi3, necessario per chi parte da Sesto, costa 345 €.
Chi vive a Sesto paga quindi 145 € in più all’anno per percorrere praticamente la stessa distanza. Questo non è solo un problema economico: è una discriminazione ai danni dei giovani, degli studenti, di chi lavora e studia con risorse limitate.
Con una riforma giusta, l’abbonamento sarebbe valido anche per chi parte da Sesto, senza penalizzare chi vive appena fuori Milano. Non è fantascienza: è una questione di diritto alla mobilità e di equità sociale.
Sono una studentessa universitaria di 24 anni e ogni giorno affronto il tragitto da Sesto a Milano. Studio, lavoro part-time e pago l’affitto. Ogni euro risparmiato conta. Sapere che solo perché vivo appena fuori dal confine comunale devo spendere 145 € in più all’anno è ingiusto. Non si tratta di un lusso, ma di un diritto: il diritto di muovermi per studiare e costruirmi un futuro. Ogni mattina vedo treni e metropolitane piene di giovani come me, ragazzi che vanno a scuola, all’università o al lavoro. Siamo la stessa comunità, percorriamo le stesse fermate, eppure siamo divisi da un confine che ci costa caro. Una fermata di metro non può determinare un’ingiustizia così grande.
È inaccettabile che in uno Stato moderno il trasporto pubblico diventi uno strumento per far cassa, invece di essere un servizio per i cittadini. Spesso i pendolari vengono anche multati dai controllori, anche quando il biglietto o l’abbonamento sarebbe valido.
Chiediamo con forza ad ATM, Comune di Milano e Regione Lombardia di:
- Includere Sesto San Giovanni nell’abbonamento urbano Milano (Mi1), oppure
- Creare una tariffa equa e proporzionata per chi viaggia tra Sesto e Milano.
Il trasporto pubblico deve essere equo, trasparente e accessibile a tutti, non un privilegio per pochi.
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Ogni firma è una voce contro l’ingiustizia, ogni condivisione è un passo verso un cambiamento reale e immediato.
NON restiamo in silenzio: il futuro dei giovani pendolari dipende da noi.

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Petizione creata in data 4 settembre 2025