Decision Maker

Regione Lazio

Profilo ufficiale Regione Lazio. Sito web istituzionale: http://www.regione.lazio.it/rl_main/


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Petitioning Giulia Grillo, Antonio Magi, Alessio D'Amato, Regione Lazio, Nicola Zingaretti

Aiutiamo Francesco a combattere la sua malattia rara

Francesco Brunetti, nostro figlio, ha 4 anni: è nato a Roma il 23 Novembre 2013 all’ospedale San Filippo Neri alla 41ma settimana più 1 giorno con parto naturale indotto. Non mostrava nessuna sofferenza neonatale: era apparentemente sano APGAR 9/10. Alla nascita non mostrava nessuna sofferenza neonatale ma verso il terzo mese di vita, dopo ripetuti controlli con la pediatra, gli è stata prescritta una visita neuropsichiatrica infantile presso l'Ospedale Gemelli. Dopo la visita sono stata richiamata poiché il bambino non rispettava le normali fasi della crescita e dal lì è cominciata la storia di Francesco. Ci siamo rivolti anche al Bambino Gesù di Palidoro e a quello di Roma per avere altri pareri, nessuno ha saputo darmi spiegazioni per il suo ritardo. A circa cinque mesi ha cominciato a fare terapia presso la ASL, quindi siamo stati inseriti all’Istituto Vaccari dove attualmente fa terapia della psicomotricità per la disfagia e da settembre 2017 anche idroterapia privata. Abbiamo fatto un percorso ospedaliero abbastanza intenso per riuscire a capire la sua patologia. Francesco non parla, non cammina, non sta seduto, ha problemi di disfagia, infatti, non mastica tutto, soffre di reflusso gastroesofageo è ipotonico e distonico, ha problemi di vista, strabismo ipermetropia astigmatismo, porta gli occhiali ma non li sopporta. Francesco cresce poco, pesa solo 12.5 kg a fronte di circa 100 cm di altezza, è  microcefalico.  All’inizio non era interessato a niente e nessuno mentre adesso è migliorato tantissimo: segue, è più curioso, va a prendere gli oggetti anche se ha la difficoltà a trattenerli. Ha un sistema di postura per mangiare, un deambulatore per stare in piedi e camminare, da supino non gattona ma si rotola, ha acquisito il controllo del capo ma non del busto e per questo ancora non sta seduto autonomamente.  Un anno fa siamo stati anche al Besta di Milano dove gli hanno ripetuto una risonanza magnetica fatta già a 8/9 mesi e dopo la quale hanno riscontrato una quantità minore di sostanza bianca (mielina). Francesco ha pure effettuato il prelievo del liquor per vedere se ci fossero state infezioni ma il risultato è stato negativo. Ha inoltre eseguito altri test per vedere se la sua malattia fosse di origine metabolica, ma niente è stato rilevato. Nel frattempo al Gemelli hanno fatto CGH Array, dove hanno trovato una micro delezione del cromosoma 16p13.11 che non giustificava la disabilità di Francesco, quindi siamo andati avanti con le ricerche e abbiamo fatto anche lo studio dell’Esoma e solo pochi mesi fa gli è stata diagnosticata la probabile malattia. Francesco ha una mutazione genetica rarissima, sono stati riscontrati fino a gennaio 2018 solo 8 casi, anche se la genetista Dr.ssa Zollino, crede nell’aumento dei casi. La sua mutazione è del gene GABR2 (Hum Genet 101,664-685), una mutazione scoperta solo a novembre 2017. Francesco quest’anno frequenta la scuola materna sempre nell’istituto Vaccari, ha frequentato pochissimo il nido perché sempre malato.A marzo gli abbiamo fatto fare un intervento per la dilatazione del piloro, per il suo problema di reflusso e quindi di masticazione. Abbiamo passato due mesi con serie difficoltà, sembrava che l’intervento avesse solo peggiorato le cose, ma sembra che poco a poco le cose stanno migliorando: ha meno casi di rigurgito e piano piano comincia a masticare cose che per lui erano molto difficoltose. Purtroppo ancora si conosce poco o nulla di questa malattia e siamo alla ricerca di un bravo neuropsichiatra infantile che ci aiuti. Nei prossimi mesi abbiamo altri colloqui con degli specialisti e lo rivedrà il prof. Leuzzi, dell’Umberto I, per vedere se nel frattempo riusciamo a trovare un farmaco che permetta a Francesco di controllare il suo disturbo del movimento che, al di là dagli altri deficit, è quello che maggiormente lo penalizza per tutto quello che potrebbe e vorrebbe fare nella quotidianità. Noi, genitori di Francesco, chiediamo:- il riconoscimento di questa malattia come malattia rara, di poter usufruire delle esenzioni derivanti da questo status ed avere un aiuto concreto da parte del Sistema Sanitario della regione Lazio nella ricerca di un professionista che possa aiutarci nella cura di Francesco;- di ottenere un'assistenza domiciliare in tempi rapidi;- l'istituzione di un fondo specifico finalizzato alle attività di ricerca per questa malattia. Se ci aiutate a firmare e condividere questa petizione, potremmo lavorare tutti insieme affinché un giorno Francesco possa avere un percorso di vita migliore. Aiutiamolo a fare da solo Grazie di cuore a tutti.

Andrea & Marina Brunetti
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Petitioning Regione Lazio

Assistenza per Mario

Mario ha 28 anni, ha sofferto di una ischemia alla nascita e oggi è affetto da tetraparesi spastica. Ha bisogno di un luogo dove stare, giocare, ascoltare musica e imparare. Mario necessita di assistenza h24 non perché ha bisogno di infermieri o medici che lo assistano ma semplicemente perché non è in grado di gestire il suo spazio/tempo: mangia da solo ma bisogna controllare che non si ingozzi; controlla gli sfinteri va in bagno ma non sa né pulirsi né lavarsi, non sa vestirsi da solo... L'assistenza domiciliare indiretta è già attiva per 4 ore al giorno dal lun al sabato e la utilizziamo per le 4 ore pomeridiane visto che i suoi genitori lavorano. Ma Mario ha il diritto di stare anche - dopo il percorso scolastico e dopo 7 anni di lista di attesa - in un Centro Diurno ex art. 26 e nel novembre 2015 la famiglia era riuscita a farlo inserire dalla ASL presso il Centro Don Orione di Roma alla Camilluccia. Il 26 settembre 2017 lo Staff del Don Orione ci ha comunicato che per loro il progetto si concludeva (progetto di tre ore e mezzo dal lun al ven - 9-12:30 ) in quanto era troppo complicato assisterlo, giocarci, non trovavano più operatori disponibili a stare con lui. Nonostante sia la Regione a dare soldi a questi Centri per disabili, lo hanno allontanato dicendoci "tenetevelo a casa". La ASL presente all'incontro non ha battuto ciglio, ha preso atto e adesso ci stiamo battendo perché gli venga riconosciuto nuovamente il diritto a queste 4 ore scarse di assistenza diurna in un nuovo Centro della Regione o in uno spazio socio educativo diurno del Comune/Municipio. Questo diritto gli viene costantemente negato, per un motivo o per un altro. Sua mamma Elena dopo 10 giorni di sciopero della fame per motivi di salute lo ha temporaneamente interrotto ed è stata intervistata dal TG3 delle 20:00 il 27.12.2017. Mario non sa parlare e non può muoversi autonomamente ma ama disegnare e come tanti ragazzi nelle sue condizioni ha bisogno di socializzare, stare in compagnia. Questa petizione serve per impedire che nel silenzio muoiano i diritti di queste creature inermi e bellissime.

Donatella Mazza
55,937 supporters
Petitioning Regione Lazio, Dott. Michela Civita, Dott.ssa Monica Parrella, Dott.ssa Giovanna Boda, Antonio Decaro, Dott. Antonio Ragonesi, Dott. Fabrizio Clementi, Antonio Naddeo, A. Catini, M. Grana, On. Paol...

Bell’Italia ma spesso inaccessibile. E i P.E.B.A. che fine hanno fatto?

Viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale, cioè portatrici di handicap, ma anche ad esempio genitori con passeggini, utenti che utilizzano i mezzi pubblici ecc). Da questo consegue che un elemento che non costituisca barriera architettonica per un individuo, può invece essere di ostacolo per un altro; si capisce quindi che il concetto di barriera viene percepito in maniera diversa da ogni individuo. Il bisogno di garantire al maggior numero di persone il diritto alla libertà di movimento, ha portato alla ricerca di parametri comuni tramite un livello normativo, andando ad individuare quali elementi costruttivi siano da considerarsi barriera architettonica. Nel lontano 1986 l'Italia si impegnava a introdurre i PEBA, i Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche: la Legge 41/86 (art. 32) prevedeva che entro un anno avrebbero dovuto essere adottati dai Comuni e dalle Province, pena un "commissariamento" da parte delle Regioni. Anche la successiva legge 104/92 (art. 24 comma 9) era entrata nel merito, ribadendone le indicazioni. La legge quadro italiana che tratta il problema dell'accessibilità è la legge n. 13/1989, che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l'accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Il D.M. n. 236/1989 (decreto attuativo) si addentra maggiormente nella parte tecnica e individua tre diversi livelli di qualità dello spazio costruito. Questi tre livelli sono: Accessibilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.Visitabilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Vengono considerati spazi di relazione gli spazi di soggiorno dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio e incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.Adattabilità: possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. La massiccia presenza di barriere architettoniche in tutte le nostre città che impedisce la mobilità e il raggiungimento dei servizi in genere, vanificano così il diritto all'accessibilità sociale secondo il principio delle pari opportunità con le altre persone. Principio cui è finalizzata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, in vigore in Italia dal 2009, che sancisce il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente e all'inclusione sociale. Inoltre la stessa Convenzione ridefinendo, secondo la risoluzione del 2001 dell'Organizzazione mondiale della Sanità, il concetto stesso di disabilità in forma dinamica, come una inscindibile relazione tra le menomazioni soggettive della persona con disabilità ed i contesti sociali dove risiede, rende il tema dell' inaccessibilità / accessibilità delle strutture cittadine un elemento che condiziona in modo determinante il grado della disabilità. Per quanto sopra è di tutta evidenza che vi è una situazione da parte di tutti i Sindaci di inadempimento dell'obbligo di adottare i PEBA, che provoca un grave vulnus ad un primario diritto soggettivo, quella alla mobilità, che genera intollerabili comportamenti dei Comuni discriminatori nei confronti delle persone con disabilità, censurabili anche giurisdizionalmente in base alla Legge n. 67 del 2006 "Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni". Chiediamo noi cittadini:           Mario Vattiato(Coordinatore Regionale dl Lazio per il  Movimento Italiano Disabili) Damiano Cupelloni(Socio Fondatore e primo Presidente del Comitato Pendolari della Orte Fiumicino) un primo tavolo tecnico con i soggetti elencati in questa Petizione e quelli che verranno ritenuti, direttamente e indirettamente idonei, a risolvere nelle modalità e nelle tempistiche, possibilmente brevi considerati già i 35 anni di mancata adozione dei PEBA, questo adempimento normativo suddetto. 

Damiano Cupelloni
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Petitioning Nicola Zingaretti, Regione Lazio, Beatrice Lorenzin

Una Casa per Chiara Insidioso

Sono la mamma di Chiara Insidioso e con questa petizione chiedo che le vengano riconosciuti i suoi diritti, come recita la legge 104 in uno dei suoi paragrafi. Chiara è stata selvaggiamente picchiata da un delinquente che l'ha ridotta in fin di vita. Dopo il coma ha fatto un lungo percorso per ritornare alla vita. Dopo il ricovero al San Camillo di Roma è stata trasferita alla clinica Santa Lucia che è un centro riabilitativo altamente specializzato e lì Chiara ha fatto progressi enormi grazie alla riabilitazione, ma anche alla sua tenacia alla sua voglia di vivere. Da più di un anno Chiara risiede in un istituto di lunga degenza per pazienti in stato vegetativo, ma la permanenza presso questa struttura non giova a Chiara che ha una mente attiva e vivace. Non si può tollerare che una ragazza come lei giovane e tenace vegeti in un istituto: Chiara ha diritto con urgenza a una casa adeguata alle sue esigenze e alle sue condizioni con l'assistenza di cui necessita. Una casa per Chiara. Danielle Conjarts La Mamma di Chiara Insidioso.

danielle conjarts
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Petitioning Nicola Zingaretti, Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina, Ministro della Salute B.Lorenzin, MINISTRO DELL'AGRICOLTURA Maurizio Martina, Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Sindaco del ...

FERMIAMO IL PROLIFERARE DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI A GROTTE SANTO STEFANO DI VITERBO

    Chiediamo al Ministro della Salute Pubblica, al Ministro dell’Agricoltura , al Presidente della Regione Lazio ed al Sindaco di Viterbo, di intervenire sui seguenti problemi e dare delle risposte in proposito : Grotte Santo Stefano, frazione del Comune di Viterbo, conta circa 2.837 abitanti e ca700 polli a testa allevati intensivamente nei capannoni che sorgono attorno al centro abitato ed anche a meno di 100 metri dalle singole case più esterne, non contando gli allevamenti di suini ed altro. Questi allevamenti occupano anche terreni particolarmente fertili ed in luoghi dove il paesaggio non viene proprio considerato un bene comune né dai progettisti né da chi concede i permessi; Gli impianti sono in continuo aumento a seguito di ulteriori approvazioni comunali per capannoni da costruire anche a minime distanze da villette e ferrovia; C’è anche da tenere conto che il trasporto dei polli, stipati in cassette di plastica aperte, avviene inevitabilmente percorrendo il centro del Paese, con rilascio nell’aria, al loro passaggio, di una scia di forfora pollina e micro particelle di piume,che tutti respiriamo;Nei mesi estivi, in particolare, è impossibile stare all’aperto  per l’aria maleodorante e malsana, in seguito alle frequenti  aperture dei capannoni, attuate allo scopo di rinfrescare l’ambiente surriscaldato degli stessi. Sigg. Ministri, Sig. Presidente della Regione Lazio , Sig. Sindaco di Viterbo vogliamo sapere quale è il vostro piano di difesa e protezione degli abitanti di Grotte Santo  Stefano ( e degli altri centri in condizioni simili ) , in caso di una eventuale epidemia aviaria e chiediamo per la nostra tutela: La modifica della normativa che permette la realizzazione di impianti zootecnici intensivi (da 1 a più capannoni )  in qualsiasi terreno agricolo a meno di 4 km dal centro abitato e, comunque, a meno di 800 m. da case di campagna  già esistenti ed abitate;Che vengano subito revocati i permessi dei progetti non ancora realizzati,  se in pericolosa promiscuità con le vicine abitazioni, come da normativa richiesta al punto precedente;   

veronica lorenzetti
22,462 supporters
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Petitioning Sindaca di Roma Virginia Raggi

Intitolare una Via al Giudice Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato è stato uno dei più grande giudici d'Italia, si è occupato della lotta a cosa nostra, alla camorra e al terrorismo in Italia: è stato infatti giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l'attentato a papa Giovanni Paolo II del 1981, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Parlamentare per tre legislature e membro della commissione antimafia ha incentrato la sua attività da parlamentare sulla lotta al terrorismo, alla mafia e alle criminalità organizzate.È stato docente di procedura penale alla facoltà di scienze forensi diretta dal prof. Francesco Bruno a La Sapienza dal 2002 fino al 2014. È stato docente alla facoltà di scienze della investigazione nell'Università dell'Aquila, cattedra di diritto penale. È stato collaboratore della rivista Il Ponte di Piero Calamandrei. È stato inoltre Presidente della TRIO internazionale (Transplant Recipient international Organization). È stato direttore dell'osservatorio dell'Eurispes sulla criminalità organizzata in Italia. Si occupa frequentemente di errori giudiziari, tra cui la condanna di tre ragazzi di Ponticelli per un duplice omicidio di due bambine. Era stato inoltre scelto per il riconoscimento di "simbolo della giustizia" dall'ONU, in occasione dell'anno della gioventù. Nel 1984 viene designato dalla rivista francese Le Point Uomo dell'Anno-Giudice Coraggio e riceve il premio dedicato a Carlo Alberto Dalla Chiesa per avere proseguito le sue battaglie al servizio della giustizia nonostante le minacce ricevute e l'assassinio del fratello.Nel 1985 il Times di Londra gli dedica una intera pagina definendolo lo scudisciatore della mafia. La rivista Reader's Digest gli dedica un servizio per le sue inchieste su terrorismo e mafia. Nello stesso anno un libro dell'ONU lo sceglie, nell'anno della gioventù, come "Il Simbolo della Giustizia". Il 2 giugno 1999, il Presidente della Repubblica lo nomina "Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana" su proposta dell'allora Presidente del Consiglio dei Ministri. Il 2 gennaio 2018 lascia un vuoto incolmabile, ora chiediamo che gli sia intitolata una via affinché resti per sempre il ricordo di un giudice integerrimo difensore della legalità e della Costituzione. 

Marco Colarossi
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Petitioning Circuito Cinema

No alla chiusura del Cinema Maestoso!

Il prossimo 3 giugno il Cinema Maestoso di Roma cesserà l’attività; la società Circuito Cinema ha infatti annunciato alle organizzazioni sindacali la restituzione dei locali di via Appia Nuova alla proprietà ed il licenziamento di 8 lavoratori. Negli ultimi anni sono state chiuse decine di sale cinematografiche che hanno determinato un notevole impoverimento dell’offerta culturale nella nostra città. Con la chiusura del Maestoso, prima multisala di Roma, sala unica dal punto di vista architettonico, con vincoli urbanistici, nell’intero quadrante sud-est verrebbe a mancare un importante punto di aggregazione socio-culturale per centinaia di migliaia di cittadini. I cittadini firmatari del presente appello, chiedono alle istituzioni cittadine di scongiurare la chiusura del Maestoso e di salvaguardare i posti di lavoro. Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/319025411509836/?hc_ref=ARSq4kffS-j2r4NSlo-hQs35DwKLB5njeYetLNZfPpbQ7qv2P2AxabIqPUJpbm3jKiA

Cinema Maestoso
13,079 supporters
Victory
Petitioning Regione Lazio

Urgente! Riallacciare la corrente al gattile Azalea!

Il gattile "Azalea" si trova all’interno dell’Ospedale Forlanini. Sono stati rubati metri e metri di cavi di rame il gattile è senza corrente elettrica da mesi. La struttura "Azalea" ospita centinaia di gatti che ogni anno vengono abbandonati da umani senza cuore e, attraverso il passaparola, molti mici vengono dati in adozione. Molti altri, più sfortunati e bisognosi di cure, rimangono all’interno del gattile. Gli ospiti del gattile hanno anche bisogno di avere un po’ di caldo, ma senza corrente elettrica questo non è possibile. La Regione, più volte sollecitata, non dà risposte. Perché? È urgente firmare questa petizione per salvare delle vite.

Fabio Saccani
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Petitioning Regione Lazio

Salviamo il fiume Farfa

Il fiume Farfa, che attraversa la suggestiva Sabina reatina per poi sfociare nel Tevere in provincia di Roma, sta morendo e con esso rischiano di essere definitivamente compromessi gli habitat e le specie protette che caratterizzano il SIC-ZSC/ZPS del corso medio-alto, il “Monumento naturale delle Gole del Farfa” e la Riserva Naturale “Tevere-Farfa”.  Le sue acque purissime di elevato valore ambientale e richiamo turistico per le attività della zona hanno raggiunto quest’estate il minimo storico di portata (200 litri al secondo) e, se non s’interverrà restituendo al fiume almeno il suo deflusso minimo vitale (1.600 litri al secondo, valore determinato nel 2005 dall’Università Tor Vergata per l’Autorità di Bacino del Fiume Tevere), la situazione è destinata a peggiorare.  Il fiume Farfa viene infatti alimentato dalle sorgenti Le Capore, la cui portata naturale media di circa 5.000 litri al secondo dal 1980 viene quasi interamente captata da Acea, per soddisfare le esigenze del Comune di Roma e degli altri territori gestiti, e da ENEL, per soli scopi idroelettrici; il tutto in assenza di un disciplinare di concessione che ne regoli i prelievi e i rilasci ai sensi del R.D. 1775/33 e del D.Lgs. 152/06 e, quindi, anche in funzione delle esigenze idropotabili della Sabina, dell’equilibrio di bilancio idrico e del rispetto del “deflusso minimo vitale ed ecologico”, ossia quella portata almeno in grado di garantire al Farfa una minima naturale integrità ecologica necessaria al rispetto della Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro Acque) e delle Direttive per la conservazione della Rete Natura 2000. Tra l’altro, questa derivazione si unisce a quella di 9.000 litri al secondo dalle sorgenti del Peschiera, la cui concessione è scaduta nel 1996, per un totale di oltre 400 milioni di metri cubi di acqua all’anno sottratti al naturale deflusso dei rispettivi corsi d’acqua; di questi, circa 200 milioni all’anno vanno dispersi per inefficienze dei sistemi di adduzione e della rete acquedottistica, con totale disprezzo dei principi comunitari fondamentali ed esponendo “a pericolo” milioni di persone (tutta la Città Metropolitana di Roma e la provincia di Rieti), come noto coinvolte da ripetute interruzioni del servizio idrico integrato. Firmando questa petizione chiediamo alla Regione Lazio: 1.      di interrompere da subito tutte le derivazioni di acqua non autorizzate che sono utilizzate per scopi differenti da quello idropotabile; 2.      nelle more delle autorizzazioni di rinnovo o nuova concessione di derivazione dalle sorgenti Peschiera e Le Capore, di imporre ad Acea Ato2 S.p.a. e ad ENEL S.p.a. che venga da subito garantita, su tutto l’alveo del fiume Farfa a valle delle sorgenti Le Capore ed in ogni periodo dell’anno, almeno la portata di 1.600 litri al secondo quale Deflusso Minimo Vitale; 3.      che qualsiasi atto di rinnovo o di nuova concessione di grande derivazione dalle sorgenti Peschiera e Le Capore sia rilasciato solo dopo aver espletato l’obbligatorio procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale che, nel soddisfare tutti i fabbisogni idropotabili e fissato l’obiettivo di riduzione delle perdite che dovranno attestarsi al 20% entro il 2021, dovrà assicurare il rispetto del Deflusso Ecologico dei fiumi Farfa e Peschiera-Velino secondo quanto prevede la normativa vigente (DD STA n.29 del 13/02//2017), assicurando la coerenza tra i criteri e le misure assunte nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque in fase di aggiornamento, del Piano di gestione del SIC-ZSC/ZPS “Farfa corso medio-alto”, che integra le disposizioni previste nella proposta di Regolamento del Monumento Naturale “Gole del Farfa” (n. 25546 del 29/11/2012), e del Piano di gestione della “Riserva naturale Tevere-Farfa”. La petizione è promossa dal Gruppo “FarfaSorGente”, composto da associazioni, imprese e singoli cittadini che stanno lavorando nell’ambito del “Contratto di Fiume della media valle del Tevere-Farfa” e alla costruzione di un percorso condiviso verso uno specifico "Contratto di fiume Farfa/Le Capore" (www.facebook.com/FarfaSorGente/)

Gruppo FarfaSorgente
10,855 supporters
Petitioning Regione Lazio, astral

Messa in sicurezza della Pontina SR148

La sicurezza non è mai stata uno dei punti di forza della SR148 Pontina, una delle arterie principali della regione Lazio. In questi ultimi giorni per colpa delle piogge, è diventata inesistente.   Il manto stradale della carreggiata in entrambi i sensi di marcia è fortemente danneggiato. In particolare, la corsia di destra direzione Roma è impraticabile in più punti ed è delimitata da birilli per impedire il transito. Centinaia di macchine sono state danneggiate per colpa delle buche diventate ormai voragini.  Si viaggia su una sola corsia da Latina verso Roma con enormi disagi soprattutto nelle ore di punta in cui i pendolari si recano o tornano da lavoro. Lunghissime file, senza possibilità di vie alternative né parallele nei tratti interessati. Nel senso di marcia opposto la situazione non migliora. I saltuari lavori di ordinaria manutenzione non sono ormai più sufficienti per garantire la sicurezza e la viabilità sulla Pontina.  Dopo la campagna elettorale di questi giorni in cui si è giustamente sollevato il problema sicurezza sulla Pontina, ci auguriamo non si spengano nuovamente i riflettori su questa strada. Ci si augura sia arrivato il tempo di agire e mettere in sicurezza la Pontina, una condizione necessaria per tenere aperta la strada. Senza sicurezza, non può rimanere aperta. Basta morti sulla Pontina. Attenzione: la messa in sicurezza non significa riparare semplicemente il manto stradale, le buche sono solo la goccia che fa traboccare il vaso. Ripararle sarebbe una condizione necessaria, ma non sufficiente. Si tratta invece di affrontare il problema nel suo insieme, con risorse dedicate allo studio di un piano strategico di messa in sicurezza ed alla sua realizzazione.  Confidiamo nella buona volontà e capacità dei nostri amministratori. I pendolari, lavoratori e cittadini, hanno diritto di percorrere strade sicure. La Pontina rappresenta un'asse vitale per la nostra economia, eppure è gestita con incuria e senza visione di sviluppo. La pioggia di questi giorni sta solo evidenziando il problema che è alla radice. La pioggia dunque non deve essere un alibi. Ammesso e non concesso che sia possibile ridursi in queste condizioni di incuria, di giorni di sole ce ne sono stati e purtroppo i problemi di sicurezza erano gli stessi. Firmate questa petizione se anche voi siete stanchi delle condizioni in cui versa la Pontina e pretendete di essere ascoltati. Insieme possiamo ottenere un riscontro. #pontinasicura Aggiornamenti su: https://www.facebook.com/petizionepontinasicura/

Federica Verri
8,710 supporters
Scongiurare la chiusura del reparto di maternità dell'Aurelia Hospital di Roma

Rispetto alla situazione del reparto di maternità dell’Aurelia Hospital di Roma si precisa quanto segue. · Il Ministero della Salute ha stabilito al livello nazionale una soglia minima di 500 parti come standard di sicurezza per i reparti di maternità degli ospedali. Studi ribaditi anche nel rapporto del Comitato di bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno individuato proprio nella frammentazione dei punti nascita, soprattutto di quelli con meno di 500 parti l’anno, l’elemento che aumenta di molto il rischio clinico per la mamma e il nascituro. · In ragione del fatto che l’Aurelia Hospital non risponde al requisito dei 500 parti, (439 parti nel 2016) nella nuova programmazione non sarebbe stata prevista la presenza della struttura. Tra le alte cose, non si ravvisano elementi che facciano prevedere un aumento dei parti per questa struttura, il tutto sia a causa della generale situazione di decremento delle nascite, sia a causa del fatto che la stessa area è servita da ben quattro importanti ospedali. · Tale condizione di non rispondenza al numero minimo dei parti, come previsto dalle norme, avrebbe comportato, tra le altre cose, il disaccreditamento dell’attività ostetrica da parte della Regione Lazio. La scelta di chiudere il reparto, però, è stata presa dalla stessa struttura, che ha comunicato alla Regione Lazio di aver sospeso le attività per “motivi contigenti” a partire dal mese di luglio 2017.

1 year ago
GIU' LE MANI DAI SOLDI DEGLI SMS SOLIDALI 3.920.000 NO X LE SCUOLE FUORI DAL CRATERE

Con gli sms solidali la Protezione Civile ha raccolto circa 28 milioni di euro. Il 14% del totale, pari a 3,920 milioni, è stato destinato alla Regione Lazio. Le risorse vanno ad aggiungersi a quelle già stanziate dal Commissario straordinario per eseguire interventi di adeguamento sismico su edifici scolastici che presentano un quadro complessivo di danni molto gravi e di vulnerabilità molto elevato. In particolare, i fondi raccolti attraverso gli sms solidali finanzieranno i lavori nella scuola Primaria e Secondaria di 1° grado di Poggio Bustone, della Secondaria di 1° grado di Collevecchio e della scuola dell’Infanzia di Rivodutri. L’obiettivo, è evidente, è quello di assicurare l’immediato ripristino del normale svolgimento delle attività didattiche limitando i disagi per gli alunni e le famiglie. Garantire il diritto allo studio è un obiettivo di primaria importanza, ben oltre ogni distinzione tra i comuni all’interno o all’esterno del cratere. La proposta di destinare alle scuole citate i fondi raccolti con gli sms solidali – va ricordato- è stata prima discussa in occasione del Comitato istituzionale del 5 luglio 2017 (a cui hanno partecipato i rappresentanti istituzionali dei 15 Comuni del cratere e della Provincia di Rieti) , e poi valutata e accolta dal Commissario straordinario del Governo, dal Capo della Protezione Civile e dal Comitato dei Garanti. Si ricorda, infine, che i finanziamenti fino al 100% della spesa sono previsti per tutte le strutture scolastiche presenti nell’area del cratere, e più in generale per tutti gli edifici, sia pubblici che privati. Tutto questo, ovviamente, vale anche per i comuni più colpiti, come Accumoli e Amatrice, per i quali, oltre alle risorse utilizzate per fronteggiare l'emergenza, sono già stati previsti circa 30 milioni di euro di investimenti per interventi su opere pubbliche, scuole comprese. La Regione Lazio continuerà a lavorare ogni giorno in piena trasparenza per tutte le popolazioni colpite dal sisma e per riportare il futuro in questi luoghi.

1 year ago
No alla chiusura degli Ambulatori solidali

Onlus “Medicina Solidale”: la risposta della Regione Lazio In merito alle attività ambulatoriali delle diverse sedi della Onlus “Medicina Solidale” che si trovano sul territorio di competenza della Regione, si specifica che: • nessun atto da parte della Regione Lazio né dal Policlinico Tor Vergata impedisce le attività della Onlus; • il Protocollo d’Intesa tra Regione ed Università di Tor Vergata che disciplina le attività sanitarie, di didattica e di ricerca del Policlinico Tor Vergata non ha mai interferito sulle attività della Onlus; • tutte le attività di assistenza sanitaria, secondo quanto previsto dalla legge nazionale, devono essere autorizzate. Si precisa, tra l’altro, che da parte della Onlus non è pervenuta nessuna richiesta di autorizzazione; • la Regione e le Asl competenti sono state sempre disponibili a verificare il possesso dei requisiti necessari da parte della Onlus “Medicina Solidale”, il tutto anche alla luce della particolare natura sociale delle attività svolte nelle diverse sedi dalla Onlus, le quali devono essere autorizzate secondo quanto prevede la legge regionale 4 del 2003; • il presupposto principale è proprio che le procedure avvengano nel rispetto delle norme. Non si tratta di adempimenti burocratici, ma di regole del sistema sanitario che valgono per tutti.

1 year ago