Decision Maker

Regione Lazio

Profilo ufficiale Regione Lazio. Sito web istituzionale: http://www.regione.lazio.it


Does Regione Lazio have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Giulia Grillo, Antonio Magi, Alessio D'Amato, Regione Lazio, Nicola Zingaretti

Aiutiamo Francesco a combattere la sua malattia rara

Francesco Brunetti, nostro figlio, ha 4 anni: è nato a Roma il 23 Novembre 2013 all’ospedale San Filippo Neri alla 41ma settimana più 1 giorno con parto naturale indotto. Non mostrava nessuna sofferenza neonatale: era apparentemente sano APGAR 9/10. Alla nascita non mostrava nessuna sofferenza neonatale ma verso il terzo mese di vita, dopo ripetuti controlli con la pediatra, gli è stata prescritta una visita neuropsichiatrica infantile presso l'Ospedale Gemelli. Dopo la visita sono stata richiamata poiché il bambino non rispettava le normali fasi della crescita e dal lì è cominciata la storia di Francesco. Ci siamo rivolti anche al Bambino Gesù di Palidoro e a quello di Roma per avere altri pareri, nessuno ha saputo darmi spiegazioni per il suo ritardo. A circa cinque mesi ha cominciato a fare terapia presso la ASL, quindi siamo stati inseriti all’Istituto Vaccari dove attualmente fa terapia della psicomotricità per la disfagia e da settembre 2017 anche idroterapia privata. Abbiamo fatto un percorso ospedaliero abbastanza intenso per riuscire a capire la sua patologia. Francesco non parla, non cammina, non sta seduto, ha problemi di disfagia, infatti, non mastica tutto, soffre di reflusso gastroesofageo è ipotonico e distonico, ha problemi di vista, strabismo ipermetropia astigmatismo, porta gli occhiali ma non li sopporta. Francesco cresce poco, pesa solo 12.5 kg a fronte di circa 100 cm di altezza, è  microcefalico.  All’inizio non era interessato a niente e nessuno mentre adesso è migliorato tantissimo: segue, è più curioso, va a prendere gli oggetti anche se ha la difficoltà a trattenerli. Ha un sistema di postura per mangiare, un deambulatore per stare in piedi e camminare, da supino non gattona ma si rotola, ha acquisito il controllo del capo ma non del busto e per questo ancora non sta seduto autonomamente.  Un anno fa siamo stati anche al Besta di Milano dove gli hanno ripetuto una risonanza magnetica fatta già a 8/9 mesi e dopo la quale hanno riscontrato una quantità minore di sostanza bianca (mielina). Francesco ha pure effettuato il prelievo del liquor per vedere se ci fossero state infezioni ma il risultato è stato negativo. Ha inoltre eseguito altri test per vedere se la sua malattia fosse di origine metabolica, ma niente è stato rilevato. Nel frattempo al Gemelli hanno fatto CGH Array, dove hanno trovato una micro delezione del cromosoma 16p13.11 che non giustificava la disabilità di Francesco, quindi siamo andati avanti con le ricerche e abbiamo fatto anche lo studio dell’Esoma e solo pochi mesi fa gli è stata diagnosticata la probabile malattia. Francesco ha una mutazione genetica rarissima, sono stati riscontrati fino a gennaio 2018 solo 8 casi, anche se la genetista Dr.ssa Zollino, crede nell’aumento dei casi. La sua mutazione è del gene GABRB2 (Hum Genet 101,664-685), una mutazione scoperta solo a novembre 2017. Francesco quest’anno frequenta la scuola materna sempre nell’istituto Vaccari, ha frequentato pochissimo il nido perché sempre malato.A marzo gli abbiamo fatto fare un intervento per la dilatazione del piloro, per il suo problema di reflusso e quindi di masticazione. Abbiamo passato due mesi con serie difficoltà, sembrava che l’intervento avesse solo peggiorato le cose, ma sembra che poco a poco le cose stanno migliorando: ha meno casi di rigurgito e piano piano comincia a masticare cose che per lui erano molto difficoltose. Purtroppo ancora si conosce poco o nulla di questa malattia e siamo alla ricerca di un bravo neuropsichiatra infantile che ci aiuti. Nei prossimi mesi abbiamo altri colloqui con degli specialisti e lo rivedrà il prof. Leuzzi, dell’Umberto I, per vedere se nel frattempo riusciamo a trovare un farmaco che permetta a Francesco di controllare il suo disturbo del movimento che, al di là dagli altri deficit, è quello che maggiormente lo penalizza per tutto quello che potrebbe e vorrebbe fare nella quotidianità. Noi, genitori di Francesco, chiediamo:- il riconoscimento di questa malattia come malattia rara, di poter usufruire delle esenzioni derivanti da questo status ed avere un aiuto concreto da parte del Sistema Sanitario della regione Lazio nella ricerca di un professionista che possa aiutarci nella cura di Francesco;- di ottenere un'assistenza domiciliare in tempi rapidi;- l'istituzione di un fondo specifico finalizzato alle attività di ricerca per questa malattia. Se ci aiutate a firmare e condividere questa petizione, potremmo lavorare tutti insieme affinché un giorno Francesco possa avere un percorso di vita migliore. Aiutiamolo a fare da solo Grazie di cuore a tutti.

Andrea & Marina Brunetti
262,316 supporters
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Petitioning Ospedale Bambino Gesù Roma

Un trapianto di midollo per la piccola Aria

Due anni fa nacque in Albania il, 28 Marzo, Aria. Aria ha 2 anni ora, ha dei bellissimi riccioli d'oro e un viso pallido a causa dei continui prelievi che la perseguitano dalla nascita. Sì, perché Aria è nata con un'anemia molto rara: l'anemia di Blackfan Diamond, che non le permette il giusto circolo sanguigno nell'apparato cardiocircolatorio. Alla nascita, in Albania, le è stato inizialmente diagnosticato un problema al cuore, ma sua madre Adjola ha pensato, vista la scarsa qualità del servizio pubblico sanitario albanese e, visto che per ricevere una buona assistenza medica è necessario per forza usufruire del servizio privato – eccessivamente costoso - che la cosa migliore fosse portare la piccola Aria direttamente in Italia, dove viene portata immediatamente all'ospedale Bambino Gesù di Roma – dove riceve la diagnosi finale di anemia. Come da referto non esiste una cura purtroppo e l'unica soluzione è il trapianto di midollo, per cui la bambina viene subito messa in lista. Il problema però è che nonostante la richiesta dei documenti di soggiorno senza alcun esito e nonostante abiti in Italia con le altre due bambine frequentanti le scuole pubbliche italiane, vogliono togliere alla piccola Aria il diritto di ricevere un trapianto salva vita. Adjola é una giovane mamma che ho conosciuto tra le mura pediatriche dell'ospedale di Foligno, città di domicilio, dove la piccola esegue le analisi di routine: era spaventatissima, tremante e in lacrime con quello scricciolo di nome Aria fra le braccia, uno scricciolo bianco come le nuvole, la teneva quasi come se avesse paura che gliela portassero via.  Adjola è totalmente sola con le sue bambine come dicevo, non può lavorare se non part-time a causa della malattia della sua bambina ed è una condizione lavorativa comunque difficile da trovare per chiunque. Chiedo di attivarci tutti quanti e sensibilizzarci, attraverso una raccolta firme per far sì che Aria possa ricevere il suo trapianto al midollo osseo, necessario per la sua vita, e chiedo ai medici di tutta Italia il loro sostegno e la loro solidarietà. PER LE DONAZIONI DIRETTE AD ADJOLA E ARIA ABAZI VI PREGO DI AGIRE DIRETTAMENTE DA GOFUNDME NEL LINK IN SOVRIMPRESSIONE  https://www.gofundme.com/un-trapianto-di-midollo-per-la-piccola-aria Stiamo cercando di muoverci in qualsiasi modo, OGNI TIPO DI AIUTO può salvare questa bambina e soprattutto muovere le coscienze per garantirle un diritto come il trapianto di midollo osseo.

Ilira Radhima
576 supporters
Petitioning Remo Coniglio, Tonino Spera, Nicola Zingaretti, Regione Lazio

Io sto con Americo e con il Lago della Duchessa

A giugno 2019 è successo un fatto grave. Un atto intimidatorio contro il pastore Americo. Gli hanno avvelenato 8 cani. Qualcuno vuole cacciare Americo dalla montagna. Americo che è generoso, e preserva la tradizione pastorale come nessun altro. I viandanti del Cammino dei Briganti lo sanno bene! C’è un altro problema connesso con questo. Il Lago della Duchessa sta morendo.Il Lago della Duchessa si trova nella Riserva della Duchessa, sotto il Monte Velino, in territorio laziale al confine con l’Abruzzo. La presenza dei bovini e degli equini nel sito determina una costante ed energica azione di calpestio che, abbinata all’intenso pascolamento e all’abbeveraggio, può compromettere la conservazione dell’habitat e delle specie presenti.Avete visto i cavalli e le mucche starsene al fresco con le zampe nel lago? Decine di animali che passano mesi sui bordi del lago, deiezioni e urina, il lago sta morendo. Americo rispetta il lago, le sue pecore si avvicinano al lago, bevono e vengono subito riportate lontane dal lago. Ecco che lanciamo una campagna nazionale a sostegno di Americo, perché ha bisogno dell’aiuto di tutti noi. E del Lago della Duchessa. Noi briganti stiamo con Americo! Non lasceremo che continuino a intimidirlo, Americo non è più solo, ora ci siamo tutti noi. Americo Lanciotti ha sporto regolare denuncia contro ignoti per l’uccisione degli 8 cani con bocconi avvelenati. Ma serve alzare la voce tutti insieme per difenderlo da ulteriori pericoli.Firmate la petizione! Chiediamo rispetto per Americo e protezione per i suoi cani, e chiediamo che gli animali al pascolo non possano stazionare nel lago. Campagna sostenuta da: Cammino dei Briganti, Compagnia dei Cammini, Mountain Wilderness Italia, Ethnobrain, Movimento Tellurico, APE, Comitato Tutela Devero, (eventuali associazioni interessate mandino la loro adesione, le inseriremo!) Note: Il Lago della Duchessa si trova nella Riserva della Duchessa, sotto il Monte Velino, in territorio laziale al confine con l’Abruzzo. La presenza dei bovini e degli equini nel sito determina una costante ed energica azione di calpestio che, abbinata all’intenso pascolamento e all’abbeveraggio, può compromettere la conservazione dell’habitat e delle specie presenti. L’incidenza del pascolo (sovrapascolamento) durante il periodo primaverile-estivo produce anche un sensibile aumento del carico organico per effetto delle deiezioni animali e un generale decadimento della qualità chimico-fisica delle acque, con evidenti effetti di eutrofizzazione.Chi può volere il male di Americo? Ormai è chiaro. Americo difende il lago, sa che il lago è la salvezza di quel territorio, e che l’ammoniaca delle urine e degli escrementi lo rende inutilizzabile poi anche dallo stesso bestiame. E’ l’unico che ha il coraggio di denunciare il problema. Forse per questo dal 2011 gli hanno avvelenato 24 cani, di cui gli ultimi 8 pochi giorni fa, chiaro segno di una volontà intimidatoria. Ecco il link alla pagina che contiene una bella galleria di foto sia sulla vita di Americo che sul lago. Se avete altre belle foto belle, mandatele che le inseriremo.

Luca Gianotti
88,016 supporters
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Petitioning Regione Lazio

No, al decreto U00525 del 31​.​12​.​2019 che taglia assistenza domiciliare infermieristica

Salve,mi chiamo Sabina e sono la mamma di Sabin un bambino di 3 anni affetto da una malformazione cerebrale molto grave con epilessia severa farmaco resistente, ritardi psico motori, tracheostomia e gastrostomia e con frequenti arresti cardio respiratori. Considerata la gravità del bambino abbiamo  solo 10 ore di assistenza domiciliare infermieristica. Non riusciamo ad avere più ore!!!!!!! Il bambino necessita infatti  assistenza infermieristica 24 ore su 24, e come se non bastasse che non riusciamo ad averne più di 10h da febbraio 2020 la Regione Lazio vuole far entrare in vigore un'altra legge riguardante l'assistenza domiciliare che consiste nella riduzione delle ore di assistenza infermieristica e l'implementazione di ore da parte di Operatori Socio Sanitari (Oss) e la eliminazione dei medici specialistici domiciliari .Con tutto il rispetto per gli Operatori Socio Sanitari un bambino come il nostro che necessita di ventilazione meccanica,  aspirazione,  somministrazione di farmaci importanti, gestione degli arresti cardio respiratori e crisi epilettiche particolarmente acute ( dove resta  privo di sensi e in lunghi stati di apnea) e lunghe fino a 3-4 ore, non può essere gestito da un Oss. Questi casi gravi per avere una stabilità a casa oltre ad avere bisogno di infermieri, hanno bisogno di controlli mensili da parte dei medici specialistici( anestesista, gastrointerologo, pediatra rianimatore) ,medici che hanno esperienza con i disabili , che lavorano solo con disabili, che conoscono tutti i rischi  e la sensibilità di questi pazienti. L'assistenza infermieristica concede un po' di respiro e riposo a chi come me è un caregiver che si prende cura di un proprio famigliare. Oggi come oggi il caregiver non ha delle agevolazioni, non ha aiuto finanziario, non ha contributi, non può lavorare, chiedo quindi almeno di avere la possibilità di uscire di casa pure per fare le commissioni in tranquillità, sapendo di avere il bambino in sicurezza e questo può accadere solo con un infermiere.  Questa nuova legge ci incatena ancora di più, ci priva della poca socialità che ancora conserviamo , non mette in sicurezza il nostro bambino, ci da ansia, paura e perdita della precaria stabilità raggiunta. Penso che questa legge preoccupa non solo me ma tutte le famiglie con persone disabili e assistenza domiciliare infermieristica continuativa  in quanto il livello professionale di un infermiera non può essere raggiunto da un operatore socio sanitario. Questo decreto è un ingiustizia per i disabili complessi, anzi si può dire forte che è  un reato !! Non dobbiamo permettere di toccarci questi diritti ,ne i nostri come caregiver ne quelli dei nostri amati. Vergogna per l'iniziativa di questa lege!  Per cortesia firmate la petizione. Spero che questa arrivi ad un numero importante di firme e che la Regione Lazio pensi con il cuore pure a tutti noi già provati dalla vita. Questo bambino, come tutti i disabili, non ha scelto questa vita merita almeno di essere curato con la massima professionalità e di essere assistito da figure competenti.  Grazie di cuore!

Sabina Ghervasuc
83,631 supporters
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Petitioning Nicola Zingaretti

Vogliamo rispetto e riconoscimento per il lavoro svolto dai medici specializzandi

ORA BASTA! VOGLIAMO IL RISPETTO DEL RUOLO DEGLI SPECIALIZZANDI ED IL RICONOSCIMENTO DEL LAVORO SVOLTO.Siamo gli specializzandi e le specializzande impegnati nei reparti COVID19 della regione Lazio.Siamo medici in formazione: una strana figura mitologica, una chimera, ibrido tra studente e lavoratore. Veniamo retribuiti con un contratto di formazione-lavoro, paghiamo le tasse universitarie ma è noto che la nostra formazione spesso assume contorni sfumati, ed è frequentemente carente a scapito di un’attività professionale totalizzante. Noi abbiamo chiaro quale sia il nostro ruolo all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale. Siamo parte delle fondamenta degli Ospedali Universitari dove prestiamo servizio, forza motrice instancabile e sempre a disposizione, al fianco dei lavoratori dipendenti, ci prendiamo responsabilità che talvolta non ci competono, il nostro carico di ore lavorative eccede sempre quello previsto da contratto mentre i nostri programmi formativi vengono spesso disattesi. In condizioni ordinarie suppliamo alle carenze del nostro SSN dovute ai de-finanziamenti degli ultimi decenni e, dall’inizio dell’emergenza sanitaria COVID19, grazie alla nostra immediata partecipazione, abbiamo permesso alle strutture sanitarie universitarie della regione Lazio di rispondere in maniera adeguata alla sfida di questa pandemia.Abbiamo condiviso con tutto il personale sanitario coinvolto nell’emergenza turni massacranti, riposi mancati, un rischio biologico elevatissimo, l’ansia e lo stress di combattere contro un nemico ancora troppo sconosciuto, la paura di contagiare i nostri cari. Alcuni di noi si sono offerti volontari per dare il proprio aiuto nei reparti COVID19, anche se la loro specializzazione non lo avrebbe previsto, andando ad affiancare specialisti e specializzandi coinvolti dal primo momento. I nostri percorsi formativi ne hanno fortemente risentito, sono state sospese o rinviate le attività didattiche e non sappiamo quando potranno ripartire. Siamo consapevoli del nostro ruolo e pronti a garantire la nostra assistenza in futuro contribuendo alla lotta alla pandemia da SARS-CoV2.Abbiamo applaudito alle dichiarazioni dell’Assessore regionale alla Salute che in data 11 aprile comunicava a mezzo stampa l’accordo con i sindacati per il bonus agli operatori sanitari. Non ci interessavano e non ci interessano i contributi economici, ma piuttosto il riconoscimento morale del nostro lavoro ed il rispetto del nostro essere medici, troppo spesso dimenticato dalle Istituzioni. In data 24 aprile la Regione fa un passo indietro e attraverso una nota redatta dalla Direzione Regionale Salute chiarisce che il presupposto per la corresponsione del premio è “la titolarità di un rapporto di lavoro, di tipo libero professionale o subordinato a tempo determinato”. In tal modo (come si legge dal testo della nota), nascondendosi dietro un cavillo burocratico, la Regione Lazio esclude dall’erogazione del bonus tutti gli specializzandi che non hanno stipulato contratti aggiuntivi, che nel caso delle aziende ospedaliere del Lazio, sono la maggioranza dei medici in formazione specialistica coinvolti nell’emergenza COVID19.Deve essere assolutamente chiaro come la sospensione della didattica universitaria non abbia in alcun modo influito sulla partecipazione degli specializzandi chiamati all’attività clinica nel corso dell’emergenza COVID-19 e come nella quotidianità la scissione supposta tra attività didattica e attività operativa del medico in formazione specialistica sia assolutamente inesistente. Nella quasi totalità dei casi l’attività di noi specializzandi è volta all’adempimento di compiti a carattere esclusivamente clinico-operativo e rappresenta il fulcro del nostro sistema sanitario. La specifica sul requisito d’attribuzione del bonus diviene allora un modo subdolo da parte delle Istituzioni di operare nuovamente al risparmio sulla nostra figura, sfruttando un vuoto di tutela contrattuale da troppo tempo noto.Siamo amareggiati, siamo rammaricati, siamo disillusi e siamo stanchi. Questa è un’occasione sprecata di riconoscere il valore dei medici in formazione, un’ulteriore conferma della visione che hanno le istituzioni della nostra figura: siamo medici quando siamo utili per fornire forza lavoro nelle strutture sanitarie, siamo studenti quando veniamo  esclusi dal riconoscimento del lavoro che stiamo svolgendo. E’ uno schiaffo alla nostra attività quotidiana e al nostro sacrificio. E’ una dimostrazione di quanto possa essere falsa la retorica degli “eroi in corsia”: chi la utilizza e poi agisce così non ha a cuore il presente e il futuro del SSN e di chi ci lavora, sempre pronto a sacrificarsi per i propri pazienti.Per questo chiediamo:- Il rispetto del nostro ruolo e l’equiparazione della nostra attività a quella del personale sanitario dipendente. Il SARS-CoV2 non considera lo status contrattuale degli operatori sanitari con cui giunge in contatto e che la Regione Lazio non può che prendere atto del fatto che, anche in assenza di contratti integrativi, il medico in formazione specialistica ha risposto a questa emergenza con la sua presenza, assumendosi responsabilità e rischi;- L’estensione dell’emolumento a tutti gli specializzandi coinvolti nell’assistenza COVID19 come sta avvenendo nelle regioni Emilia-Romagna e Toscana;- Una riduzione delle tasse universitarie o una compartecipazione della Regione alla somma alla luce dell’attività eccezionale svolta nel corso della componente professionalizzante della nostra formazione.- L’apertura di un tavolo di discussione con Regione e Università per tutelare e valorizzare il ruolo dei medici in formazione specialistica e per ripartire dalla formazione medica nella ristrutturazione del SSN al termine della pandemiaNessuno deve rimanere indietro!Gli specializzandi e le specializzande della rete COVID19 della regione Lazio.

Medici Specializzandi Rete COVID19 Lazio
37,098 supporters
Petitioning Regione Lazio, Dott. Michela Civita, Dott.ssa Monica Parrella, Dott.ssa Giovanna Boda, Antonio Decaro, Dott. Antonio Ragonesi, Dott. Fabrizio Clementi, Antonio Naddeo, A. Catini, M. Grana, On. Paol...

Bell’Italia ma spesso inaccessibile. E i P.E.B.A. che fine hanno fatto?

Viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale, cioè portatrici di handicap, ma anche ad esempio genitori con passeggini, utenti che utilizzano i mezzi pubblici ecc). Da questo consegue che un elemento che non costituisca barriera architettonica per un individuo, può invece essere di ostacolo per un altro; si capisce quindi che il concetto di barriera viene percepito in maniera diversa da ogni individuo. Il bisogno di garantire al maggior numero di persone il diritto alla libertà di movimento, ha portato alla ricerca di parametri comuni tramite un livello normativo, andando ad individuare quali elementi costruttivi siano da considerarsi barriera architettonica. Nel lontano 1986 l'Italia si impegnava a introdurre i PEBA, i Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche: la Legge 41/86 (art. 32) prevedeva che entro un anno avrebbero dovuto essere adottati dai Comuni e dalle Province, pena un "commissariamento" da parte delle Regioni. Anche la successiva legge 104/92 (art. 24 comma 9) era entrata nel merito, ribadendone le indicazioni. La legge quadro italiana che tratta il problema dell'accessibilità è la legge n. 13/1989, che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l'accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Il D.M. n. 236/1989 (decreto attuativo) si addentra maggiormente nella parte tecnica e individua tre diversi livelli di qualità dello spazio costruito. Questi tre livelli sono: Accessibilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.Visitabilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Vengono considerati spazi di relazione gli spazi di soggiorno dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio e incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.Adattabilità: possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. La massiccia presenza di barriere architettoniche in tutte le nostre città che impedisce la mobilità e il raggiungimento dei servizi in genere, vanificano così il diritto all'accessibilità sociale secondo il principio delle pari opportunità con le altre persone. Principio cui è finalizzata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, in vigore in Italia dal 2009, che sancisce il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente e all'inclusione sociale. Inoltre la stessa Convenzione ridefinendo, secondo la risoluzione del 2001 dell'Organizzazione mondiale della Sanità, il concetto stesso di disabilità in forma dinamica, come una inscindibile relazione tra le menomazioni soggettive della persona con disabilità ed i contesti sociali dove risiede, rende il tema dell' inaccessibilità / accessibilità delle strutture cittadine un elemento che condiziona in modo determinante il grado della disabilità. Per quanto sopra è di tutta evidenza che vi è una situazione da parte di tutti i Sindaci di inadempimento dell'obbligo di adottare i PEBA, che provoca un grave vulnus ad un primario diritto soggettivo, quella alla mobilità, che genera intollerabili comportamenti dei Comuni discriminatori nei confronti delle persone con disabilità, censurabili anche giurisdizionalmente in base alla Legge n. 67 del 2006 "Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni". Chiediamo noi cittadini:           Mario Vattiato(Coordinatore Regionale dl Lazio per il  Movimento Italiano Disabili) Damiano Cupelloni(Socio Fondatore e primo Presidente del Comitato Pendolari della Orte Fiumicino) un primo tavolo tecnico con i soggetti elencati in questa Petizione e quelli che verranno ritenuti, direttamente e indirettamente idonei, a risolvere nelle modalità e nelle tempistiche, possibilmente brevi considerati già i 35 anni di mancata adozione dei PEBA, questo adempimento normativo suddetto. 

Damiano Cupelloni
28,152 supporters
Petitioning Paolo Simioni - Presidente ATAC S.p.A.

La casa delle donne Lucha y Siesta non si vende!

Chiediamo che lo stabile di via lucio sestio 10, dove si trova la Casa delle donne Lucha y Siesta, venga stralciato dal procedimento di concordato preventivo volto al risanamento del debito di Atac spa e che sia così escluso dalla svendita del patrimonio pubblico ad opera della stessa partecipata comunale. La casa delle donne Lucha y Siesta, attiva da quasi 10 anni nel contrasto alla violenza sulle donne, rischia di chiudere perché il proprietario ATAC Spa, in crisi finanziaria, vuole vendere lo stabile. Abbiamo ricevuto diversi segnali di accelerazione del procedimento di dismissione e non intendiamo essere le macerie di un’operazione che minaccia il valore sociale di una storia decennale per sanare anni di scandali e mala gestione economica. Dal 2008 lo stabile abbandonato di via Lucio Sestio 10, che il quartiere ha conosciuto come la sottostazione Cecafumo, è diventato la casa delle donne Lucha y Siesta, luogo di incontro fra storie di vita, coraggio, sogno e desiderio e di relazioni per la costruzione di traiettorie di uscita dalla violenza. Lucha è un centro antiviolenza laico e femminista, un luogo di ascolto, orientamento e accoglienza, uno spazio di autodeterminazione e di immaginazione personale per tutte coloro che, vivendola, la rendono viva e per tutte coloro che, lasciandola, ne escono più forti e determinate. Lucha è un laboratorio di progettazione sociale e di partecipazione a partire dai propri desideri e dalle proprie capacità. Lucha è una rete per l’orientamento al lavoro e alla formazione, per l’assistenza legale e il sostegno psicologico nei percorsi individuali e collettivi di autonomia delle donne. Lucha è un cuore pulsante di solidarietà e di condivisione. Lucha è una ricchezza riconosciuta da anni da soggetti associativi e istituzionali, del volontariato sociale e del terzo settore. Lucha è lo spazio che abbiamo liberato e che ci meritiamo di vivere. Lucha è un laboratorio politico in continua evoluzione cui non siamo disposte a rinunciare. Allo spreco e all’abbandono abbiamo sostituito un progetto sociale politico femminista e un percorso di recupero dello stabile che ne ha fermato il declino, per renderlo vivibile con la cura e la manutenzione quotidiana. Al sistema che privatizza gli utili e rende collettive le perdite abbiamo risposto con una reale valorizzazione, fatta di corpi in relazione, di sperimentazioni, di inclusione attiva e di cultura accessibile. A forza di essere libere abbiamo creduto in un progetto politico con una visione ampia e trasversale che ha dato casa e riparo a decine di storie di violenza e di solitudine, che si sono trasformate qui in riscatto e autodeterminazione. Lucha y Siesta ha fatto tesoro intangibile dei nessi fra le donne che generano un potere trasformativo capace di costruire una società migliore per tutt@, permettendo oggi a tante e a tanti di parlare di un nuovo paradigma femminista per il cambiamento. Insieme a tutte quelle donne che nel mondo si stanno ribellando e che hanno dato vita al movimento internazionale Non Una di Meno, abbiamo deciso di contarci da vive e finché lo saremo, vive, non smetteremo mai di sognare, anzi continueremo a delineare prospettive comuni e sempre più visionarie. Se il mondo ci vuole precarie, subalterne e disilluse noi saremo sicure protagoniste del futuro. Da Lucha y Siesta non ce ne andiamo, non siamo disposte a fare un passo indietro ma anzi lanciamo con rinnovata forza un invito a tutte coloro a cui arriveranno queste parole: che nascano case delle donne in ogni quartiere, in ogni città, in tutto il mondo! #luchaysiestanonsivende #luchaliberatutte Seguici su blog facebook e twitter

Casa delle donne Lucha y Siesta
23,530 supporters
Petitioning Regione Lazio

800 FAMIGLIE IN GRADUATORIA, MA FUORI DAL CONTRIBUTO CAREGIVER!

Perché viene riconosciuto il diritto all'ASSEGNO DI CURA/ CONTRIBUTO DI CURA PER IL CAREGIVER familiare ad oltre 2900 famiglie che per requisiti rientrano in graduatoria e poi, semplicemente perché non ci sono risorse economiche sufficienti si decide di non erogare il beneficio economico a 800 famiglie aventi diritto ed escluse con un provvedimento illegittimo?  Le risorse ci sono, basta fare le scelte giuste. Invece, ancora una volta i diritti delle persone con disabilità sono subordinati alla paventata indisponibilità di risorse!!!  Ancora una volta si può arrivare a credere paradossalmente che la disabilità sia un punteggio alto o basso in una classifica di persone con bisogni primari ! Ancora una volta si vuole scatenare una guerra tra poveri!!! NOI RITENIAMO ASSURDA E DISCRIMINATORIA LA DECISIONE DI VOLER EROGARE IL SOSTEGNO ECONOMICO ESCLUSIVAMENTE A COLORO CHE IN GRADUATORIA HANNO OTTENUTO UN PUNTEGGIO SUPERIORE A 50 (come dichiara la Determinazione Dirigenziale di Roma Capitale numero repertorio QE/313/2020 del 03/02/2020 numero protocollo QE/7941/2020 del 03/02/2020) ESCLUDENDO, PER UN MERO NUMERO, PERSONE CHE SI RITROVANO GIORNALMENTE A PRENDERSI CURA DEI PROPRI CARI CON ESTREMA FATICA ED ENORMI SACRIFICI NON SOLO ECONOMICI. È un NUOVO GRANDE DISASTRO! È giusto che chi ha responsabilità paghi e chi ha diritto al sostegno economico lo percepisca. La delibera di Giunta Capitolina n. 32/ 2019 non fa menzione del punteggio minimo per avere diritto all'erogazione del beneficio. - La Convenzione ONU ribadisce il "DIRITTO ALLA VITA ED ALLA SALUTE" di ogni singolo individuo. -  Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1/2020 ha aperto la strada a un principio innovativo: L’assistenza ai disabili non è mai subordinata alla disponibilità di risorse pubbliche.  I disabili vanno assistiti e basta. La loro assistenza non può dipendere né dalle risorse finanziarie disponibili, né dai posti presso le strutture semiresidenziali. -  Le Consulte Municipali di Roma Capitale, riunitesi il 14 febbraio del 2020 hanno dichiarato sul tema del SOSTEGNO ECONOMICO IN FAVORE DELLE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI, IN CONDIZIONI DI DISABILITÀ GRAVISSIMA:   “Riteniamo inaccettabile che si differenzi tra gravissimi in base ad una valutazione (i 50 punti) che non è sanitaria. L’attestazione di persona in condizione di disabilità gravissima è certificata dalla ASL e non prevede una scala di valori.  Non è accettabile una classifica di gravità rispetto al tipo di disabilità; e come se l’INPS decidesse a fronte di una disabilità del 100% di trattare diversamente una persona autistica piuttosto che un malato di SLA”. Escludere 800 famiglie dall’erogazione di un beneficio economico fondamentale significa che questa città non è in grado di sostenere lo 0,03% dei suoi cittadini romani in disabilità gravissima. È mai possibile tutto questo??? VOGLIAMO CHE TUTTI COLORO CHE RIENTRANO NELLA GRADUATORIA DEGLI AVENTI DIRITTO, VEDANO ATTUATO IL LORO DIRITTO E, DI CONSEGUENZA, CHE VENGA EROGATO LORO l'ASSEGNO DI CURA/ CONTRIBUTO DI CURA PER IL CAREGIVER FAMILIARE, EVITANDO IL CONTINUO RIMPALLO TRA COMUNE E REGIONE, PER MANCANZA DI COORDINAMENTO E DI REALE ANALISI DEI FABBISOGNI, TRA TUTTE LE  AMMINISTRAZIONI IN CAUSA!!! Comitato Disabilità Municipio X http://www.comitatodisabilitam10.it/                                                               https://www.facebook.com/comitatodisabilitamunicipiox/

comitato disabilità municipio x roma
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Riapertura immediata dell'Ospedale Forlanini di Roma

LA TRISTE FAKE NEWS SUL FORLANINI SULLA PELLE DELLE PERSONE E DEI MALATI In queste ore circola una fake news sulla possibilità di riaprire il Forlanini. Bisogna fare chiarezza, perché è una campagna di speculazione sulla pelle delle persone, soprattutto in questa fase di emergenza. La verità: il Forlanini era deserto già negli anni ’90 e da allora è senza alcuna forma di manutenzione. Siamo nel 2020, stiamo parlando di una struttura degradata, fatiscente, che in molte aree sta cadendo a pezzi. Creare un reparto attrezzato in pochi giorni, per curare malati gravi, in una struttura che cade a pezzi e da ristrutturare da cima a fondo è da folli. Su Roma, infatti, si è costruita in poche settimane una rete di 1.000 posti letto dedicati al COVID-19 tra i 550 dei quattro COVID HOSPITAL 1-Spallanzani 257, COVID-2 Columbus 133 posti. In attivazione un COVID-3 HOSPITAL con 80 posti e COVID-4 HOSPITAL PTV con altri 80 posti, cui si aggiungono la rete delle malattie infettive e della pneumologia (400 posti). Questi centri dispongono infatti di spazi adeguati e attrezzature di base pronte all’uso, senza l’esigenza di grandi opere infrastrutturali. Con i posti nelle province arriviamo ad una rete complessiva di circa 1.500 posti a disposizione dell’emergenza in tutta la Regione Lazio. Noi abbiamo il dovere di aprire nuovi reparti in tempi brevissimi, come stiamo facendo, ma in strutture sanitarie che garantiscano igiene, efficacia e funzionalità perché si parla della vita di esseri umani. Le persone hanno bisogno di soluzioni concrete in 7 giorni, non di cose che si possono realizzare in 7 anni. Chi porta avanti questa campagna, quindi, ha una grave responsabilità, suscita attese e speranze, produce frustrazione quando avremmo tutti bisogno di speranza. Per fortuna migliaia di operatori della sanità in queste settimane in silenzio e senza sosta e chiacchiere stanno lavorando per sconfiggere il virus e aprire, nuovi reparti, moderni e in piena sicurezza. Pensiamo a curare le persone. --- LINK AL POST SULLA PAGINA FACEBOOK UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO: https://www.facebook.com/RegioneLazio/posts/2796143117120929?__tn__=-R

8 months ago
Scongiurare la chiusura del reparto di maternità dell'Aurelia Hospital di Roma

Rispetto alla situazione del reparto di maternità dell’Aurelia Hospital di Roma si precisa quanto segue. · Il Ministero della Salute ha stabilito al livello nazionale una soglia minima di 500 parti come standard di sicurezza per i reparti di maternità degli ospedali. Studi ribaditi anche nel rapporto del Comitato di bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno individuato proprio nella frammentazione dei punti nascita, soprattutto di quelli con meno di 500 parti l’anno, l’elemento che aumenta di molto il rischio clinico per la mamma e il nascituro. · In ragione del fatto che l’Aurelia Hospital non risponde al requisito dei 500 parti, (439 parti nel 2016) nella nuova programmazione non sarebbe stata prevista la presenza della struttura. Tra le alte cose, non si ravvisano elementi che facciano prevedere un aumento dei parti per questa struttura, il tutto sia a causa della generale situazione di decremento delle nascite, sia a causa del fatto che la stessa area è servita da ben quattro importanti ospedali. · Tale condizione di non rispondenza al numero minimo dei parti, come previsto dalle norme, avrebbe comportato, tra le altre cose, il disaccreditamento dell’attività ostetrica da parte della Regione Lazio. La scelta di chiudere il reparto, però, è stata presa dalla stessa struttura, che ha comunicato alla Regione Lazio di aver sospeso le attività per “motivi contigenti” a partire dal mese di luglio 2017.

3 years ago
GIU' LE MANI DAI SOLDI DEGLI SMS SOLIDALI 3.920.000 NO X LE SCUOLE FUORI DAL CRATERE

Con gli sms solidali la Protezione Civile ha raccolto circa 28 milioni di euro. Il 14% del totale, pari a 3,920 milioni, è stato destinato alla Regione Lazio. Le risorse vanno ad aggiungersi a quelle già stanziate dal Commissario straordinario per eseguire interventi di adeguamento sismico su edifici scolastici che presentano un quadro complessivo di danni molto gravi e di vulnerabilità molto elevato. In particolare, i fondi raccolti attraverso gli sms solidali finanzieranno i lavori nella scuola Primaria e Secondaria di 1° grado di Poggio Bustone, della Secondaria di 1° grado di Collevecchio e della scuola dell’Infanzia di Rivodutri. L’obiettivo, è evidente, è quello di assicurare l’immediato ripristino del normale svolgimento delle attività didattiche limitando i disagi per gli alunni e le famiglie. Garantire il diritto allo studio è un obiettivo di primaria importanza, ben oltre ogni distinzione tra i comuni all’interno o all’esterno del cratere. La proposta di destinare alle scuole citate i fondi raccolti con gli sms solidali – va ricordato- è stata prima discussa in occasione del Comitato istituzionale del 5 luglio 2017 (a cui hanno partecipato i rappresentanti istituzionali dei 15 Comuni del cratere e della Provincia di Rieti) , e poi valutata e accolta dal Commissario straordinario del Governo, dal Capo della Protezione Civile e dal Comitato dei Garanti. Si ricorda, infine, che i finanziamenti fino al 100% della spesa sono previsti per tutte le strutture scolastiche presenti nell’area del cratere, e più in generale per tutti gli edifici, sia pubblici che privati. Tutto questo, ovviamente, vale anche per i comuni più colpiti, come Accumoli e Amatrice, per i quali, oltre alle risorse utilizzate per fronteggiare l'emergenza, sono già stati previsti circa 30 milioni di euro di investimenti per interventi su opere pubbliche, scuole comprese. La Regione Lazio continuerà a lavorare ogni giorno in piena trasparenza per tutte le popolazioni colpite dal sisma e per riportare il futuro in questi luoghi.

3 years ago
No alla chiusura degli Ambulatori solidali

Onlus “Medicina Solidale”: la risposta della Regione Lazio In merito alle attività ambulatoriali delle diverse sedi della Onlus “Medicina Solidale” che si trovano sul territorio di competenza della Regione, si specifica che: • nessun atto da parte della Regione Lazio né dal Policlinico Tor Vergata impedisce le attività della Onlus; • il Protocollo d’Intesa tra Regione ed Università di Tor Vergata che disciplina le attività sanitarie, di didattica e di ricerca del Policlinico Tor Vergata non ha mai interferito sulle attività della Onlus; • tutte le attività di assistenza sanitaria, secondo quanto previsto dalla legge nazionale, devono essere autorizzate. Si precisa, tra l’altro, che da parte della Onlus non è pervenuta nessuna richiesta di autorizzazione; • la Regione e le Asl competenti sono state sempre disponibili a verificare il possesso dei requisiti necessari da parte della Onlus “Medicina Solidale”, il tutto anche alla luce della particolare natura sociale delle attività svolte nelle diverse sedi dalla Onlus, le quali devono essere autorizzate secondo quanto prevede la legge regionale 4 del 2003; • il presupposto principale è proprio che le procedure avvengano nel rispetto delle norme. Non si tratta di adempimenti burocratici, ma di regole del sistema sanitario che valgono per tutti.

3 years ago