Decision Maker

Luca Ceriscioli

  • Presidente Regione Marche

Does Luca Ceriscioli have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Victory
Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
67,043 supporters
Petitioning Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana), Luca Ceriscioli

salva CAMERINO dall'abbandono post-terremoto

“Salva Camerino dall’abbandono post-terremoto”: mozione del Seminario di Architettura e Cultura Urbana   Il centro storico di Camerino rischia l’abbandono a seguito degli eventi sismici dell’ottobre 2016: da allora la città dentro le mura è vuota. I palazzi, le vie e i luoghi pubblici, solitamente animati da migliaia di cittadini e di studenti, a distanza di oltre due anni dall’esodo, sono deserti. La vegetazione selvatica si fa strada fra le pietre e un’atmosfera metafisica, struggente avvolge il paesaggio urbano esanime. Camerino ha una storia millenaria, le sue alte mura urbiche la cingono per trentadue ettari; tutte le funzioni pubbliche, fino a pochi decenni or sono erano concentrate al suo interno come pure i palazzi di pregio, le chiese, i monumenti, la sede storica dell’Università degli studi attiva sin dal XIV Secolo e quasi tutte le attività commerciali, sociali, culturali; fuori dalle mura soltanto poche conurbazioni a nord e a sud, sulle pendici della collina, senza un progetto di ‘città nuova’. Il duplice problema che oggi si pone a Camerino è di dare forma e sostanza alle conurbazioni esterne, soprattutto dopo gli eventi sismici che hanno comportato un aggravio di utenza delle infrastrutture esistenti e, soprattutto, di restituire alla vita il centro storico che rappresenta la vera anima e la stessa ragione d’essere della città. Dopo oltre due anni di separazione dei cittadini dalla propria città comincia a venir meno l’idea del ritorno: molti, condizionati dall’esilio forzoso stanno ricostruendo la loro vita altrove, i più sono rimasti aggrappati alla speranza di ritrovare quel modo di vivere urbano di antica civiltà che contraddistingue da sempre Camerino. A quest’ultimi è obbligatorio dare una risposta prima che sia troppo tardi. La lentezza delle procedure ordinarie, unitamente ad una certa disattenzione al problema non aiutano a risollevare la sorte della città ducale: la normativa messa in atto per la ricostruzione è confusa e farraginosa, i tempi di attesa si prospettano ancora lunghi e incerti. È pur vero che occorre il tempo necessario per intervenire con giudizio su un territorio di grande bellezza e di altrettanto grande fragilità, esistono, comunque, delle priorità incontestabili per cui vale la pena di agire con urgenza; mi riferisco a quei luoghi rappresentativi della ‘civitas’ che fungono da attrattori di interesse per la città, promotori della rinascita sociale, culturale, economica e motivo per la sua rioccupazione residenziale. Per questo il Seminario di Architettura e Cultura Urbana promosso da Università di Camerino, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e Archeoclub d’Italia ha individuato quattro complessi monumentali esistenti all’interno del centro storico per una petizione rivolta al Capo dello Stato affinché sia attivata una specifica modalità d’intervento urgente per il loro risanamento: il Palazzo ducale, il Teatro comunale ‘F. Marchetti’, il Polo museale e il Palazzo della Musica. Il Palazzo ducale, ricco di storia, col suo cortile rinascimentale che si affaccia sulle mura urbiche è sede del Rettorato, della Scuola di Giurisprudenza, dell’Aula Magna, di un’importante biblioteca aperta agli studenti ventiquattro ore su ventiquattro ed è, inoltre, tradizionale meta di visita turistica e di incontro dei cittadini. Il Teatro comunale, col suo impianto di palchi a ferro di cavallo, rappresenta il meglio del ‘Teatro ottocentesco del Melodramma’ ed è aperto tutto l’anno alle stagioni musicali e di prosa. Il Polo museale di San Domenico raccoglie importanti testimonianze della pittura camerinese del Quattrocento, il museo archeologico e il museo universitario delle scienze, unico nelle Marche. Il Palazzo della Musica, infine, è sede di scuole musicali di ogni livello, di stage, master e concerti che richiamano musicisti e pubblico dall’Italia e dall’estero. Per questi edifici monumentali, il cui livello di danno causato dagli eventi sismici del 2016 è tale da consentire comunque un adeguato e sicuro risanamento strutturale, si chiede un intervento d’urgenza che li restituisca nel minor tempo possibile alla città per la sua rinascita.  

giovanni marucci
6,628 supporters
Petitioning Paolo Gentiloni

Chiediamo la realizzazione della Ferrovia dei due Mari (San Benedetto del Tronto-Roma)

Il territorio appenninico delle regioni Lazio e Marche da tempo soffre di gravi carenze infrastrutturali ed economiche aggravatesi con i recenti eventi sismici. Lo spopolamento di questi territori, è ormai una realtà che si protrae dagli anni '60, con l'emigrazione di massa verso la costa e le città più industrializzate. Nel post-terremoto è ancor più chiaro il profilo di un territorio meraviglioso ma fragilissimo ed è evidente la necessità di nuove riflessioni, proposte ed idee che possano andare in parallelo alle risposte più immediate tipiche della fase emergenziale. Non possiamo farci mancare una prospettiva ed una progettualità a lungo termine per non perdere di vista l'obiettivo: far rivivere questi luoghi. Quali motivazioni possiamo quindi dare alle persone fuggite, o alle nuove generazioni per ritornare nei borghi colpiti dal sisma? Eppure, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Accumoli ed Antrodoco non sono mai stati paesi così sperduti: tutti si collocano lungo ad un'arteria stradale, tra le più antichissime, la Via Salaria, un passaggio obbligato per poter raggiungere la Capitale e la costa orientale. Nonostante ciò, hanno sopportato fino ad oggi un costante declino, frutto di politiche nazionali che non hanno mai creduto nella montagna e in tutte le floride realtà che la costellano. Ecco una delle possibili motivazioni di cui sopra: un treno per Roma ed un treno per l'Adriatico. Ripartire, riavvicinandosi. La parola d'ordine è dunque:rompere l'isolamento al quale sono stati relegati il reatino e l'entroterra ascolano nel rispetto delle loro bellezze paesaggistiche, naturali, storico ed artistiche. Come? Rispolverando il progetto antichissimo, ma sempre attuale della Ferrovia dei Due Mari, risalente già al 1841 ma mai realizzato a causa di ostacoli di vario genere (contrasti sul tracciato da adottare, dissidi campanilistici con altre regioni, ostacoli burocratici ed economici) ed abituale promessa elettorale irrealizzata. Oggi l'unico mezzo per raggiungere Roma o l'Adriatico è il trasporto privato su gomma con i costi ambientale ed economico che ne conseguono(vedi traforo del Gran Sasso): il treno è invece riconosciuto quale mezzo di trasporto tra i più sostenibili con un minor dispendio di tempo , impatto paesaggistico e quantità di emissioni di CO2 nell'atmosfera. Ma ci pensate? Questo progetto era considerato come una spina dorsale per l'istituenda Italia Unita, di rilevanza strategica per un'intera Nazione, altro che sogno di troppa ambizione! Noi ci riproviamo, ma questa volta si fa per davvero: il treno passa una volta sola! E voi? Ci state a partecipare?  

Guido Benigni
6,441 supporters
Petitioning Roberto Speranza

Urgente! Troppo poche le reti territoriali per le cure palliative pediatriche

In Italia sono 30.000 i bambini affetti da patologia inguaribile che hanno diritto a ricevere cure palliative pediatriche. Si tratta di minori con patologie complesse, che richiedono assistenza specifica e multi specialistica finalizzata a migliorare la qualità della loro vita e quella delle loro famiglie. Ad oggi, sebbene la legge 38/2010 sulle cure palliative sancisca il diritto di questi bambini a ricevere assistenza sanitaria anche presso il loro domicilio, molte Regioni non hanno ancora sviluppato la rete necessaria ad attivarne la presa in carico. Esistono diversi studi internazionali[1] che mostrano come, a parità di servizio di assistenza, i costi sanitari dei minori con patologie inguaribili curati in ospedale siano maggiori di quelli in trattamento domiciliare. Senza parlare delle ricadute sulla qualità della loro vita che ha bisogno, il più possibile, di “normalità” e di tutte le attenzioni e attività necessarie allo sviluppo del minore. Bisogni che, a casa, possono essere maggiormente soddisfatti. Un bambino, anche se malato, è prima di tutto un bambino. L’emergenza COVID-19 ci ha insegnato che una rete territoriale per il trattamento dei malati è necessaria per tutelare al meglio la salute dei pazienti e dei cittadini. Se questo modello fosse già stato implementato ed in essere, avrebbe diminuito la pressione sulle strutture ospedaliere e, di conseguenza, contenuto i disagi per la popolazione. Per i minori malati e per le loro famiglie, questo è ancora più vero. La Rete di Cure Palliative Pediatriche consente infatti di gestire a casa moltissimi dei problemi/criticità che questi bambini e queste famiglie presentano: permette loro di "vivere con qualità" insiema ai loro cari, ai loro affetti, alle cose che amano e desiderano, seppur in malattia e difficoltà. Il tutto in sicurezza e in continuità di riferimenti e di obiettivi. Chiediamo quindi al Ministro Speranza di vigilare sull’andamento dell’applicazione della legge 38/2010 nelle singole regioni e a tutti i Presidenti di Regione di realizzare la rete di cure palliative pediatriche, soprattutto attraverso l'implementazione dei servizi di assistenza domiciliare, basati sulle specifiche necessità individuali dei piccoli pazienti. Era un loro diritto prima, lo è oggi ancora di più. Sostieni questa battaglia con la tua firma e aiutaci a dare risposte e sostegno a tutti i familiari di bambini affetti da patologia inguaribile. #acasaèpiùmeglio [1] “Cost Analysis and Policy Implications of a Pediatric Palliative Care Program” Journal of Pain and Symptoms Management 2016  

Fondazione Maruzza Onlus
5,659 supporters
Petitioning Sergio Mattarella, Giuseppe Conte, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico, Dario Franceschini, Nicola Zingaretti, Luca Zaia, Antonio Fosson, Alberto Cirio, Attilio Fontana, Massimiliano F...

Sostegno al reddito per Locazioni Turistiche e Attività Ricettive Non Imprenditoriali

Alla cortese attenzione di: Illustrissimo Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella Illustrissimo Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana Giuseppe Conte Illustrissima Presidente del Senato della Repubblica Italiana Maria Elisabetta Alberti Casellati Illustrissimo Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana Roberto Fico Illustrissimo Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini Tutti gli illustrissimi Presidenti delle Regioni Italiane Illustrissimo Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni di Italia Antonio Decaro Tutti gli illustrissimi Sindaci dei Comuni di Italia e per conoscenza: a tutti gli organi di informazione a tutti i gruppi social di riferimento del settore turistico alberghiero ed extra alberghiero PREMESSO CHE: Nel settore turistico operano diverse entità tra cui le locazioni brevi, come normate dal DL 50/17 e successiva conversione in legge nonché titolari di strutture ricettive extra alberghiere gestite in forma non imprenditoriale sempre nel rispetto delle norme vigenti per come previsto da relativi regolamenti regionali Tutto il settore è interessato dalla crisi relativa alla pandemia da Corona Virus innescatasi a partire dalla fine del 2019 I soggetti indicati si sono fatti parte diligente, laddove previsto, della riscossione e/o versamento dei tributi in nome e per conto delle amministrazioni locali. Quanto percepito dai soggetti di cui sopra era legale frutto della messa a reddito di immobili per cui godono di diritto reale e che per la maggioranza dei soggetti tale reddito era fonte di sostentamento principale o complementare ma di fatto essenziale L’indotto generato dalla ricettività messa a disposizione dalle suddette categorie rappresenta una fetta importante dell’economia locale. La sofferenza generata da questo periodo di crisi la cui fine per il settore si può prevedere in una data da individuarsi non prima della stagione prossima, ovvero un anno da oggi. Non tutti i soggetti su menzionati, proprio per la natura non imprenditoriale, possono accedere agli aiuti messi finora in campo dal governo, né hanno gli strumenti e i mezzi per sopravvivere ad un anno di inattività. Senza un aiuto mirato e concreto i soggetti di cui sopra non sono in grado di provvedere al proprio sostentamento. Nel caso di sgravi fiscali per le ristrutturazioni operate sugli immobili, in presenza di riduzione o azzeramento del reddito, si verificherebbe la perdita degli stessi per una o più annualità. Ciò premesso con la presente siCHIEDE: Che si intervenga con una politica concreta di sostegno al reddito, affinché non si assista ad un tracollo economico di diversi settori coinvolti ed alla disperazione di chi è interessato direttamente, relativamente alle realtà che possono dimostrare diminuzione del reddito conseguente all’emergenza in essere, attraverso i seguenti provvedimenti: Sostegno economico, a partire da Marzo 2020 e per tutto il periodo dell’emergenza pari o superiore almeno al reddito indicato dall’ISTAT come soglia di povertà. Esenzione dal versamento del Contributo di Soggiorno, Tassa di Soggiorno o qualsiasi altra forma o denominazione possa assumere in loco a partire dal primo trimestre dell’anno corrente. Esenzione dalle imposte locali come l’IMU per l’importo totale relativo a due immobili destinati alla locazione breve su tutto il territorio nazionale. Recupero di una o più annualità degli sgravi fiscali relativi a ristrutturazioni sugli immobili destinati a locazione breve o a struttura ricettiva extra alberghiera come credito di imposta da utilizzarsi negli anni a seguire. Esenzione dal pagamento del canone RAI speciale, laddove previsto, fino alla fine dell’emergenza o prolungamento della sua validità per chi ha già effettuato il pagamento. Esenzione dal pagamento del canone SIAE, laddove previsto, fino alla fine dell’emergenza o prolungamento della sua validità per chi ha già effettuato il pagamento. Esenzione dal pagamento della Tariffa o Imposta sulla raccolta dei rifiuti, laddove e per come previsto, fino alla fine dell’emergenza o prolungamento della sua validità per chi ha già effettuato il pagamento. Sospensione del mutuo sulle case destinate a locazione breve o attività ricettiva extra alberghiera NON imprenditoriale fino al numero massimo di due su tutto il territorio nazionale.

Luca Roscio
2,047 supporters
Petitioning Regione Lazio, Regione Lombardia, Regione Piemonte, Regione Marche, Regione Emilia Romagna, Giuseppe Conte, Lucia Azzolina, Regione Abruzzo, regione sardegna, Regione Basilicata, Regione Sicilia, N...

Aprire i Nidi Famiglia Tagesmutter per bimbi fino 0-3 e 3-6 anni nella fase 2 #Covid-19

I Nidi Famiglia Tagesmutter e tutti i servizi socio-educativi di tipo domiciliare esistenti in Italia (Nidi Domiciliari, Piccoli Gruppi Educativi, ecc.) sono da ritenersi come la soluzione concreta, diffusa e capillare per i nostri figli dai 3 mesi ai 6 anni, già durante la Fase 2 per la graduale apertura e la continua sorveglianza attiva nella lotta al Coronavirus. I Nidi Famiglia Tagesmutter garantiscono un accudimento sia per la prima infanzia 0-3, sia eventualmente anche per i bimbi più grandi fino a 6 anni, in maniera strutturata, monitorata ed organizzata come dei veri e propri asilo nido in miniatura, e la sicurezza è garantita grazie al ridotto rapporto educatori/educatrici e bambini. Durante la fase 2 della lotta al Covid-19 il rapporto potrà essere ulteriormente ridotto, arrivando ad 1:2 od 1:3 in base all'età dei bambini ed all'organizzazione degli spazi e delle attività. Abbiamo già protocollato procedure standardizzate coi criteri di sicurezza e prevenzione contagio tra i più in avanguardia, specificamente pensati per gli ambienti domiciliari e messi a disposizione delle famiglie utenti: sanificazione degli ambienti utilizzo dei termo-scanner obbligo di mascherine e guanti riorganizzazione degli spazi e delle attività adozioni di procedure specifiche e standardizzate finalizzate al distanziamento sociale. incentivazione delle esperienze outdoor Anche le famiglie dei bimbi saranno coinvolte attivamente in tutti i processi di sorveglianza attiva costante, così che li potranno proporre e mantenere anche nei propri ambienti domestici. Data la capillarità sul territorio dei Nidi Famiglia Tagesmutter e tutti i servizi socio-educativi di tipo domiciliare esistenti in Italia (Nidi Domiciliari, Piccoli Gruppi Educativi, Agri-Tata, ecc.) sarà possibile predisporre specifiche convenzioni con ospedali e presidi sanitari, così da riuscire ad essere al fianco dei medici, infermieri e tutto il personale paramedico che quotidianamente lottano contro questo terribile virus. Le educatrici e gli educatori metteranno in pratica procedure specifiche per migliorare la sorveglianza, fare screening alle categorie esposte, individuare i focolai attraverso i sistemi tracciamento eventualmente messi a disposizione dalle autorità.  Nei Nidi Famiglia Tagesmutter, grazie alla peculiare caratteristica che l’attività è svolta in un ambiente domiciliare, potrà svolgere le attività con giorni ed orari di frequenza flessibili e modificabili in base alle esigenze dei genitori e soprattutto dei bambini e bambine. È garantita una programmazione pedagogica e didattica che tenga conto della mutata frequenza, del distanziamento sociale e della nuova organizzazione degli spazi. Grande importanza sarà dedicata all’esperienza ed alle attività outdoor: una soluzione pedagogica/didattica che consenta ai bambini di vivere nel miglior modo questa nuova esperienza socio-educativa nell’ambito dei Nidi Famiglia Tagesmutter. I genitori saranno coinvolti fattivamente anche tramite la conoscenza del  DVR specificamente redatto per  la conoscenza dettagliata delle nuove procedure da adottare sia dai genitori, sia dagli educatori, educatrici e personale di supporto.

Scarabocchiando a casa di... Nidi Famiglia Tagesmutter
1,807 supporters
Petitioning Luca Ceriscioli, Sciapichetti , Regione Marche, Angelo Sciapichetti

La regione Marche vuole affossare il parco del Conero

Il Circolo Naturalistico "Il Pungitopo" ONLUS qualche mese  fa aveva  divulgato un comunicato stampa, lasciando però un punto interrogativo. Ora, gli eventi che sono seguiti nell'ultimo mese hanno purtroppo confermato i nostri timori. Ricordiamo che l 'ente Parco del Conero ,unico tra tutti i parchi regionali ,alla scadenza naturale dell'organo amministrativo (il direttivo) rappresentante degli enti locali e le associazioni ,oltre che la regione stessa, è stato prolungato con la prospettiva che il commissario straordinario rimanesse in carica sino alla data di entrata in vigore della nuova legge regionaleper la disciplina dei parchi e delle aree naturali protette) o comunque per la durata massima di 90 giorni. Invece il commissariamento è stato prorogato dalla Giunta per altri 90 giorni , dal 29 gennaio scorso. Questa proroga è incoerente con i tempi di emanazione di una qualsiasi legge, essendo necessario la sua preparazione e la sua promozione che non può avvenire in 90 giorni(periodo troppo breve per la burocrazia italiana). Per tali circostanze l'8 febbraio, il consiglio regionale approva una proposta di legge della giunta per il congelamento sino a 18 mesi della nuova legge regionale, con l'impegno di arrivare entro 8 mesi con una nuova legge Così la precaria situazione del parco del Conero e di tutte le persone a cui sta a cuore è stata protratta ancora una volta! Chiediamo ai cittadini: Questa situazione è accettabile??  La nostra più probabile prospettiva e che al termine della gestione commissariale straordinaria, i problemi saranno irrisolti , l'amministrazione demotivata, la posizione dei comuni ancora più critica e in generale ci sarà un drastico congelamento della situazione e della gestione del parco. Per di più un commissariamento costa quanto un intero direttivo, la differenza, però,  è che esclude enti ed associazioni dalla governance! Quindi la differenza sta nel fatto che il lavoro di guida del parco e sulle spalle di un singolo, piuttosto che sul contributo di una squadra di cinque amministratori. Per Ceriscioli ,ma soprattutto per Sciapichetti rivolgiamo 4 domande:  perché questo comportamento nei confronti del parco del Conero? avete valutato le ricadute future di un comportamento simile? la riforma di cui parlate amplierà la rappresentanza di comuni ad associazioni o piuttosto la lascerà solo nelle mani di politici? quando  delle risorse politiche verranno utilizzate per valorizzare il sistema nelle aree naturali protette delle Marche? La tutela dell'ambiente è un argomento che noi sta a cuore da molto prima che le parole tutela ambientale e protezione ambientale entrassero nei vocabolari dei politici che oggi ci ritroviamo. E' giunta l' ora di farci sentire

Legambiente "il Pungitopo" Onlus
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Petitioning Luca Ceriscioli

Tornare in montagna nelle Marche

Signor presidente tutto il popolo della montagna marchigiana freme per poter tornare sui nostri monti. Dall'inizio di marzo ormai tutta la popolazione marchigiana è diligentemente chiusa in casa,mostrando grande disciplina e obbedienza alle regole.  Grazie a Dio la fase critica e la situazione di emergenza creatasi negli ospedali è alle spalle e si guarda all'immediato futuro obbligatoriamente con molta cautela , ma anche con ottimismo e speranza che sono due stati d'animo indispensabili per affrontare e superare questo duro e cruciale momento. La nostra regione fortunatamente per noi, racchiude entro i suoi confini delle perle naturali tra le più belle della nostra Italia. Abbiamo un mare e delle spiagge bellissime, abbiamo le nostre colline che niente hanno da invidiare a quelle di altre regioni ben più blasonate. Abbiamo, e qui bisogna spendere qualche parola , i monti sibillini, o monti azzurri , uno scrigno di tesori unico , una montagna a misura d'uomo ,una montagna gravemente ferita dal sisma ma viva e pulsante. Ci sono molti fruitori che come già espresso, vorrebbero tornare sui nostri monti. Di sicuro non manca la possibilità di evitare gli assembramenti , altrettanto sicuro è  che in montagna non è difficile rispettare le giuste regole che questo delicato momento ci impone: distanza sociale, mascherine  buon senso.  In molti consideriamo vitale tornare a frequentare i  nostri monti: prima di tutto per la salute psicofisica che ne deriva,specialmente adesso dopo questa lunga quarantena. Chi frequenta la montagna non può stare a lungo senza i suoi odori, i suoi panorami, i suoi colori, silenzi le sue solitudini e non ultimo, suoi grandi spazi aperti. Certo è che per chi va in montagna essa è indispensabile come lo è l'ossigeno che respiriamo, chi frequenta la montagna non può assentarsi a lungo da un ambiente e una libertà che sono vitali per l'equilibrio dell'individuo. Si sente spesso parlare di come si potrebbero rispettare le norme di sicurezza per tornare al mare ma, per la montagna dove sarebbe infinitamente più facile e assai meno oneroso il rispetto delle regole non vi è nessuna parola, nessuna ipotesi  o dibattito.  Si chiede con il presente comunicato di riaprire al piu presto montagna marchigiana ai suoi fruitori nel pieno rispetto delle norme atte a tutelare la salute pubblica. 

Emanuele Cardinali
1,301 supporters