Decision Maker

Giovanni Tria

  • Ministero dell'Economia e delle Finanze

Does Giovanni Tria have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Giovanni Tria, Giuseppe Conte, Giulia Grillo

Stop TAMPON TAX, il ciclo non è un lusso!

Cos'è la Tampon Tax? Semplice! È l’imposta IVA al 22% che grava sui prezzi degli assorbenti, considerati come beni di lusso. Avere il ciclo non è un lusso nè tantomeno una scelta e gli assorbenti non sono un accessorio ma una necessità per ogni donna. Chiediamo che la Tampon Tax sia abbassata al 4% e che quindi gli assorbenti vengano considerati beni di prima necessità. Se ora pure i tartufi sono tassati al 5% come bene di prima necessità, viene spontaneo chiedersi come mai un assorbente non abbia lo stesso regime di tassazione. Il costo degli assorbenti non è un problema che riguarda esclusivamente le donne ma è un problema che coinvolge tutta la famiglia, uomini compresi! Per esprimere questa necessità, per verificare il livello di consapevolezza e anche per ridere un po' abbiamo invitato sette ragazzi e li abbiamo sottoposti al nostro esperimento sociale. Fatevi un regalo e fatelo alle donne della vostra vita. Attraverso una semplice firma non ci aiuterete solamente a cambiare una tassa ma l'intero stile di vita di molte donne.

Onde Rosa
190,481 supporters
Petitioning Giovanni Tria

Le mestruazioni non si tassano: IVA al minimo sugli assorbenti!

Oltre quattro euro per una confezione da 20: un piccolo tesoro, se si pensa che in tutta la vita ne serviranno decine di migliaia. Perché gli assorbenti costano così tanto? La colpa è dell’IVA: gli assorbenti sono tassati al 22%, come un tablet o un capo di abbigliamento. Se gli assorbenti venissero considerati essenziali, l'IVA sarebbe solo del 4%. Gli assorbenti dovrebbero entrare nella lista dei beni essenziali, che comprendono pane, pasta, riso, quotidiani e protesi dentarie. Mentre si può vivere senza un tablet, non è possibile, per chi ha le mestruazioni, fare a meno degli assorbenti per condurre una vita normale e in salute. Senza gli assorbenti, per poter gestire le mestruazioni in modo da partecipare senza problemi alla vita sociale, subiremmo conseguenze pesanti per la nostra salute sia fisica che mentale. L’aliquota al 22% è una tassa ingiusta che grava direttamente sulle donne e in particolare le donne con poco reddito. Chiediamo che gli assorbenti vengano considerati per quello che sono, beni essenziali, e tassati di conseguenza. Applicate sui prodotti sanitari femminili (assorbenti, tamponi, coppe e spugne mestruali) l'aliquota IVA minima del 4%, equiparandoli ai prodotti essenziali.

Chiara Capraro
172,434 supporters
Petitioning Nello Musumeci

Tampon tax, assorbenti di lusso?

Perché in Italia gli assorbenti sono considerati un bene di lusso? In certi paesi alcuni progetti prevedono la distribuzione degli assorbenti gratuiti a tutte le donne e ragazze. Gli assorbenti sono essenziali nella vita delle donne e in Italia la norma della tampon tax non è mai stata discussa, quindi è il momento di iniziare a parlare, farci sentire, mettere in luce la questione e soprattutto informare le donne e le ragazze. Nel 2018 gli assorbenti sono tassati con un'aliquota al 22% e di conseguenza considerati un bene di lusso, quando andrebbe applicata un'aliquota del 4%. Avere le mestruazione fa parte dell'essere donna, è naturale ed è assolutamente doveroso che gli assorbenti siano inseriti nella lista dei beni essenziali. Questa petizione nasce con l'obiettivo di rendere un bene di prima necessita alla portata di tutte, perché è ingiusto nei confronti di tutte donne pagare a prezzi esorbitanti un bene che è essenziale. Firmare questa petizione consentirà di portare in alto la questione e di far capire a chi sta al vertice delle istituzioni quanto questa questione ci stia a cuore. #donnemuoviamoci

Giovanna Luppino
172,434 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Giovanni Tria, Marco Bussetti

Sostieni i Tuoi Diritti: #RiscattaLaurea!

Il dibattito in tema di Riscatto della Laurea,  che negli ultimi anni si è venuto via via sviluppando in larghi strati della società italiana, ha affermato un principio su tutti e cioè che la normativa oggi esistente non incentiva il riscatto,  non lo rende conveniente, lo rende, per i sacrifici che ogni cittadino  ha prodotto per giungere alla laurea, addirittura, per i costi che da qualche decennio vengono richiesti dallo Stato, molto distante dall’ essere considerata una opportunità. Si pensi, inoltre, che Il riscatto a titolo oneroso negli ultimi anni è stato esercitato da pochissime persone, segno che tale istituto rappresenta qualcosa di desueto, che in tempi di crisi è addirittura controverso. In termini pratici, ai sacrifici economici, che pure sono tanti, non corrisponde alcuna garanzia per il futuro. Il Coordinamento Nazionale per il Riscatto della Laurea, in tale contesto,  da qualche anno porta avanti una battaglia  che è diventata nel corso del tempo anche  "Social",   attraverso l’utilizzo dell’hashtag #RiscattaLaurea; un Nome semplice che tuttavia non si presta ad aperture di nessun tipo, né ad abusi linguistici. Il Riscatto della Laurea nasce e si esplicita attraverso i media con una precisa proposta Politica che chiede alle Istituzioni: 1) il Riscatto Gratuito degli anni legali del Corso di studi2) Il godimento del provvedimento Senza Limiti di Reddito3) L’affermazione del Diritto Senza alcun limite ai requisiti anagrafici Tre pilastri chiari su cui si fonda la proposta e sulla cui base codesto Coordinamento chiede al Governo, al Premier Conte e ai Ministri Bussetti, Di Maio e Tria, competenti per materie,  di dialogare e scrivere un provvedimento di Legge per i 5,5 Milioni di Cittadini ai quali sarebbe indirizzato il Testo.  Se anche tu sei d’accordo su questi tre enunciati imprescindibili e chiedi al Governo il Riscatto Gratuito della TUA LAUREA, non esitare. FIRMA QUI

Riscatta Laurea
15,504 supporters
Petitioning Giovanni Tria, Ignazio Visco

#SALVIAMOLACASA.

Quasi 20 milioni di famiglie sono proprietarie della casa in cui abitano, il 77,4% del totale (studio sul Patrimonio immobiliare italiano fatto congiuntamente da Agenzia delle entrate e Ministero delle Finanze). Lo strumento più utilizzato per l'acquisto della casa è il mutuo ipotecario. I molti anni di crisi hanno messo in ginocchio un intero sistema sociale. Le aziende in crisi, o fallite, condizionano il mercato del lavoro a causa dei licenziamenti sempre più numerosi. I dati sui tassi di disoccupazione parlano chiaro. Senza uno stipendio non è possibile pagare le rate del mutuo. Se non si pagano le rate del mutuo la casa finisce all'asta. L'emergenza sociale delle delle case all'asta, di conseguenza, aumentano e non accennano a diminuire! I proprietari di casa si trovano, oltretutto, in difficoltà a difendersi dalle banche o dai fondi che hanno acquistato - in svendita - dalle banche i famosi NPL. Gli NPL (non performing loan) sono i mutui e prestiti concessi a famiglie ed aziende che non riescono più a pagare le rate. I debitori, imprenditori e famiglie, cercano di difendersi dalle banche contestando  la correttezza del TAEG sottoscritto nel mutuo. Succede, infatti, che le banche facciano sottoscrivere nel mutuo un TAEG - ad esempio 4,00% - ma quello realmente applicato è 4,2%. Questo accade perché le banche non includono alcuni costi nel TAEG. I tribunali stanno prendendo due direzioni distinte in merito la difformità tra TAEG di contratto e TAEG realmente applicato: 1. sanzionano la banca con il ricalcolo del mutuo al tasso ex art. 117 Testo Unico Bancario (un tasso più basso di quello contrattuale); 2.   non sanzionano la banca in alcun modo. Per risolvere la discordanza delle scelte dei giudici basterebbe una legge di interpretazione autentica dell’art. 117 TUB comma 6 - 7 e 8, come avvenuto in passato in merito alla legge sull'usura. Questo intervento permetterebbe al debitore di conoscere quali strumenti ha a disposizione per far valere il suo diritto di difesa (e di salvare la casa); eviterebbe, inoltre, un contenzioso che indebiterebbe ancor più i proprietari di casa. Infine, ci sarebbe un risparmio di costi e tempi della giustizia, già ingolfati da cause contro le banche divenute la moda del momento. Firmando questa petizione ti unisci ad un movimento di cittadini che vogliono essere il centro di una legge volta a tutelare la loro casa e il loro diritto di difesa, e avere una REALE trasparenza bancaria.

Mario Bellore
15,018 supporters
Victory
Petitioning Giovanni Tria

#NonE'unPaesePerPapà: Ristabiliamo i cinque giorni di congedo di paternità

Mi chiamo Giulio, ho 32 anni e all'inizio del prossimo anno mi nascerà una bimba. Una bimba che avrà bisogno di tutta l'attenzione e l'amore dei suoi genitori fin dai primi istanti di vita. Purtroppo però, dal 1 gennaio 2019, tanti papà come me non potranno più stare vicino ai propri bimbi perché il congedo parentale di 5 giorni non è stato confermato e si tornerà quindi al vecchio sistema di 2 soli giorni. 48 ore per stare vicino a tuo figlio nelle sue prime ore di vita. Vi sembra giusto? La nascita di un figlio è un evento di enorme rilevanza nella vita di una persona, inoltre la gestione familiare si è evoluta nel tempo e, come sottolineato dal Presidente INPS Tito Boeri, i congedi di paternità "sono uno strumento fondamentale per promuovere una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per realizzare l’uguaglianza delle opportunità" (fonte www.pmi.it). In un Paese che si reputa "civile", tali diritti vanno pertanto riconosciuti, garantiti e protetti. Chiedo al Parlamento di ristabilire i 5 giorni di congedo di paternità.

Giulio Crisigiovanni
9,606 supporters
Petitioning Giovanni Tria

STERILIZZAZIONE = ATTO D'AMORE E CIVILTA' #perassistenzaveterinarianazionale

PETIZIONE POPOLARE PER ISTITUIRE IL CONTROLLO DELLE NASCITE E ALTRE TUTELE PER ANIMALI DA COMPAGNIA http://www.dirittoerispetto.it/super.jpg I cittadini firmatari si rivolgono, anche ai sensi dell'art. 50 della Costituzione in materia di petizioni Premesso che: - nel nostro paese la popolazione canina e' in continuo aumento, dato che oltre ai molti allevatori riconosciuti dall'ENCI, vi sono privati che speculano commercialmente su cucciolate da accoppiamenti pianificati in proprio e ripetutamente; - ad aumentare il numero dei cani italiani, oltre alle cucciolate in aumento esponenziale che dal sud vengono "smistate" nelle varie regioni tramite staffette variamente affidabili, arrivano ogni anno migliaia di cuccioli dai paesi dell'Europa dell'Est e salviamo giustamente tanti animali dalla Spagna; -Gradualmente le spese veterinarie dovranno essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e una voce dedicata specificatamente dovra' essere inserita ogni anno nella legge di stabilita' - i canili in Italia sono in esubero e rappresentano un ingente impiego di denaro pubblico, non sempre gestito con criteri di trasparenza; - negli ultimi anni si e' verificato un aumento di cani molossoidi e pitbull, oggetto di brutale sfruttamento da parte dell'uomo;- le leggi vigenti, quale ad esempio la legge 281 del 14-08-1991 (leggi testo completo collegandoti qui sotto)(http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_911_allegato.pdf si sono rivelate INSUFFICIENTI   I cittadini firmatari della presente petizione popolare chiedono al governo ed al Parlamento l'emanazione di alcune norme urgenti che prevedano:   - CHE OGNI RAZZA SIA TUTELATA DAL CONTROLLO SU ALLEVAMENTI DALLA COMPROVATA SERIETA' CHE NE PRESERVINO LA NATURALE SELEZIONE (ne consegue un minore abuso e/o sperimentazione sulle razze stesse). Nei canili e nelle case private, nonche' nei negozi di animali la sterilizzazione deve essere obbligatoria per cani e gatti che abbiano compiuto 6 mesi di vita, pratica concordata in convenzione sanitaria nazionale con studio veterinario abilitato. -Che gradualmente le spese veterinarie siano a carico del Servizio Sanitario Nazionale e una voce specificamente dedicata dovra' essere inserita nella legge di stabilita', ogni anno. -che il libretto sanitario - che dovra' documentare il mantenimento e i relativi spostamenti dell'animale - ne comprovi l'attuazione nei termini previsti o concordati da parte della persona o ente che ne assume la custodia. -che i dati anagrafici e qualita' gestionali - con eventuali relativi documenti di conseguimento (Patentino per cani, la cui gestione ne richieda la necessita') - del detentore siano aggiornati in un'apposita sezione del suddetto diario d'identita'

CATIA SPADON
7,590 supporters
Petitioning Giuseppe Conte

IVA al 4% anche per le auto elettriche destinate al trasporto dei disabili

Siamo i genitori di un ragazzo disabile di 24 anni e ci consideriamo persone attente all’ambiente. Abbiamo deciso di fare un passo importante verso un futuro più pulito considerando l’acquisto di una autovettura nuova completamente elettrica beneficiando anche delle agevolazioni fiscali riservate alle persone con disabilità. Con stupore abbiamo però appreso dai concessionari visitati che ciò sarebbe stato possibile solo in parte in quanto: “È applicabile l'Iva al 4%, anziché al 22%, sull'acquisto di autovetture nuove o usate, aventi cilindrata fino a: 2.000 centimetri cubici, se con motore a benzina 2.800 centimetri cubici, se con motore diesel.” “Per l'acquisto dei mezzi di locomozione il disabile ha diritto a una detrazione dall'Irpef. Per mezzi di locomozione si intendono le autovetture, senza limiti di cilindrata, e gli altri veicoli sopra elencati, usati o nuovi. La detrazione è pari al 19% del costo sostenuto e va calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro.” Fonte: guida alle agevolazioni fiscali per disabili dell’Agenzia delle Entrate gennaio 2017) L’Agenzia delle Entrate tratta in modo diverso l’agevolazione Iva e la detrazione fiscale per i veicoli elettrici, (forse perché la legislazione risale a tempi in cui l’elettrico non era contemplato) rendendo possibile la detrazione al 19% ma non l’aliquota IVA al 4%.  Si tratta di un paradosso che potrebbe orientare molte persone intenzionate a passare alla mobilità elettrica per il trasporto dei disabili a scegliere invece ancora auto diesel o benzina, essendo queste autovetture attualmente meno costose, a parità di modello e di allestimenti, di un veicolo elettrico e risultando quindi il costo finale molto più allettante anche e in quanto maggiormente agevolate dalla normativa vigente. Noi chiediamo quindi che la normativa venga prontamente aggiornata e corretta e che l’agevolazione IVA al 4% spetti anche per l'acquisto di autovetture elettriche, nel rispetto dell’ambiente e delle scelte delle persone. 

MARIAROSA DIAMANTI
6,053 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico, Luigi Di Maio, Giovanni Tria, Matteo Salvini, Sergio Costa, Danilo Toninelli, Gian Marco Centinaio

Caro Babbo Natale, regalaci un futuro pulito - #stopaifossili

“Caro Babbo Natale, Questo è stato un anno un po’ difficile per le nostre famiglie, ma noi siamo stati bravi e vorremmo chiederti, se puoi, di aiutarci. Puoi scegliere tu quale di questi regali farci trovare sotto l’albero. Nel 2019, vorremmo che in Italia ci fossero 600.000 insegnanti in più a lavorare nelle nostre scuole: i nostri sono sempre così stanchi, perché sono pochi; Ci piacerebbe anche che ci fossero più medici negli ospedali: se ne potrebbero avere 230.000 in più l’anno prossimo? Se ad aiutarli ci fossero anche altri 600.000 infermieri, sarebbe tutto davvero migliore. Capita spesso che i nostri nonni debbano farsi curare, e ci piacerebbe che ricevessero un’assistenza migliore! Ci piacciono tantissimo gli autobus elettrici: potremmo regalarne 50.000 alle nostre città? Così non dovremmo più usare la macchina per andare a scuola. Le macchine fanno tanto smog, che ci fa respirare male;  Ho visto che le strade e i marciapiedi sono pieni di buche e a volte è davvero pericoloso camminare e andare in bici per la città! Troveresti un po’ di soldi per aggiustarle un pochino? Sarebbe bello se ognuno avesse 250 euro in più all’anno per comprare il cibo e magari dei libri per studiare; Sai cos’altro servirebbe tanto alle nostre scuole? 20 miliardi di rotoli di carta igienica in più!  Possiamo trovare un po’ di soldi per comprare quei pannelli che catturano la luce del Sole per illuminare le case senza sprecare energia? Ci piacerebbe salvare la vita a tutte quante le 3.200 persone che ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Così risparmieremmo anche 10 miliardi di euro all’anno di costi per la sanità! Se li trovi, ci piacerebbe avere dei pony. Sappiamo che alcuni di questi regali sono difficili da comprare, ma noi abbiamo un’idea: potresti prendere i soldi che servono per pagare ognuna di queste cose dai 15 miliardi che ogni anno paghiamo per i sussidi ai combustibili fossili? Sono 250 euro all’anno che ognuno di noi regala a petrolio, gas e carbone, ma noi vorremmo spenderli per avere una vita migliore. Anziché regalarli a questo settore, regaleresti un futuro migliore a noi?"  --- Ogni anno, l’Italia spende intorno ai 15 miliardi di euro* in sussidi ai combustibili fossili: petrolio, gas, carbone. Si tratta di cifre enormi, che permettono ad alcuni dei top manager del settore di portarsi a casa stipendi milionari. Oggi sappiamo bene che bruciare i combustibili fossili danneggia gravemente il nostro clima e sappiamo anche che abbiamo pochissimi anni per invertire la rotta se vogliamo evitare gli effetti peggiori e devastanti del cambiamento climatico. E’ ora di dire basta: vogliamo un piano concreto al più presto per riallocare i 15 miliardi di sussidi ai combustibili fossili. I tempi, e il tempo, sono cambiati. Ce lo chiedono i nostri figli. --- Promotori della petizione: Paolo Pantano, economista, ecologista Cettina Raudino, insegnante Fabio Pisana, Centro di ricerca scienze cognitive applicate e teoriche del Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale; Presidente di Agenda 21 a Noto Paolo Tiralongo, insegnante Mariangela Gioacchin, impiegata settore turistico Giovanni Fugà, architetto  * Fonti: https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/fonti-fossili-legambiente-si-cancellino-davvero-entro-il-2020-tutti-i-sussidi-a https://www.odi.org/sites/odi.org.uk/files/resource-documents/11782.pdf  http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/litalia-spende-anno-148-miliardi-euro-sussidi-ai-combustibili-fossili/ https://www.qualenergia.it/articoli/20180604-l-italia-deve-fare-molto-di-piu-eliminare-i-sussidi-alle-fonti-fossili/ https://www.qualenergia.it/articoli/20170727-eliminare-i-sussidi-alle-fossili-salverebbe-italia-3200-vite-ogni-anno/  

Paolo Pantano
5,421 supporters
Petitioning Sergio Mattarella, Giuseppe Conte, Giovanni Tria

Salviamo la rete del gioco legale in concessione ed i suoi occupati.

Con questa petizione si chiede che il Governo tuteli, al pari degli altri lavoratori in questo grave momento di crisi occupazionale, il posto di lavoro e la dignità delle migliaia di persone occupate nel settore lecito del gioco pubblico, che vedono messo in pericolo il loro lavoro a causa di normative regionali e comunali volte al proibizionismo stanno che vietando l’esercizio delle attività già insediate e gestite da imprenditori Concessionari oltre che da terzi incaricati alla raccolta del gioco pubblico da parte dello Stato Italiano, autorizzati e vigilati dalle Questure. Stiamo scrivendo di baristi, tabaccai, gestori ed occupati in sale da gioco, scommesse e sale Bingo. Le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL stimano olre 150.000 cittadini occupati diretti o indiretti nel settore del gioco in concessione. Delocalizzazioni, distanziometro da punti sensibili, limitazioni orarie, continuo incremento della tassazione hanno messo in ginocchio un settore che ha saputo emergere dall'illegalità diventando la terza voce di entrata per il bilancio statale con oltre 10 miliardi di Euro ai quali dovranno sommarsi le tasse pagate dalle aziende ed i propri occupati. Facendo un paragone la rete del gioco legale occupa 5 volte gli occupati dell'universo FCA (FIAT) in Italia. Come ricordato dagli stessi sindacati, le misure repressive del gioco legale, oltre a creare un problema di tenuta occupazionale, consegnano l’industria del gioco all’illegalità. Proprio a Torino, ad un anno dalla entrata in vigore della normativa regionale che sta portando all’espulsione del gioco legale dal territorio, questo dato trova conferma nelle recenti azioni investigative effettuate dalla Guardia di Finanza che hanno portato alla luce il continuo rafforzamento del gioco illegale, in mano alla criminalità organizzata. Prima che i danni sociali – in termini di occupazione, di danno economico agli imprenditori del gioco legale e di proliferazione della criminalità – siano irreparabili, ritemiamo sia indispensabile avviare una riforma sostenibile dell’industria del gioco legale che è l’unica vera garanzia contro quello illegale. Diciamo SI alla legalità, SI al lavoro, SI al presidio dello Stato, SI al contrasto alle mafie.

Italo Marcotti
4,655 supporters