

ZTL VILLAGGIO OLIMPICO


ZTL VILLAGGIO OLIMPICO
Il problema
MANIFESTO A TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI RESIDENTI DEL VILLAGGIO OLIMPICO
VILLAGGIO OLIMPICO QUARTIERE, NON PARCHEGGIO
Il Villaggio Olimpico è nato come quartiere residenziale immerso nel verde, pensato per la vita delle persone, non per lo sfruttamento intensivo del suolo a servizio di grandi eventi.
Da anni, però, la sua funzione è stata stravolta: il quartiere residenziale è diventato, nei fatti, una gigantesca area di sosta e di deflusso asservita in modo strumentale degradante all’uso privatistico dello Stadio Olimpico e dell’Auditorium Parco della Musica. E ora, con l’avvio dell’iter per la riqualificazione dello Stadio Flaminio come nuovo stadio della Lazio, il rischio è di trasformare il quartiere nella cerniera congestionata quotidianamente fra due stadi e un grande polo culturale.
Noi residenti non siamo nemici del calcio né della cultura. Chiediamo solo che gli eventi non si svolgano a spese della nostra salute, del nostro riposo, della nostra sicurezza e del nostro diritto a vivere in un quartiere normale. Oggi questo non accade più: nei giorni di partita e degli eventi dell’Auditorium Parco della Musica, il Villaggio Olimpico è ingolfato per ore da smog, auto, rumore, clacson, schiamazzi, sosta selvaggia, ed ha tutte le vie di uscita bloccate. A ciò si aggiunga che spesso il tutto è accompagnato da episodi di degrado dove il nostro quartiere diventa una discarica ed un bagno pubblico a cielo aperto.
La situazione è il frutto di scelte precise. Dal 2015, con la chiusura di gran parte dei parcheggi intorno allo Stadio Olimpico per ragioni di sicurezza, il traffico è stato spostato sul nostro quartiere senza alcuna misura a tutela della popolazione residente. L’Auditorium, attivo quasi ogni giorno (specialmente in estate), ha aggiunto un ulteriore flusso di auto che spesso scelgono il Villaggio come parcheggio gratuito, invece di utilizzare le aree limitrofe allo stesso o il parcheggio interno. Infine, i lavori (non richiesti, non voluti, osteggiati dai residenti eppure nonostante ciò, portati avanti) su Viale XVII Olimpiade hanno annullato oltre 250 stalli per auto, comprimendo ancora di più la capacità del quartiere di assorbire un traffico che, già da solo, sarebbe eccessivo. Il tutto nell’assordante silenzio più assoluto del Municipio II a cui più volte i cittadini si sono rivolti in cerca di aiuto e a cui è stato più volte manifestato il grande disagio che ha colpito il quartiere, senza mai ottenere risposte.
Questa non è solo una questione di disagio. È una questione di diritti fondamentali. La Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo: non solo come assenza di malattia, ma anche come benessere psicofisico. Rumore continuo fino a notte, traffico parassitario che aumenta smog e polveri sottili, impossibilità di riposare in casa propria non sono semplici fastidi: sono un attacco diretto alla salute di noi residenti. La legge stabilisce che nessuno è tenuto a sopportare immissioni di rumore e inquinamento oltre la normale tollerabilità. La giurisprudenza più recente ha chiarito che questo principio vale anche verso il Comune, quando è la gestione (o non gestione) del traffico a creare situazioni intollerabili. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e la stessa Cassazione, hanno riconosciuto che un’esposizione prolungata a rumore e caos può violare il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
E’ una questione di sicurezza. Oggi, al termine di una partita o di un concerto, Viale XVII Olimpiade, Via Gran Bretagna, Via Olanda, Viale degli Olimpionici e le altre vie di uscita dal quartiere restano di fatto bloccate anche per più di un’ora, con file di auto ferme e passaggi chiusi per chiunque, inclusi eventuali mezzi di soccorso.
Abbiamo anche diritto a non vivere nel degrado: spesso viviamo episodi di persone che utilizzano il quartiere come bagno a cielo aperto e come discarica.
L’Amministrazione Comunale è completamente assente e non fa nulla. Roma Capitale da anni conosce la situazione attuale, conosce l’impatto degli eventi, sa che l’arrivo di un secondo stadio aumenterà ancora di più i flussi e i rischi. Nonostante ciò continua a non pianificare misure di tutela per questo quadrante di Roma, accettando consapevolmente che 5 quartieri di Roma vivano in condizioni di stress, inquinamento e pericolo.
ZTL Villaggio Olimpico
Per questo chiediamo un mezzo di tutela concreto: l’istituzione di una ZTL Villaggio Olimpico, sul modello di quanto già avviene a Milano nell’area di San Siro. Una zona a traffico limitato dinamica, attiva nei giorni di partite e grandi eventi, che entri in funzione cinque ore (due, per l'Auditorium) prima dell’inizio degli eventi e resti attiva fino a un’ora dopo la fine degli stessi, con varchi in ENTRATA ed in USCITA.
In particolare, i varchi in USCITA risultano imprescindibili per ragioni di SICUREZZA, poiché, ad oggi, molti automobilisti accedono al quartiere contromano durante lo svolgimento degli eventi.
Una ZTL che valga per gli eventi dello Stadio Olimpico, per i futuri eventi del Flaminio e per i grandi appuntamenti dell’Auditorium, consentendo l’accesso ai soli residenti e domiciliati, ai mezzi di soccorso, alle forze dell’ordine, alle persone con disabilità, ai mezzi pubblici. Non chiediamo barricate, chiediamo ordine: deflussi razionali, corridoi liberi per le ambulanze ed i mezzi di soccorso, strade non congestionate fino a notte fonda.
Per favorire tifosi ed avventori dell'Auditorium proponiamo che la cosiddetta zona del mercato del venerdì resti fuori dal perimetro della ZTL, così da continuare a offrire un’area di parcheggio di servizio per chi va allo Stadio e all’Auditorium. Vogliamo un compromesso ragionevole: parcheggi dedicati e percorsi chiari per i tifosi e gli spettatori dell’Auditorium, ma protezione per il cuore residenziale del quartiere.
Chiediamo inoltre che i costi delle misure di regolazione del traffico e di sicurezza – realizzazione e gestione della ZTL, varchi elettronici, segnaletica, presidi della Polizia Locale, permessi di accesso ed eventuali navette o parcheggi di scambio – non ricadano sui residenti, ma sui soggetti che traggono beneficio economico dai grandi eventi: Stadio Olimpico e l’Auditorium Parco della Musica. È giusto che chi genera il problema traendone un vantaggio economico contribuisca a pagarne la gestione e la mitigazione, e che non siano i cittadini del Villaggio Olimpico a fare, da soli, da cuscinetto.
Noi residenti del Villaggio Olimpico chiediamo che Roma Capitale e il Municipio II riconoscano esplicitamente il nostro diritto alla salute, alla sicurezza e alla vivibilità, procedendo con la massima tempestività all’istituzione di una ZTL Villaggio Olimpico ed un vero piano di deflusso e soccorso nel percorso di valutazione del progetto Flaminio–Lazio e nella gestione ordinaria degli eventi allo Stadio Olimpico e all’Auditorium.
REVISIONE DEL PROGETTO DI VIALE XVII OLIMPIADE
E’ altresì urgente che venga revisionato il progetto di pedonalizzazione di Viale XVII Olimpiade che sta già provocando gravi pericoli per chi circola all’interno del Villaggio Olimpico in quanto la cancellazione delle intersezioni tra Viale XVII Olimpiade, Via Svezia e Via Germania sta spingendo molti automobilisti verso comportamenti di rischio assolutamente inaccettabili.
Non chiediamo privilegi, chiediamo il rispetto delle regole e dei diritti che l’ordinamento già ci riconosce.
Per dare forza a queste richieste, promuoviamo un’azione collettiva: una petizione pubblica rivolta alle istituzioni competenti, che chiami cittadini e residenti a firmare e a chiedere con una sola voce l’istituzione della ZTL Eventi Villaggio Olimpico e una gestione responsabile della mobilità nell’area. Questa è la nostra linea: sì allo sport, sì alla cultura, ma non a costo della nostra salute e della nostra vita quotidiana.
Il Villaggio Olimpico è un quartiere, non un parcheggio.
COMITATO TEMPORANEO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VIVIBILITÀ DEL VILLAGGIO OLIMPICO

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Il problema
MANIFESTO A TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI RESIDENTI DEL VILLAGGIO OLIMPICO
VILLAGGIO OLIMPICO QUARTIERE, NON PARCHEGGIO
Il Villaggio Olimpico è nato come quartiere residenziale immerso nel verde, pensato per la vita delle persone, non per lo sfruttamento intensivo del suolo a servizio di grandi eventi.
Da anni, però, la sua funzione è stata stravolta: il quartiere residenziale è diventato, nei fatti, una gigantesca area di sosta e di deflusso asservita in modo strumentale degradante all’uso privatistico dello Stadio Olimpico e dell’Auditorium Parco della Musica. E ora, con l’avvio dell’iter per la riqualificazione dello Stadio Flaminio come nuovo stadio della Lazio, il rischio è di trasformare il quartiere nella cerniera congestionata quotidianamente fra due stadi e un grande polo culturale.
Noi residenti non siamo nemici del calcio né della cultura. Chiediamo solo che gli eventi non si svolgano a spese della nostra salute, del nostro riposo, della nostra sicurezza e del nostro diritto a vivere in un quartiere normale. Oggi questo non accade più: nei giorni di partita e degli eventi dell’Auditorium Parco della Musica, il Villaggio Olimpico è ingolfato per ore da smog, auto, rumore, clacson, schiamazzi, sosta selvaggia, ed ha tutte le vie di uscita bloccate. A ciò si aggiunga che spesso il tutto è accompagnato da episodi di degrado dove il nostro quartiere diventa una discarica ed un bagno pubblico a cielo aperto.
La situazione è il frutto di scelte precise. Dal 2015, con la chiusura di gran parte dei parcheggi intorno allo Stadio Olimpico per ragioni di sicurezza, il traffico è stato spostato sul nostro quartiere senza alcuna misura a tutela della popolazione residente. L’Auditorium, attivo quasi ogni giorno (specialmente in estate), ha aggiunto un ulteriore flusso di auto che spesso scelgono il Villaggio come parcheggio gratuito, invece di utilizzare le aree limitrofe allo stesso o il parcheggio interno. Infine, i lavori (non richiesti, non voluti, osteggiati dai residenti eppure nonostante ciò, portati avanti) su Viale XVII Olimpiade hanno annullato oltre 250 stalli per auto, comprimendo ancora di più la capacità del quartiere di assorbire un traffico che, già da solo, sarebbe eccessivo. Il tutto nell’assordante silenzio più assoluto del Municipio II a cui più volte i cittadini si sono rivolti in cerca di aiuto e a cui è stato più volte manifestato il grande disagio che ha colpito il quartiere, senza mai ottenere risposte.
Questa non è solo una questione di disagio. È una questione di diritti fondamentali. La Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo: non solo come assenza di malattia, ma anche come benessere psicofisico. Rumore continuo fino a notte, traffico parassitario che aumenta smog e polveri sottili, impossibilità di riposare in casa propria non sono semplici fastidi: sono un attacco diretto alla salute di noi residenti. La legge stabilisce che nessuno è tenuto a sopportare immissioni di rumore e inquinamento oltre la normale tollerabilità. La giurisprudenza più recente ha chiarito che questo principio vale anche verso il Comune, quando è la gestione (o non gestione) del traffico a creare situazioni intollerabili. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e la stessa Cassazione, hanno riconosciuto che un’esposizione prolungata a rumore e caos può violare il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
E’ una questione di sicurezza. Oggi, al termine di una partita o di un concerto, Viale XVII Olimpiade, Via Gran Bretagna, Via Olanda, Viale degli Olimpionici e le altre vie di uscita dal quartiere restano di fatto bloccate anche per più di un’ora, con file di auto ferme e passaggi chiusi per chiunque, inclusi eventuali mezzi di soccorso.
Abbiamo anche diritto a non vivere nel degrado: spesso viviamo episodi di persone che utilizzano il quartiere come bagno a cielo aperto e come discarica.
L’Amministrazione Comunale è completamente assente e non fa nulla. Roma Capitale da anni conosce la situazione attuale, conosce l’impatto degli eventi, sa che l’arrivo di un secondo stadio aumenterà ancora di più i flussi e i rischi. Nonostante ciò continua a non pianificare misure di tutela per questo quadrante di Roma, accettando consapevolmente che 5 quartieri di Roma vivano in condizioni di stress, inquinamento e pericolo.
ZTL Villaggio Olimpico
Per questo chiediamo un mezzo di tutela concreto: l’istituzione di una ZTL Villaggio Olimpico, sul modello di quanto già avviene a Milano nell’area di San Siro. Una zona a traffico limitato dinamica, attiva nei giorni di partite e grandi eventi, che entri in funzione cinque ore (due, per l'Auditorium) prima dell’inizio degli eventi e resti attiva fino a un’ora dopo la fine degli stessi, con varchi in ENTRATA ed in USCITA.
In particolare, i varchi in USCITA risultano imprescindibili per ragioni di SICUREZZA, poiché, ad oggi, molti automobilisti accedono al quartiere contromano durante lo svolgimento degli eventi.
Una ZTL che valga per gli eventi dello Stadio Olimpico, per i futuri eventi del Flaminio e per i grandi appuntamenti dell’Auditorium, consentendo l’accesso ai soli residenti e domiciliati, ai mezzi di soccorso, alle forze dell’ordine, alle persone con disabilità, ai mezzi pubblici. Non chiediamo barricate, chiediamo ordine: deflussi razionali, corridoi liberi per le ambulanze ed i mezzi di soccorso, strade non congestionate fino a notte fonda.
Per favorire tifosi ed avventori dell'Auditorium proponiamo che la cosiddetta zona del mercato del venerdì resti fuori dal perimetro della ZTL, così da continuare a offrire un’area di parcheggio di servizio per chi va allo Stadio e all’Auditorium. Vogliamo un compromesso ragionevole: parcheggi dedicati e percorsi chiari per i tifosi e gli spettatori dell’Auditorium, ma protezione per il cuore residenziale del quartiere.
Chiediamo inoltre che i costi delle misure di regolazione del traffico e di sicurezza – realizzazione e gestione della ZTL, varchi elettronici, segnaletica, presidi della Polizia Locale, permessi di accesso ed eventuali navette o parcheggi di scambio – non ricadano sui residenti, ma sui soggetti che traggono beneficio economico dai grandi eventi: Stadio Olimpico e l’Auditorium Parco della Musica. È giusto che chi genera il problema traendone un vantaggio economico contribuisca a pagarne la gestione e la mitigazione, e che non siano i cittadini del Villaggio Olimpico a fare, da soli, da cuscinetto.
Noi residenti del Villaggio Olimpico chiediamo che Roma Capitale e il Municipio II riconoscano esplicitamente il nostro diritto alla salute, alla sicurezza e alla vivibilità, procedendo con la massima tempestività all’istituzione di una ZTL Villaggio Olimpico ed un vero piano di deflusso e soccorso nel percorso di valutazione del progetto Flaminio–Lazio e nella gestione ordinaria degli eventi allo Stadio Olimpico e all’Auditorium.
REVISIONE DEL PROGETTO DI VIALE XVII OLIMPIADE
E’ altresì urgente che venga revisionato il progetto di pedonalizzazione di Viale XVII Olimpiade che sta già provocando gravi pericoli per chi circola all’interno del Villaggio Olimpico in quanto la cancellazione delle intersezioni tra Viale XVII Olimpiade, Via Svezia e Via Germania sta spingendo molti automobilisti verso comportamenti di rischio assolutamente inaccettabili.
Non chiediamo privilegi, chiediamo il rispetto delle regole e dei diritti che l’ordinamento già ci riconosce.
Per dare forza a queste richieste, promuoviamo un’azione collettiva: una petizione pubblica rivolta alle istituzioni competenti, che chiami cittadini e residenti a firmare e a chiedere con una sola voce l’istituzione della ZTL Eventi Villaggio Olimpico e una gestione responsabile della mobilità nell’area. Questa è la nostra linea: sì allo sport, sì alla cultura, ma non a costo della nostra salute e della nostra vita quotidiana.
Il Villaggio Olimpico è un quartiere, non un parcheggio.
COMITATO TEMPORANEO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VIVIBILITÀ DEL VILLAGGIO OLIMPICO

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Petizione creata in data 27 febbraio 2026