ZANICA: PRIMA DELL’APPROVAZIONE VOGLIAMO STUDI PUBBLICI E GARANZIE VINCOLANTI

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Il problema

Chiediamo trasparenza e garanzie sul progetto del grande Data Center nel Triangolone di Zanica
Non siamo contrari alla tecnologia. Siamo contrari a decidere senza conoscere tutti i dati.

Nel cosiddetto Triangolone di Zanica è stata presentata la proposta per la realizzazione di un grande polo tecnologico comprendente un Data Center.

Il Triangolone è un’area di 352.729 metri quadrati, situata nella zona nord-orientale del territorio comunale, al confine con Azzano San Paolo, Orio al Serio e Grassobbio.

Secondo il Comune di Zanica, l’area presenta da tempo problemi di natura ambientale ed è destinata dal Piano di Governo del Territorio ad attività industriali, artigianali e terziarie. Il PGT consente una superficie lorda edificabile massima di 152.500 metri quadrati. (Comune di Zanica)

Il progetto illustrato pubblicamente nel luglio 2026 prevede:

circa 93.000 m² destinati al Data Center;
circa 40.000 m² destinati ad attività complementari e di relazione con l’esterno;
circa 133.000 m² complessivamente edificati;
una sottostazione elettrica dedicata;
il recupero della cascina Cucco;
aree verdi e percorsi ciclopedonali;
la cessione al Comune di una parte delle aree verdi, con manutenzione dichiarata a carico del privato. (L'Eco di Bergamo)
Si tratta di una delle trasformazioni urbanistiche più rilevanti mai proposte sul territorio di Zanica.

Per questo non può essere valutata soltanto attraverso rendering, dichiarazioni preliminari e promesse di sviluppo.

Prima di decidere servono dati completi, aggiornati e verificabili.
 
UN DATA CENTER NON È UN NORMALE CAPANNONE
Un Data Center ospita server, sistemi di archiviazione, apparati di rete e impianti tecnici che devono garantire un funzionamento continuativo.

Per funzionare richiede:

grandi quantità di energia elettrica;
impianti di raffreddamento e ventilazione;
trasformatori e infrastrutture di alimentazione;
sistemi di emergenza;
gruppi elettrogeni;
apparecchiature operative anche durante le ore notturne.
Gli effetti effettivi dipendono dalla tecnologia, dalla potenza installata, dall’efficienza dell’impianto, dal sistema di raffreddamento e dalle modalità di approvvigionamento energetico.

È proprio per questo che non accettiamo né allarmismi privi di prove né rassicurazioni prive di documenti.

Chiediamo una valutazione fondata sui dati del progetto definitivo.

 
I NUMERI PRELIMINARI RICHIEDONO UN CHIARIMENTO PUBBLICO
Durante l’assemblea del novembre 2025 sono stati indicati, come valori preliminari:

un fabbisogno massimo di circa 250 MW;
un utilizzo ordinario stimato tra il 50% e il 75% della potenza massima;
un consumo energetico annuale stimato tra circa 1.095 e 1.642 GWh;
circa 193.400 m³ d’acqua all’anno per il raffreddamento;
circa 12.500 m³ d’acqua per gli usi civili;
circa 36.000 m³ per l’irrigazione delle aree verdi;
gruppi elettrogeni di emergenza alimentati a biodiesel. (L'Eco di Bergamo)
Durante la successiva presentazione del luglio 2026, i rappresentanti del promotore hanno invece dichiarato che:

l’energia dovrebbe provenire da fonti rinnovabili;
il raffreddamento sarebbe prevalentemente ad aria;
l’acqua sarebbe utilizzata soprattutto durante i mesi estivi;
il sistema idrico sarebbe chiuso, con evaporazione definita minima;
una parte dell’acqua potrebbe essere restituita alla rete irrigua dopo il trattamento. (L'Eco di Bergamo)
Queste informazioni potrebbero descrivere un’evoluzione del progetto.

Ma proprio per questo i cittadini devono poter conoscere:

quale sia oggi la soluzione tecnica definitiva;

quali siano i consumi aggiornati;

quali dichiarazioni diventeranno obblighi vincolanti.

 
“ENERGIA RINNOVABILE” NON SIGNIFICA IMPATTO ZERO
L’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili sarebbe certamente positivo.

Ma deve essere chiarito:

attraverso quali impianti o contratti verrà garantita;
se si tratterà di produzione aggiuntiva oppure di certificati energetici;
quale sarà la potenza effettivamente richiesta alla rete;
quali infrastrutture elettriche dovranno essere realizzate;
quali conseguenze vi saranno sulla rete locale e regionale.


La Regione Lombardia ha riconosciuto esplicitamente la necessità di analizzare i consumi energetici e idrici dei Data Center, gli effetti sulla rete elettrica e il possibile fenomeno dell’isola di calore. (Norme Lombardia)

Pertanto chiedere questi approfondimenti non significa essere contrari al progresso.

Significa chiedere l’applicazione rigorosa dei principi di sostenibilità e trasparenza.

 
LA BONIFICA È NECESSARIA, MA NON PUÒ GIUSTIFICARE QUALSIASI PROGETTO
Il Triangolone presenta problemi ambientali conosciuti da tempo.

Il Comune indica il superamento delle criticità ambientali come uno degli obiettivi del percorso urbanistico avviato sull’area. (Comune di Zanica)

La bonifica rappresenterebbe un risultato importante per tutta la comunità.

Ma dovrà essere:

progettata sulla base di indagini complete;
approvata dagli enti competenti;
realizzata e verificata prima o durante le diverse fasi dell’intervento;
garantita economicamente anche in caso di sospensione, modifica o mancato completamento del progetto;
certificata attraverso controlli pubblici e indipendenti.
La necessità di bonificare l’area non deve impedire ai cittadini di valutare attentamente quale insediamento sia più adatto al territorio.

 
I BENEFICI ANNUNCIATI DEVONO DIVENTARE IMPEGNI VINCOLANTI
Il progetto è stato associato a opportunità occupazionali, investimenti, aree verdi, opere pubbliche, formazione e riqualificazione territoriale.

Accogliamo positivamente ogni beneficio reale per Zanica.

Ma prima dell’approvazione chiediamo di conoscere:

il numero dei posti di lavoro permanenti;
il numero dei lavoratori impiegati soltanto durante la costruzione;
le professionalità richieste;
gli impegni concreti per la formazione e l’occupazione locale;
la superficie esatta delle aree pubbliche;
i tempi di realizzazione del parco e delle opere promesse;
il soggetto responsabile della manutenzione;
le garanzie finanziarie previste;
le conseguenze in caso di mancato rispetto degli accordi;
gli obblighi che resteranno validi anche in caso di cessione dell’impianto a un nuovo proprietario o gestore.


Le dichiarazioni pubbliche devono essere inserite nella convenzione urbanistica e negli atti autorizzativi.

 
COSA CHIEDIAMO
Chiediamo al Comune di Zanica, alla Provincia di Bergamo, alla Regione Lombardia e agli altri enti competenti di non assumere decisioni definitive sul progetto fino a quando non saranno pubblicati, valutati e discussi:

il progetto tecnico aggiornato;
la potenza elettrica richiesta, distinguendo tra potenza massima, potenza IT e consumo operativo previsto;
il consumo energetico annuale stimato nelle diverse fasi di sviluppo;
la modalità con cui verrà garantito l’utilizzo di energia rinnovabile;
lo studio dell’impatto sulla rete elettrica;
il fabbisogno idrico annuale aggiornato;
la provenienza dell’acqua utilizzata;
la descrizione completa del sistema di raffreddamento;
il bilancio tra acqua prelevata, evaporata, trattata e restituita;
lo studio idrogeologico e gli effetti sulla falda e sul sistema irriguo;
la valutazione dell’impatto acustico, anche durante le ore notturne;
lo studio del calore disperso e del possibile effetto sul microclima;
il numero, la potenza, il combustibile e le emissioni dei gruppi elettrogeni;
la valutazione degli impatti ambientali cumulativi;
il piano completo di caratterizzazione e bonifica dell’area;
il piano di sicurezza e gestione delle emergenze;
il piano di dismissione e ripristino del sito;
gli impegni occupazionali effettivi;
tutte le compensazioni e le opere pubbliche previste;
le garanzie finanziarie poste a tutela del Comune e dei cittadini.


Chiediamo inoltre che:

tutta la documentazione venga pubblicata in una sezione dedicata del sito comunale;
i documenti siano disponibili prima dell’approvazione degli accordi definitivi;
venga concesso un tempo adeguato per le osservazioni dei cittadini;
si svolga un nuovo confronto pubblico con tecnici indipendenti e rappresentanti degli enti ambientali competenti.
La normativa regionale prevede espressamente trasparenza, pubblicità degli atti, partecipazione e monitoraggio degli impatti energetici, idrici e territoriali dei Data Center. (Norme Lombardia)

 
NON CHIEDIAMO DI BLOCCARE IL FUTURO
Chiediamo di non decidere alla cieca.

Non siamo contro la tecnologia.

Non siamo contro gli investimenti.

Non siamo contro il lavoro.

Non sosteniamo che il progetto sia necessariamente incompatibile con Zanica.

Sosteniamo però che un’opera di queste dimensioni debba essere autorizzata soltanto dopo aver dimostrato, attraverso documenti pubblici e verificabili, la propria sostenibilità ambientale, energetica, idrica, acustica e territoriale.

Prima i dati. Prima le garanzie. Prima la partecipazione.
Solo dopo potrà essere presa una decisione consapevole.

 
IL TERRITORIO È UN BENE COMUNE
Le tecnologie cambiano.

Le società possono cambiare proprietario.

Le strategie industriali possono cambiare.

Il territorio trasformato, invece, rimane.

Per questo chiediamo che ogni scelta venga compiuta con la massima prudenza, trasparenza e responsabilità.

Firma questa petizione per chiedere che il progetto del grande Data Center di Zanica non venga approvato definitivamente senza la pubblicazione degli studi, la partecipazione dei cittadini e garanzie ambientali e finanziarie vincolanti.

Il futuro di Zanica non può essere deciso soltanto sulla base delle promesse.
Firma e condividi: chiediamo fatti, documenti e garanzie.

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Pixel CuriosoPromotore della petizione

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