Voglio poter correre ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2021


Voglio poter correre ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2021
El problema
Mi chiamo Sara Andrés e sono un’atleta paralimpica. A 25 anni ho perso i piedi in un incidente; da allora ho lottato per tornare a camminare, a lavorare e infine a correre. Ho scoperto nell’atletica un modo per superarmi giorno dopo giorno e anche per dimostrare a tutti che le disgrazie si possono superare e da esse si può tirare fuori il meglio di sè.
Ho iniziato a gareggiare nel 2015 e l’anno successivo, nel 2016, ho partecipato ai Giochi Paralimpici a Rio de Janeiro. Ho gareggiato nei 400metri, nei 200metri e nei 100metri. Nel 2017, al Mondiale di Londra, sono arrivata terza al mondo nelle mie gare predilette: i 400metri e i 200m.
Vincere due medaglie è stato un trionfo personale enorme che mi ha riempito di soddisfazione e gioia, confermando che, nonostante la vita sia terribilmente dura, a volte può essere un regalo. In quel momento, il più dolce della mia vita, ci comunicarono che dal seguente Mondiale e quindi anche ai successivi Giochi Paralimpici non ci sarebbero più state le gare che io amavo tanto e nelle quali iniziavo a migliorare.
Ci tolsero i 200metri e i 400metri, senza nessuna spiegazione. Mi riempii di tristezza, che a breve si trasformò in frustrazione e indignazione, perché non avevano tolto le gare a tutti gli atleti in maniera equa.
Infatti gli uomini possono tutt’ora gareggiare anche nei 400metri. In più, le atlete con cui gareggiamo che hanno solo una gamba amputata sotto il ginocchio, hanno ancora l’opportunità di gareggiare nei 200metri, da cui siamo state escluse solo noi che abbiamo una doppia amputazione transtibiale.
È per questo motivo che vi chiedo un aiuto. Per lottare contro le ingiustizie, affinché tutti gli atleti, uomini e donne, indipendentemente dal livello di disabilità, abbiano le stesse gare. Per poter avere la stessa opportunità di mostrare al mondo quello di cui sono e siamo capaci.
Ti chiedo di partecipare alla mia campagna firmando per chiedere al Comitato Paralimpico Internazionale di permetterci di partecipare a queste gare senza essere escluse per il fatto di essere donne e con una doppia amputazione.
Non chiedo un aiuto solo per me stessa, ma per tutte le migliaia di persone che hanno una disabilità, perché possano avere le stesse opportunità. È molto importante che i Giochi Paralimpici di Tokyo 2021 rispecchino questa parità, questa uguaglianza e questo trattamento equo che dovrebbe essere supportato dai principi stessi della manifestazione, ma che sembra non essere del tutto rispettato.
Credo che unendo le forze possiamo chiedere che prima delle prossime Paralimpiadi di Tokyo2021 le amputate bilaterali (T62) possano correre i 400metri, come è concesso agli uomini della stessa categoria e i 200metri, come fanno le atlete amputate monolaterali transfemorali (T63).
È una questione urgente quella di richiedere l’uguaglianza e la parità all’interno dei Giochi Paralimpici.

El problema
Mi chiamo Sara Andrés e sono un’atleta paralimpica. A 25 anni ho perso i piedi in un incidente; da allora ho lottato per tornare a camminare, a lavorare e infine a correre. Ho scoperto nell’atletica un modo per superarmi giorno dopo giorno e anche per dimostrare a tutti che le disgrazie si possono superare e da esse si può tirare fuori il meglio di sè.
Ho iniziato a gareggiare nel 2015 e l’anno successivo, nel 2016, ho partecipato ai Giochi Paralimpici a Rio de Janeiro. Ho gareggiato nei 400metri, nei 200metri e nei 100metri. Nel 2017, al Mondiale di Londra, sono arrivata terza al mondo nelle mie gare predilette: i 400metri e i 200m.
Vincere due medaglie è stato un trionfo personale enorme che mi ha riempito di soddisfazione e gioia, confermando che, nonostante la vita sia terribilmente dura, a volte può essere un regalo. In quel momento, il più dolce della mia vita, ci comunicarono che dal seguente Mondiale e quindi anche ai successivi Giochi Paralimpici non ci sarebbero più state le gare che io amavo tanto e nelle quali iniziavo a migliorare.
Ci tolsero i 200metri e i 400metri, senza nessuna spiegazione. Mi riempii di tristezza, che a breve si trasformò in frustrazione e indignazione, perché non avevano tolto le gare a tutti gli atleti in maniera equa.
Infatti gli uomini possono tutt’ora gareggiare anche nei 400metri. In più, le atlete con cui gareggiamo che hanno solo una gamba amputata sotto il ginocchio, hanno ancora l’opportunità di gareggiare nei 200metri, da cui siamo state escluse solo noi che abbiamo una doppia amputazione transtibiale.
È per questo motivo che vi chiedo un aiuto. Per lottare contro le ingiustizie, affinché tutti gli atleti, uomini e donne, indipendentemente dal livello di disabilità, abbiano le stesse gare. Per poter avere la stessa opportunità di mostrare al mondo quello di cui sono e siamo capaci.
Ti chiedo di partecipare alla mia campagna firmando per chiedere al Comitato Paralimpico Internazionale di permetterci di partecipare a queste gare senza essere escluse per il fatto di essere donne e con una doppia amputazione.
Non chiedo un aiuto solo per me stessa, ma per tutte le migliaia di persone che hanno una disabilità, perché possano avere le stesse opportunità. È molto importante che i Giochi Paralimpici di Tokyo 2021 rispecchino questa parità, questa uguaglianza e questo trattamento equo che dovrebbe essere supportato dai principi stessi della manifestazione, ma che sembra non essere del tutto rispettato.
Credo che unendo le forze possiamo chiedere che prima delle prossime Paralimpiadi di Tokyo2021 le amputate bilaterali (T62) possano correre i 400metri, come è concesso agli uomini della stessa categoria e i 200metri, come fanno le atlete amputate monolaterali transfemorali (T63).
È una questione urgente quella di richiedere l’uguaglianza e la parità all’interno dei Giochi Paralimpici.

Petición cerrada
Comparte esta petición
Los destinatarios de la petición
Actualizaciones de la petición
Compartir esta petición
Petición creada en 20 de noviembre de 2020