Vogliamo una Fiera dell’Agricoltura che tuteli davvero l’ambiente!


Vogliamo una Fiera dell’Agricoltura che tuteli davvero l’ambiente!
Il problema
L'estate è iniziata e, come ogni anno, iniziamo a sentire l'avvicinarsi della Fiera di Santo Stefano, orgoglio di ogni concordiese.
Trattandosi di una fiera dedicata all'agricoltura, e dunque indissolubilmente legata all'ambiente, riteniamo sia un'occasione imperdibile per parlare anche di tutela ambientale.
Come infatti sa bene chi è del settore, l'inquinamento, i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi che ne derivano sono una minaccia alla produttività della terra e alla qualità dei raccolti.
Riteniamo quindi fondamentale che la Fiera di Santo Stefano, anche alla luce del riconoscimento come fiera nazionale, offra visioni di futuro che tengano conto del contesto con cui l'agricoltura deve fare i conti oggi e con cui dovrà fare i conti negli anni a venire.
Per quanto l'intervento delle istituzioni sia fondamentale, esso non sarà sufficiente ad affrontare i problemi ambientali senza l'azione individuale dei cittadini; è necessario dunque incoraggiarli ad adottare gradualmente stili di vita più virtuosi.
Per questo chiediamo che la Fiera di Santo Stefano e la Pro Loco di Concordia Sagittaria si facciano portavoce di questi temi, non solo tramite conferenze di esperti del settore, ma anche e soprattutto attraverso azioni pratiche, che educhino indirettamente i cittadini a comportamenti virtuosi:
- innanzitutto, riteniamo fondamentale che gli stand enogastronomici adottino stoviglie lavabili, anziché quelle monouso. Questa modalità viene già adottata in altre sagre, e permette una significativa riduzione nella produzione di rifiuti monouso;
- in secondo luogo, auspichiamo che gli stand enogastronomici vengano incoraggiati a includere nei menù più piatti vegetali oltre ai contorni. Oltre al ridotto impatto ambientale di questi cibi rispetto a quelli di tipo animale, la proposta avrebbe dei risvolti positivi anche a livello di inclusione sociale nei confronti di coloro che non possono o non vogliono mangiare prodotti animali per motivi etici, religiosi o salutari.
Riteniamo in ultima istanza che queste iniziative rappresentino un fattore competitivo che potrebbe portare più persone in sagra, in particolare i giovani – notoriamente più attenti a queste tematiche – promuovendo ancor più i prodotti della nostra terra e dei nostri agricoltori locali.
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Il problema
L'estate è iniziata e, come ogni anno, iniziamo a sentire l'avvicinarsi della Fiera di Santo Stefano, orgoglio di ogni concordiese.
Trattandosi di una fiera dedicata all'agricoltura, e dunque indissolubilmente legata all'ambiente, riteniamo sia un'occasione imperdibile per parlare anche di tutela ambientale.
Come infatti sa bene chi è del settore, l'inquinamento, i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi che ne derivano sono una minaccia alla produttività della terra e alla qualità dei raccolti.
Riteniamo quindi fondamentale che la Fiera di Santo Stefano, anche alla luce del riconoscimento come fiera nazionale, offra visioni di futuro che tengano conto del contesto con cui l'agricoltura deve fare i conti oggi e con cui dovrà fare i conti negli anni a venire.
Per quanto l'intervento delle istituzioni sia fondamentale, esso non sarà sufficiente ad affrontare i problemi ambientali senza l'azione individuale dei cittadini; è necessario dunque incoraggiarli ad adottare gradualmente stili di vita più virtuosi.
Per questo chiediamo che la Fiera di Santo Stefano e la Pro Loco di Concordia Sagittaria si facciano portavoce di questi temi, non solo tramite conferenze di esperti del settore, ma anche e soprattutto attraverso azioni pratiche, che educhino indirettamente i cittadini a comportamenti virtuosi:
- innanzitutto, riteniamo fondamentale che gli stand enogastronomici adottino stoviglie lavabili, anziché quelle monouso. Questa modalità viene già adottata in altre sagre, e permette una significativa riduzione nella produzione di rifiuti monouso;
- in secondo luogo, auspichiamo che gli stand enogastronomici vengano incoraggiati a includere nei menù più piatti vegetali oltre ai contorni. Oltre al ridotto impatto ambientale di questi cibi rispetto a quelli di tipo animale, la proposta avrebbe dei risvolti positivi anche a livello di inclusione sociale nei confronti di coloro che non possono o non vogliono mangiare prodotti animali per motivi etici, religiosi o salutari.
Riteniamo in ultima istanza che queste iniziative rappresentino un fattore competitivo che potrebbe portare più persone in sagra, in particolare i giovani – notoriamente più attenti a queste tematiche – promuovendo ancor più i prodotti della nostra terra e dei nostri agricoltori locali.
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Petizione creata in data 26 giugno 2024