Le mani dei braccianti e dei contadini patrimonio immateriale dell’Umanità

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Gli episodi dei giorni scorsi hanno acceso i riflettori su un settore, quello dell'agricoltura, e su una terra, quella della provincia di Foggia, che ricevono per lo più attenzione per eventi spiacevoli. Noi giovani di questa terra vogliamo dare un segnale di speranza per le persone che la lavorano e la amano. Da qui l’idea di dare luce alle persone che, con fatica, raccolgono e producono il cibo che tutti mangiamo. Vogliamo che le mani dei braccianti e dei contadini di Capitanata diventino patrimonio dell’umanità! 
Vogliamo dare dignità e riconoscenza a chi ogni giorno lavora la terra, a chi la rende fertile, a chi la ama e la benedice. 

“I vostri agrari e quelli di Cerignola vendono il loro grano o il vino allo stesso prezzo. Perché dunque voi dovete lavorare un maggior numero di ore e guadagnare di meno? Organizzatevi in grande massa, come i vostri fratelli di Cerignola, e otterrete anche voi gli stessi miglioramenti". Giuseppe di Vittorio 

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l'anno della crescita, ci vorrebbe l'anno dell'attenzione” Franco Arminio. 

L’Italia è un popolo di poeti, navigatori, santi, contadini e braccianti: la terra per eccellenza del cibo buono e bello. Come sono belle le mani di chi raccoglie, di chi accarezza, di chi zappa e di chi feconda la terra. Sono mani dove è scritto un sapere antico, che si tramanda da generazioni, mani che hanno maturato un’esperienza che è diventata sapienza. Mani segnate dal vento, dall'acqua e dal freddo, mani impastate di terra e di sole. 
Le mani sono il simbolo del lavoro nei campi. La mano di un contadino e di un bracciante la riconosci subito: è imperfetta, piena di calli ed è indurita dalla fatica. Dietro quelle mani ci sono storie che hanno visto mondi vicini e lontani, storie di vita che hanno bisogno di dignità.

Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Capo del Governo, al Ministro delle Politiche agricole, al Ministro della Cultura, ai Presidenti delle Associazioni di categoria tutte e delle Associazioni datoriali, ai segretari di partito, un incontro per lavorare insieme al fine di far diventare le mani dei braccianti e dei contadini di Capitanata patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO e di istituire il giorno dei braccianti e dei contadini. 

Il popolo italiano può dare un segnale di speranza alle giovani generazioni. L’Italia può scegliere di combattere il male con la bellezza, con gesti di attenzione a chi domani, per amore della propria terra, della propria famiglia e del proprio lavoro, si alzerà presto per continuare a produrre e a raccogliere il cibo che, ancora una volta, ritroveremo sulle nostre tavole.



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