Vogliamo l’indipendenza Energetica. Abbiamo già cambiato abbastanza padroni!

Firmatari recenti
Giuseppe Fruttaldo e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Al Governo Italiano, ai Rappresentanti Politici e ai Leader del Mondo Economico:

 

Con la guerra in Ucraina abbiamo smesso di comprare il gas dalla Russia. Una scelta condivisibile. Meno condivisibile è quella che l'ha seguita: acquistarlo dagli Stati Uniti di Trump, che nello stesso periodo imponeva (e impone) dazi sulle nostre esportazioni.

 

I numeri parlano da soli. Il GNL americano costa circa il 50% in più rispetto al gas che arrivava via tubo dalla Russia — e in alcuni casi il differenziale è stato anche maggiore. Nei primi sette mesi del 2025 il valore del GNL importato dagli USA è salito a 2,2 miliardi di euro, con una crescita del 152% su base annua. Nel frattempo, secondo Confindustria le perdite per le imprese italiane che esportano negli USA arriveranno a 23 miliardi di euro per il solo 2025, tra dazi e crollo del dollaro. 

 

Energia più cara da comprare, mercati più chiusi dove vendere: un doppio colpo, accettato senza una strategia alternativa visibile. 

 

Il governo che più di ogni altro si definisce sovranista ha gestito questa fase senza ridurre la dipendenza strutturale dall'estero, cambiando semplicemente fornitore. Eni si è impegnata ad acquistare GNL americano per 20 anni, Edison per 15. Contratti di lungo periodo firmati mentre si poteva investire in fonti che non scadono mai e produciamo in casa.

 

Nel frattempo, la destabilizzazione del Medio Oriente, sempre ad opera dell’amministrazione americana, aggiunge caos e problemi. Trump ha determinato uno scenario apocalittico per cui le nostre aziende e le nostre famiglie pagheranno costi elevatissimi. È la conseguenza diretta di una dipendenza che non abbiamo mai scelto di affrontare seriamente e in modo sistemico.

 

Non è un problema di destra o di sinistra. È un problema strutturale che penalizza le imprese, le famiglie e la competitività del Paese.

 

Chiediamo al Governo Italiano di:

  • avviare un piano credibile e finanziato per lo sviluppo delle energie rinnovabili nazionali
  • ridurre progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili
  • trattare l'indipendenza energetica come priorità di sicurezza nazionale, non solo ambientale
  • riorientare gli accordi energetici di lungo periodo verso fonti interne e rinnovabili, anziché vincolare il Paese per vent'anni ad altri fornitori fossili

Un Paese che non controlla la propria energia dipende, nei fatti, dalle scelte di chi la controlla al posto suo. Quella vera sovranità non si conquista cambiando padrone, ma smettendo di averne bisogno.

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Il problema

Al Governo Italiano, ai Rappresentanti Politici e ai Leader del Mondo Economico:

 

Con la guerra in Ucraina abbiamo smesso di comprare il gas dalla Russia. Una scelta condivisibile. Meno condivisibile è quella che l'ha seguita: acquistarlo dagli Stati Uniti di Trump, che nello stesso periodo imponeva (e impone) dazi sulle nostre esportazioni.

 

I numeri parlano da soli. Il GNL americano costa circa il 50% in più rispetto al gas che arrivava via tubo dalla Russia — e in alcuni casi il differenziale è stato anche maggiore. Nei primi sette mesi del 2025 il valore del GNL importato dagli USA è salito a 2,2 miliardi di euro, con una crescita del 152% su base annua. Nel frattempo, secondo Confindustria le perdite per le imprese italiane che esportano negli USA arriveranno a 23 miliardi di euro per il solo 2025, tra dazi e crollo del dollaro. 

 

Energia più cara da comprare, mercati più chiusi dove vendere: un doppio colpo, accettato senza una strategia alternativa visibile. 

 

Il governo che più di ogni altro si definisce sovranista ha gestito questa fase senza ridurre la dipendenza strutturale dall'estero, cambiando semplicemente fornitore. Eni si è impegnata ad acquistare GNL americano per 20 anni, Edison per 15. Contratti di lungo periodo firmati mentre si poteva investire in fonti che non scadono mai e produciamo in casa.

 

Nel frattempo, la destabilizzazione del Medio Oriente, sempre ad opera dell’amministrazione americana, aggiunge caos e problemi. Trump ha determinato uno scenario apocalittico per cui le nostre aziende e le nostre famiglie pagheranno costi elevatissimi. È la conseguenza diretta di una dipendenza che non abbiamo mai scelto di affrontare seriamente e in modo sistemico.

 

Non è un problema di destra o di sinistra. È un problema strutturale che penalizza le imprese, le famiglie e la competitività del Paese.

 

Chiediamo al Governo Italiano di:

  • avviare un piano credibile e finanziato per lo sviluppo delle energie rinnovabili nazionali
  • ridurre progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili
  • trattare l'indipendenza energetica come priorità di sicurezza nazionale, non solo ambientale
  • riorientare gli accordi energetici di lungo periodo verso fonti interne e rinnovabili, anziché vincolare il Paese per vent'anni ad altri fornitori fossili

Un Paese che non controlla la propria energia dipende, nei fatti, dalle scelte di chi la controlla al posto suo. Quella vera sovranità non si conquista cambiando padrone, ma smettendo di averne bisogno.

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